SMITS, Willem. - Esegeta fiammingo, n. il 27 genn. 1704 a Kevelaer (Belgio), m. il 19 dic. 1770 a Anversa. Nel 1722 entrò nell'Ordine francescano, e si distinse nello studio delle lingue orientali e della S. Scrittura. Su domanda del card. Tommaso Filippo d'Alsazia, arcivescovo di Malines, intraprese una nuova traduzione della Bibbia in fiammingo traducendo i 13 libri.
Per assicurare la continuazione del suo lavoro, procurò l'istituzione per i suoi confratelli di una scuola biblica nel convento d'Anversa, chiamata Musaeum philologicum Biblicum; essa fu sottoposta immediatamente al Commissario generale della Nazione germanico-belga, e la sua direzione fu affidata nel 1768 al p. S. Vi erano insegnate le lingue ebraica, aramica e greca e tutte le discipline necessarie per un'interpretazione critica e letterale della Bibbia, specialmente la storia, la cronologia e la geografia. La sua traduzione della Bibbia si attiene generalmente alle parafrasi aramiche, ma è adorna di commenti assai ampi. S. non poté terminare la sua opera, che fu poi continuata dal p. Pietro van Hove. Con la Révolution Française ebbe fine anche il Musaeum.
S. pubblicò molte opere erudite (tutte ad Anversa), di cui le principali, oltre ai 18 voll. di traduzioni e commenti dei libri del Vecchio Testamento, sono: Isagogo Romano-catholica ad textum Hebraeum (1736-37); Isagoge ad textum Graecum (1740); Exercitationes criticae in Psalterium (1741); Isagoge... ad Vulgatam Latinam (1742-43); Chronologia Scripturae et literatae Sacrae historico-criticae (1744).