SABAZIO, MISTERI di. - Dio traco-frigio, ipostasi di Dioniso (Diodoro Siculo, IV, 4, 1) il cui culto, iniziatosi in Grecia nel sec. v, fu largamente diffuso, specie sul finire del paganesimo, in Asia Minore e nel mondo romano.
Una prima testimonianza relativa ai suoi misteri si trova in Demostene (De corona, 259 sgg.). In essi aveva grande importanza il serpente, simbolo del dio, che gli iniziati si lasciavano svolgere attraverso il seno: ὁ διὰ κύλιτου θεός (Clemente Aless., Protr., II, 13, 5), sino alle parti sessuali: inferioribus partibus atque iniis (Arnobio, Adv. nat. V, 21); antico rito di adozione o di nuova nascita per gli iniziati. Forse a questi misteri allude s. Ambrogio (De virg., I, cap. 4, n. 16): « Quid de sacris Phrygiis loquar, in quibus impudicitia disciplina est... Quid de
orgiis Liberi ubi religionis mysterium est incentivum libidinis ? ».
Il rituale misterico di S. si ricollega in primo luogo a quello della Magna Mater e di Attis e poi all'orfico. In età ellenistica, chiaro esempio di sincretismo, S. viene ad identificarsi con Zeus «ὕριστος» o « altissimo », e poi per le strette influenze giudaiche monoteistiche con il κύριος Σαβασάδ degli Ebrei derivandone alcuni oggetti del culto come le lampade (CIG, III, add. 4380, n. 2) ecc. Dallo stesso rituale derivano forse le numerose mani votive che nel gesto della benedictio latina, in precedenza già in uso nei misteri di Bacco Trace, recano una statuina del dio benedicente e proteggente i suoi fedeli. La prima menzione del culto di Giove S. in Ostia si ha in una epigrafe, trovata in un edificio avente le stesse caratteristiche dei mitrei (Vaglieri, in Notizie scavi, 1909, p. 22). Giove S. aveva anche un sacello sul Campidoglio sul lato di Aracoeli (CIL, VI, 30948-49). Nei misteri di S. era fortemente sentita l'esigenza di una vita oltremondana con il giudizio dell'anima e la sua inductio per mezzo di un angelus bonus ad un banchetto presieduto da beati la cui partecipazione avrebbe dato diritto alle gioie eterne.
Un cospicuo esempio di questa concezione è il ciclo di pitture murali, risalenti al III-IV sec. d. C., che un tal « Vincentius », numinis antistes Sabazi, fece fare in un ipogeo in onore di sua moglie Vibia (l'iscrizione in Dessau, 1361). L'ipogeo si trova presso il cimitero di Pretestato e per molto tempo fu ritenuto cristiano, ma è più probabile che tale vicinanza sia giustificata dal fatto che l'uso del seppellimento fu imitato anche dai pagani del sec. III d. C. dopo che andò in disuso il sistema della cremazione.