RETABLO - R. della chiesa del S. Salvatore, opera del Berruguete (sec. XVII). Obed.
RETABLO. - La interpretazione che qui si dà del vocabolo, proprio della lingua spagnola, resta circoscritta al significato che esso assume nei campi dell'architettura e dell'archeologia e si riferisce alla decorazione degli altari.
Etimologicamente r. deriva dal latino retro tabula e quindi si riferisce a quanto è dietro la mensa. Nella lingua spagnola il termine indica anche le più antiche immagini dipinte, portatili, che venivano poste su gli altari. Oggi nella comune accezione per r. si intende un grande complesso di carattere architettonico in marmo, stucco, metallo, legno decorato con figure e sculture, immobile per destinazione, che riveste la parete o cela l'ambiente che è dietro l'altare. R. sono in Italia e nelle altre regioni europee e quasi sempre assumono il carattere di politici particolarmente vasti, ma la penisola iberica è la terra dove il r. ha la maggiore diffusione, essendo uno degli elementi caratteristici dei suoi luoghi di culto. Alcuni riprendono i temi architettonici degli ambienti in cui sono, altri appaiono da essi indipendenti. Tra quelli in pietra scolpita si possono ricordare quello del S. Nicola da Bari a Burgos, quello della cappella de Los Sartres nella cattedrale di Tarragona, quello cinquecentesco nella cappella a destra del presbiterio nella cattedrale di Coimbra. Quelli in argento sono numerosissimi e i più antichi datano dal sec. XV e così quelli scolpiti nel legno e gli altri dipinti. Ma quasi sempre il carattere essenziale del r. è dato dalla molteplicità delle tecniche che concorrono a farne un complesso di grande ricchezza e vistosità destinato ad inquadrare una immagine o una composizione sacra o, come avviene nelle chiese aragonesi, ad ospitare una specie di vetrina ove tra cristalli, lampade ed immagini simboliche è esposto il S.mo Sacramento. - Vedi tav. XLIII.
Tav. XLIIIA sinistra: RETABLO dell'altare maggiore di La Seo. Opera di Pere Johan, Hans de Suabia e Gil Morlanes (sec. XV) - Saragozza. A destra: RETABLO della cappella maggiore nella cattedrale, terminato nel 1504. Opera degli architetti Enrique Egas e Pedro Gunicl, e degli scultori Copin de Holanda, Sebastian de Almonacid e Felipe Bigarny - Toledo.(da J. Gudiol Ricard, La Catedral de Toledo, Madrid s. a., p. 40)RETABLO - R. della chiesa del Gesù (principio del sec. XV) - Iviza.(fot. Gudiol)Bibliografiaanon., s. v. in Enc. Eur. Am., 50 (1923), pp. 1367-72. Emilio Lavagnino
BIBL.: anon., s. v. in Enc. Eur. Am., 50 (1923), pp. 1367-72.
Emilio Lavagnino
Lavagnino, Emilio. “Retablo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 818–819. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/retablo.
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Lavagnino, Emilio. “Retablo.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 818–819. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/retablo.
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