RATERIO DI VERONA

RATERIO di VERONA. - Vescovo e teologo, n. presso Liegi nell'890 ca., m. a Namur il 25 apr. 974.

I. Vita

Crebbe alla scuola di Ilduino, abate di Lobbes, con cui scese in Italia nel 926; nell'ag. del 932 fu eletto vescovo di Verona. Il governo di questa diocesi gli costò innumerevoli sacrifici e amarezzate. Caduto in disgrazia di Ugo di Provenza, fu da lui imprigionato nella torre di Walberto a Pavia, dove stette fino all'ag. 937.

Uscito dal carcere, lasciò l'Italia e dopo molte peregrinazioni e vicende dolorose trovò rifugio, alla fine del 944 o sul principio del 945, presso i suoi monaci a Lobbes. Ben presto però, insofferente di quiete e più ancora desideroso di porre un freno ai mali che aveva notato nella sua

diocesi, ritornò a Verona nel 946. Vi stette solo due anni, poiché, combattuto da nuovi violenti nemici, dovette andarsene nel 948. Dopo altre peregrinazioni, il 21 sett. 953 fu eletto vescovo di Liegi. Ma avendo anche qui preso a inveire «acqua mordacius», contro il malcostume, sul principio nel 955 fu espulso dalla sede. Allora fu eletto abate d'un monastero (forse quello di Alma), che dipendeva da Lobbes. Nel 961 fu ricondotto da Ottone a Verona, dove rimase fino al 968. Nel luglio o ag. di quell'anno, stretto da troppi nemici e ormai vecchio, rinunciò alla dignità e, ritiratosi a Namur, vi morì dopo pochi anni.

R. appartiene al numero dei grandi riformatori; ma il suo principale errore consistette forse nel pretendere l'immediata attuazione del suo programma di riforma: volle ottenere una radicale e totale trasformazione in un tempo troppo breve e cambiare quasi per incanto, e con modi forse troppo risoluti, uno stato di cose inveterato.

Il

101. Opere

I numerosi scritti di R., editi dai fratelli Ballerini (Verona 1775) e ristampati dal Migne (PL 136), sono lo specchio della sua anima e del suo tempo; si segnalano i principali: Praeloquiorum libri sex (PL 136, 145-144); è l'opera maggiore, scritta durante la prigionia pavese (935-37), in cui R. passa in rassegna tutti gli stati della vita umana, mostrandone i difetti e indicando i rimedi offerti dal Vangelo: è notevole per la storia, la teologia morale e la dottrina dei rapporti tra Chiesa e Stato; Exceptum ex dialogo confessionali (ibid. 393-444): esame di coscienza molto interessante per la storia della psicologia religiosa; Exhortatio et preces (ibid. 444-50): belle preghiere in preparazione alla Messa; Decreta de clericis a Milone ordinatis (ibid. 477-78): il 12 febbr. 965 R. dichiarò nulle le ordinazioni del vescovo intruso Milone, ma per il turbamento causato tra il clero revocò la dichiarazione; Libellus cleric Veronensis nomine inscriptus ad Romanam Ecclesiam (ibid. 479-82): sottopone il caso precedente al Papa; Itinerarium Rathieri Romanum euntis (ibid. 579-600): programma di riforme fatto noto al clero veronese prima
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RATERIO DI VERONA - Manoscritto proveniente da Verona, contenente i Canoni del Concilio Costantinopolitanio IV (a. 860), con postille autografe di R. e minute di sue lettere. Il foglio 1° contiene le epistole 17 e 18 - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 4965, f. 1°.

di recarsi al Concilio, che doveva essere adunato a Roma alla fine del 966: chiara affermazione del primato del Papa (ibid. 582); Epistolae (ibid. 643-88, altre in Studi e documenti di storia e diritto, 24 [1903], pp. 51-72; V. ora l'ed. di F. Weigle) importante per la storia; Sermones (PL 136, 689-758), di cui uno descrive la disciplina penitenziale del tempo (ibid. 714-19).

Bibl.: A. Vogel, Rathérius von Verona und das zehnte Jahrh., 2 voll., Jena 1854; G. Pavani, Un vescovo belga in Italia, Torino 1920 (con bibl.); G. Monticelli, R. vescovo di Verona, Milano 1938; Maniutius, II, pp. 34-52; F. Amann, s. V. in DThC, XIII, 11, coll. 1679-88; F. Weigel, Zur Gesch. des Bischofs Rathen der Verona, in Deutsch. Archiv, 1942, pp. 346-86; G. Tampieri, I de veri moralia di ciascun stato di vita secondo i Praeloquia, in R. di V., Bagnacavallo 1943; F. Weigle, Die Briefe des Bischofs Rathen von V., in MGH, Die Briefe der deutschen Kaiserzeit, I, Die Briefe des Bischofs Rathen von Verona, Weimar 1949; A. Viscardi, Stor. della lettere, Le origini, Milano 1950, p. 69.