SINDERESI

SINDERESI. - Termine medievale equivalente al « senso morale » dei moderni, inteso come « la qualità spirituale, per cui conosciamo i primi principi dell'ordine pratico, regolatori di tutta la conoscenza pratica » (Y. Simon, Critique de la connaissance morale, Parigi 1934, p. 56). La s. si distingue quindi, pur essendone la radice ultima, dalla « coscienza morale » (συνείδησις).

Il termine sembra derivare da συνενηρέα, guardo attentamente, osservo, e fu usato dagli Stoici; ma è dubbio se questi vedessero una differenza di significato fra συνενηρέσεις e συνείδησις (cf. M. Waldmann, Synteresis oder Synedesis? Ein Beitrag zur Lehre vom Gewissen, in Theol. Quartalschr., 109 [1938], p. 323 sgg.). Esso è passato nella scolastica attraverso un testo di s. Girolamo, che al di sopra delle tre facoltà dell'anima (razionale, irascibile, concupiscibile) pone una quarta « quam Graeci vocant συνενηρεσιν, quae scintilla conscientiæ in Cain quoque pectore, postquam eiectus est de paradiso, non extinguitur, et qua victi voluptatibus vel furore, ipsaque interdum rationis decepti similitudine, nos peccare sentimus... Et tamen hanc quoque conscientiam... cernimus praecipitari apud quosdam et suum locum ammittere... » (Comm. in Ezech., I, cap. 1: PL 25, 22). Fra gli scolastici il ter-

mine si trova già presso il Magister Udo, nel suo commento (ca. 1160) a Pietro Lombardo, che per primo aveva preso in esame il testo di s. Girolamo (Libri IV sententiarum, II, dist. 39, in fine). Variamente studiata e interpretata nei secc. XII e XIII, la s. ha trovato le sue due fondamentali interpretazioni ad opera di s. Bonaventura e s. Tommaso. S. Bonaventura (In II Sent., dist. 39, aa. 1-2) considera la s. come « potentiam effectivam inquantum naturaliter habilis est ad bonum et ad bonum tendit », cioè la stessa volontà naturale, in quanto inclinata al bene morale; si distingue quindi dalla coscienza, che è « naturale iudiciatorium, dirigens ipsum intellectum in conoscendis ». S. Tommaso invece (In II Sent., dist. 24, q. 2, aa. 3-4; dist. 39, q. 3, a. 1; De verit., q. 16; Sum. Theol., 1ª, q. 79, aa. 12-13; 1ª-2ª, q. 94, a. 1; 2ª-2ª, q. 47, a. 6) porta la s. sul piano della conoscenza pratica, come abito intellettivo naturale dei primi principi dirigenti l'attività umana.

BIBL.: M. Grabmann, Die Lehre des hl. Thomas von der scintilla animae, ecc., in Jahrb. für Philos. und spekul. Theologie, 14 (1900), p. 413 sgg.; J. Hebing, Über Conscientia und Conversatio in philosophischen Sinn bei den Römern von Cicero bis Hieronymus, in Philosophisches Jahrbuch, 35 (1922), pp. 121-35, 215-31, 301-306; K. Schneider, Die Synderesis und die ethnischen Werte, ibid., 47 (1934), pp. 145-53, 297-307; H. Wilms, De scintilla animae, in Angelicum, 14 (1937), pp. 104-211; O. Lottin, Psychol. et morale aux XIIe et XIIIe siècles, II, parte 1e, Lovano 1948, pp. 101-351. Tullio Piacentini
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“SINDERESI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 422. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sinderesi.