SOFFITTO. - Elemento architettonico tendente a mascherare le soprastanti strutture del tetto o, più semplicemente, il cielo di un locale. Quello che qui interessa è, naturalmente, la funzione estetica di tale elemento, che, nei vari periodi storici, ha subito forme svariate di decorazione, sia che a tal fine venissero usate le travi del solaio per ottenere il s. cosiddetto a lacunari o cassettonato, sia che la decorazione della superficie in piano del s. sia stata coperta da dipinti.
Un tipo speciale di decorazione, quindi, che rientra tuttavia nella storia dell'intaglio in legno e dello stucco per quanto riguarda particolarmente il primo tipo, e in quello della pittura vera e propria per quanto riguarda il secondo tipo e per il quale si suole distinguere tra il s. e la volta decorata. Opere alle quali venne sempre data grande importanza; ed è noto, a causa del ricco s. che

(fot. Gab. Fat Nas.)
Una ripresa notevole si ha durante il Rinascimento, il periodo classico dei grandi s. intagliati e dorati e anche dipinti, nei quali fecero le loro prove artisti come i Lendinara, Giuliano da Sangallo (che assieme a Domenico del Tasso ha lasciato il ricchissimo s. della Sala del Dugento nel Palazzo della Signoria a Firenze), il fratello Benedetto, Matteo Cividali, Antonio da Sangallo (s. di Palazzo Farnese a Roma), Giulio Romano (Palazzo del Te, a Mantova), il Primaticcio (appartamento di Troia in Palazzo Ducale a Mantova). Accanto a questi opera tutta una legione di artisti minori, di cui restano, sfortunatamente, solo pochi nomi (Giacomo Fiorentino a Urbino; Antonio Viani a Mantova; Michelangelo Leggi a Cortona; Giovanni Sega a Carpi e altri). L'arte del Seicento ha lasciato esempi notevoli di s. in legno, specialmente a Genova, ove è ricordata l'opera del lucchese Gaspare Forzani; a Firenze, ove si ricorderà il s. della chiesa della S.ma Annunziata (1664); nel Palazzo Reale di Torino, ove lavorarono Pietro e Bartolomeo Botto (nel 1656 e nel 1660 rispettivamente), Quirico Castelli
(1662-63). Pier Luca Bertolina (1658-59), Emanuele e Francesco Dugar, ecc.
Il tipo di s. in piano dipinto è più difficilmente separabile in maniera netta dalle volte decorate e per le quali occorre rifarsi a tempi più remoti. Troppo celebri sono, tuttavia, i ricchi s. di questo tipo eseguiti durante il Rinascimento perché occorra ricordarli particolarmente e per i quali bisognerebbe ancora ripetere nomi di artisti famosi, da Mantegna al Pinturicchio, a Raffaello, a Giulio Romano, per proseguire poi con i nomi dei maggiori artisti del Seicento e del Settecento. È invece opportuno ricordare che nel periodo barocco, assieme alle ardite visioni di sottinsù realizzate dai pittori, si ebbe una particolare e naturale ripresa della decorazione a stucco, oltre che in legno (e basterà fare il nome del Serpotta), sino a che « perduta ormai la tradizione delle solenni e potenti invenzioni decorative, quella virtuosità si esercitò magnificamente nelle infinite risorse di una grazia molle e artificiosa » (A. Colasanti) - Vedi tav. LVIII.