RICHER, EDMOND. - Giurista gallicano, n. a Chaucore il 15 sett. 1560, m. a Parigi il 29 nov. 1631.
Sindaco della Sorbona (1602-18), fu difensore delle libertà della Chiesa gallicana e delle prerogative.

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**Emono Richter-Docteur en Théologie de la Faculté de Paris. Maison et Société des Beaux-Arts. Paris, 1631.**
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**Ed. Richter, Histoire de la Pucelle d'Orléans. Dat. m. fr. 1635.**
**Della Bibl. naz. di Parigi, a cura di P. H. Dumand, Parigi 1611.**
**Richter, EDMOND - Ritratto. Incisione del sec. XVII.**
dell'Università, attaccando violentemente gli Ordini religiosi, specialmente i Gesuiti. Destituito, difese in molteplici scritti il suo punto di vista, rifiutando ogni ritratto-zione. La sua attività letteraria è multiforme, da opuscoli rettorico-grammaticali all'edizione delle Opere di Ger-zone (Parigi 1606) da lui commentate con intenti gallicani. La sua opera principale è il De ecclesiastica et politica potestate libellus (ivi 1611), dove espone le tesi del gallicanesimo politico sul potere divino dei re e dei regni e sull'indipendenza assoluta del potere civile. L'autorità della Chiesa sarebbe puramente spirituale e dipenderebbe dal sovrano nelle materie miste e temporali, come nella convocazione dei concili generali e nell'amministrazione dei beni. Il sommo pontefice quale capo ministeriale della Chiesa dovrebbe sottostare al concilio generale al quale solo spetta, come rappresentante della Chiesa universale, la pienezza del potere e l'infallibilità. Nei vescovi la giurisdizione deriverebbe immediatamente da Dio. L'opera del R. fu condannata da Paolo V (1612) e dall'Assemblea generale del clero francese.