Studiò filosofia e teologia nell'Università di Tubinga (1861-65) e, ordinato sacerdote a Rottenburg (10 ag. 1866), fu coadiutore parrocchiale per un anno. Nell'ag. 1867 ritornò a Tubinga come ripetitore nel Convitto teologico, Kuhn (v.) nell'insegnamento dogmatico.
Perfezionatosi in matematica, ne divenne professore nel ginnasio di Rottweil (1870-76): sono di quel periodo i suoi studi sul card. Nicola Cusano, come matematico e astronomo. Dal 1876 al 1883 tenne a Tubinga la cat

SCHALL VON BELL, JOHANN ADAM. - Gesuita, missionario in Cina ed astronomo, n. a Colonia il 1° maggio 1592, m. a Pechino il 15 ag. 1666. Entrato nella Compagnia di Gesù il 21 ott. 1611 e ordinato sacerdote, partì da Lisbona verso la Cina il 16 apr. 1618. Arrivò a Macao il 15 luglio 1619 e vi restò fino all'autunno 1622, quando, finita la persecuzione, poté recarsi a Pechino dove giunse il 25 genn. 1623.
Appena imparata la lingua, nel 1627 fu mandato come missionario a Sian, nello Shensi, donde nella seconda metà del 1630 venne richiamato a Pechino per la correzione del calendario. Un grosso errore di calcolo dell'esclusione del 21 giugno 1629 da parte degli astronomi cinesi aveva spinto l'Imperatore ad affidare la correzione del calendario ai Missionari coadiuvati da due insigni stiani, il dott. Paolo Siùoamucchi (Hsi Kuang-ch'i) e il dott. Leone Licezao (Li Chih-tsao). Per questo il p. S. fu richiamato dallo Shensi e il p. Giacomo Rho milanese, dallo Shensi e in un quinquennio, aiutati da una dozzina di letterati cristiani, i due missionari pubblicarono una collezione di ca. 150 volumetti di matematica in cinese. Il 28 febbr. 1634 presentarono all'Imperatore il primo calendario corretto secondo i metodi occidentali. Morti i due colleghi cinesi (1630 e 1633) ed il Rho (1638), lo S. continuò ed ampliò l'opera sua, costruendo strumenti di astronomia, di ottica, di idraulica, di musica e perfino di artiglieria, fondendo cannoni per respingere le incursioni dei Mancesi. Col trionfo di questi nel 1644, S. non perde il favore di cui aveva goduto sotto l'ultimo imperatore dei Mim o Ming; prima della fine di quell'anno S. fu nominato presidente dell'Ufficio di astronomia malgrado le sue proteste. Alessandro VII il 3 apr. 1664 dichiarò viva voce oraculo che, date le circostanze, era lecito allo S. di accettare simile onore, nonostante la sua professione di quattro voti e i relativi dubbi dei suoi confratelli. Quanto poi all'inserzione nel calendario dei giorni fausti o infausti e di alcune particolarità superstiziose, lo S. dovette provare che egli non era responsabile che della parte puramente scientifica della compilazione del calendario. In situazione delicata si trovò quando gli fu conferita (1658) la dignità di mandarino di prima classe, per la quale dovevano venir nobilitate tre generazioni prima di lui e tre dopo; perché questo fosse possibile, egli, per volere dell'Imperatore, dovette adottare come figlio il figlio di un suo servo, imprudenza di
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tedra di esegesi biblica, pubblicando apprezzati commenti sui Vangeli (4 voll., Friburgo in Br. 1879-85). Nel 1883 successe al suo maestro Kuhn nella cattedra di teologia dogmatica e apologetica, affermandosi con importanti pubblicazioni, tra cui eccellono: Die Lehre von den heiligen Sakramenten der katholischen Kirche (Friburgo in Br. 1893) e l'ampia Apologia des Christentums (3 voll., 1887-88; trad. II. Firenze 1907).