SLUTER, CLAUS. - Scultore, verosimilmente n.
ad Haarlem durante la prima metà del sec. XIV,
m. a Digione tra il sett. del 1405 ed il genn. del 1406.
Appare quale uno dei maestri della maniera tardo-gotica francese nelle sculture da lui eseguite a Digione ove
si trasferì, come Jean de Marville, dai nativi Paesi Bassi,
in epoca anteriore al 1385. Le sue opere più importanti
sono, oltre il famoso Pozzo di Motè nella certosa di
Champmol ove è svolto il tema della Fontana di sangue
e della Redenzione, la tomba di Filippo l'Ardito, oggi nel
Museo di Digione, da lui iniziata ma portata a compimento
dopo la sua morte da Claus de Werve, ed il portale della
stessa certosa di Champmol. È questo uno dei monumenti
più insigni della scultura borgognona di
quell'età per il realismo plastico delle immagini animate da un senso di focosa oratoria
che attinge i vertici del più ispirato lirismo.
L'influsso esercitato dallo S. sulla scultura coeva fu vastissimo e si propagò oltre
i confini della Borgogna, allora fra i centri
più vivi della plastica nell'Europa centrale. -
Vedi tav. LI.