SOAVE, FRANCESCO. - Letterato e filosofo, n. a Lugano il 10 giugno 1743, m. a Pavia il 17 genn. 1806. Religioso somasco, dedicò la sua vita alla scuola e allo studio. Professore nell'Università di Parma, orientò sensismo (v.) Condillac (v.); successivamente insegnò filosofia morale, logica e metafisica nel Liceo di Brera di Milano; dopo molte peregrinazioni, a causa degli avvenimenti politici del suo tempo, ebbe la cattedra di « analisi delle idee » nell'Università di Pavia.
Uomo di varia cultura e di molteplici interessi (letterari, filosofici, pedagogici, scientifici), tradusse dal latino, dal greco, dall'inglese; è autore di numerosi manuali scolastici e fu buon educatore. Raccolse i frutti del suo insegnamento filosofico nelle Istituzioni di logica, metafisica ed etica, precedute da un Compendio della storia della filosofia (Milano 1791, 2° ed. ivi 1794), a cui va aggiunta La filosofia di Kant esposta ed esaminata (Modena 1803; 2° ed. Venezia 1804).
Il S. è un facile divulgatore ed espositore, privo di originalità e a volte incolore, LOCKE, JOHN (v.) e del sensismo del Condillac, qua e là temperato da estrinseci accostamenti con la filosofia scolastica. Così, p. es., dopo avere accettato la « metafisica » del Locke, che si conchiude con la critica dell'idea di sostanza (in-
conoscibile), definisce l'anima come « sostanza per sua natura spirituale, cioè pura, semplice, indivisibile, essenzialmente diversa dalla materia... » (Opere, II, Firenze 1797, p. 77). Né la sua critica di Kant va oltre il generico e la contrapposizione ad essa della « filosofia sperimentale », cioè dell'empirismo lockiano.