SICCA VENERIA

SICCA VENERIA. - È la romana Colonia Iulia Veneria Citta nova Sacca nell'Africa proconsolare, oggi El-Kef in Tunisia.

Nota fin dalla prima guerra punica (Sallustio la indicia semplicemente Sicca), fece parte del Regno di Massinissa; divenne colonia romana con G. Cesare e sotto Augusto. Fu sede vescovile fin dal tempo di s. Cipriano e i suoi presuli sono conosciuti nel 348, 411, 484 e 649. Oggi è soltanto sede titolare. Nel 1894 il rev. Guidicelli scavò la grande chiesa di Dar-el-Kouss, con tre porte che immettono in tre navate, separate da 2 file di 7 colonne binate, con pavimento decorato da musica. Nella chiave di volta dell'abside sono scolpite in rilievo le lettere DMNS (Dominus) e in una corona è una croce greca che in ciascuno dei bracci porta una delle lettere PTRS; p. Gauckler propose la lettura: «Dominus Christus Sanctus Petrus»; p. Monceaux: «Sanctus Petrus» (p. Gauckler, Rapport épigraphique sur les découvertes faites en Tunisie par le service des Antiquités dans le cours des cinq dernières années, in Bulletin archéol. du Comité, 1897, pp. 412-13; P. Monceaux, Enquête sur l'épigraphie chrétienne d'Afrique, Parigi 1909, p. 202). Anche la grande moschea (Djémâa Kebira) occupò parte d'una basilica cristiana a croce greca (E. Denis, Note sur une basilique chrétienne du Kef, in Bull. archéol. du Comité, 1893, pp. 144-45, e tav. 14). Fra le iscrizioni cristiane si ricordano quella con le parole «in hoc signum semper vinces A» scritte intorno ad una croce (CIL, VIII, 1767); quelle sepolcrali sono in CIL, VIII, 1768 sgg.; una con l'espressione «in hoc loco quiebit» per «quievit» fu edita da L. Poinsot (Bull. archéol. du Comité, 1925, p. 100). È notevole un amuleto metallico trovato a El-Kef, ora all'Aja, in cui da una parte è scritto intorno ad una civetta: «Id non praevales infaustum) ligabit te brachium Dei, Quiriae in Deo vivas» e dall'altra una formula deprecatoria contro l'invidia che termina «Quiriae, satamalina non tibi praevalent. Ligabit te brachium Dei et Christi et signum sigillum Salomonis». A S. VECCHIAIA (v.).

BIBL.: E. Espérandieu, Etude sur le Kef, Parigi 1889; J. Mesnage, L'Afrique chrétienne, ivi 1912, p. 92 sgg.; P. Gauckler, Basiliques chrétiennes de Tunisie, ivi 1913, tavv. 5-7; H. Leclercq, Kef (el), in DACL, VIII, coll. 689-701. Enrico Josi