Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Arte Particolari

SOFFITTO

English Cita
SOFFITTO - S. con ritratti e stemmi della sala della Giustizia (sec. XV). Saluzzo, Casa Cavassa (Museo civico).
SOFFITTO - S. con ritratti e stemmi della sala della Giustizia (sec. XV). Saluzzo, Casa Cavassa (Museo civico).
SOFFITTO - S. di una sala della Biblioteca Geral, decorato in prospettiva (1723) - Coimbra, Università.
SOFFITTO - S. di una sala della Biblioteca Geral, decorato in prospettiva (1723) - Coimbra, Università.

SOFFITTO. - Elemento architettonico tendente a mascherare le soprastanti strutture del tetto o, più semplicemente, il cielo di un locale. Quello che qui interessa è, naturalmente, la funzione estetica di tale elemento, che, nei vari periodi storici, ha subito forme svariate di decorazione, sia che a tal fine venissero usate le travi del solaio per ottenere il s. cosiddetto a lacunari o cassettonato, sia che la decorazione della superficie in piano del s. sia stata coperta da dipinti.

Un tipo speciale di decorazione, quindi, che rientra tuttavia nella storia dell'intaglio in legno e dello stucco per quanto riguarda particolarmente il primo tipo, e in quello della pittura vera e propria per quanto riguarda il secondo tipo e per il quale si suole distinguere tra il s. e la volta decorata. Opere alle quali venne sempre data grande importanza; ed è noto, a causa del ricco s. che

SOFFITTO - S. in legno (sec. xv) - Fano, Seminario, l'adornava, l'appellativo di « in ciel d'oro » rimasto alla chiesa di S. Pietro in Pavia (sec. xi), o quello di « aurea » dato per la stessa ragione alla chiesa di S. G
SOFFITTO - S. in legno (sec. xv) - Fano, Seminario, l'adornava, l'appellativo di « in ciel d'oro » rimasto alla chiesa di S. Pietro in Pavia (sec. xi), o quello di « aurea » dato per la stessa ragione alla chiesa di S. Giovanni in Laterano a Roma.(fot. Gab. Fat Nas.)

Tra le più antiche opere rimaste si ricorda il s. del Cappella Palatina di Palermo (ca. il 1149), nel quale « tra gli ornamenti musulmani stanno figure di profana beatitudine, alzando i nappi, sedute all' orientale » (Toesca): tavolette di s. dipinte, di stile bizantino, restano anche nel Capitolo di S. Niccolò a Treviso. Un tipo, questo, che non ha cessato mai di avere grande fortuna, specialmente in Sicilia, e si ricorderanno, per le epoche posteriori, quello del Palazzo Chiaramonte a Palermo di Simone di Corleone e Cecco di Naro (1377-80), di una fantastica ricchezza decorativa, con soggetti profani alternati a quelli sacri. È questo, inoltre, uno dei pochi esemplari rimasti di s. decorato di una casa privata medievale, mentre non difettano esempi per le costruzioni religiose, come il s. a travature decorate (dat. 1334) della chiesa di S. Giovanni Evangelista a Ravenna. Scarsi invece d'importanza artistica sembrano essere stati, per lo spirito stesso d'arte che li generava, i s. del periodo gotico, durante il quale si fece più frequente ricorso a coperture a volta.

Una ripresa notevole si ha durante il Rinascimento, il periodo classico dei grandi s. intagliati e dorati e anche dipinti, nei quali fecero le loro prove artisti come i Lendinara, Giuliano da Sangallo (che assieme a Domenico del Tasso ha lasciato il ricchissimo s. della Sala del Dugento nel Palazzo della Signoria a Firenze), il fratello Benedetto, Matteo Cividali, Antonio da Sangallo (s. di Palazzo Farnese a Roma), Giulio Romano (Palazzo del Te, a Mantova), il Primaticcio (appartamento di Troia in Palazzo Ducale a Mantova). Accanto a questi opera tutta una legione di artisti minori, di cui restano, sfortunatamente, solo pochi nomi (Giacomo Fiorentino a Urbino; Antonio Viani a Mantova; Michelangelo Leggi a Cortona; Giovanni Sega a Carpi e altri). L'arte del Seicento ha lasciato esempi notevoli di s. in legno, specialmente a Genova, ove è ricordata l'opera del lucchese Gaspare Forzani; a Firenze, ove si ricorderà il s. della chiesa della S.ma Annunziata (1664); nel Palazzo Reale di Torino, ove lavorarono Pietro e Bartolomeo Botto (nel 1656 e nel 1660 rispettivamente), Quirico Castelli

(1662-63). Pier Luca Bertolina (1658-59), Emanuele e Francesco Dugar, ecc.

Il tipo di s. in piano dipinto è più difficilmente separabile in maniera netta dalle volte decorate e per le quali occorre rifarsi a tempi più remoti. Troppo celebri sono, tuttavia, i ricchi s. di questo tipo eseguiti durante il Rinascimento perché occorra ricordarli particolarmente e per i quali bisognerebbe ancora ripetere nomi di artisti famosi, da Mantegna al Pinturicchio, a Raffaello, a Giulio Romano, per proseguire poi con i nomi dei maggiori artisti del Seicento e del Settecento. È invece opportuno ricordare che nel periodo barocco, assieme alle ardite visioni di sottinsù realizzate dai pittori, si ebbe una particolare e naturale ripresa della decorazione a stucco, oltre che in legno (e basterà fare il nome del Serpotta), sino a che « perduta ormai la tradizione delle solenni e potenti invenzioni decorative, quella virtuosità si esercitò magnificamente nelle infinite risorse di una grazia molle e artificiosa » (A. Colasanti) - Vedi tav. LVIII.

In alto a sinistra: SOFFITTO DELLA BASILICA DI S. MARIA MAGGIORE, con stucchi dorati di G. da Sangallo (sec. xv) - Roma. In alto a destra: SOFFITTO DI UNA SALA DEL PALAZZO DEI PENITENZIERI, già Della Rovere, affrescato dal Pinturicchio (fine del sec. xv) - Roma. In basso a sinistra: SOFFITTO DELLA C
Tav. LVIII In alto a sinistra: SOFFITTO DELLA BASILICA DI S. MARIA MAGGIORE, con stucchi dorati di G. da Sangallo (sec. xv) - Roma. In alto a destra: SOFFITTO DI UNA SALA DEL PALAZZO DEI PENITENZIERI, già Della Rovere, affrescato dal Pinturicchio (fine del sec. xv) - Roma. In basso a sinistra: SOFFITTO DELLA CAPPELLA PAOLINA, con stucchi di Martino Ferabosco (1615-17) - Roma, Palazzo del Quirinale. In basso a destra: SOFFITTO DELLA SALA DEI DUECENTO, attribuito a Benedetto da Maiano (sec. xv) - Firenze, Palazzo Vecchio.(fot. Alinari) · (fot. R. Mosconi)
Bibliografia2 opere
BIBL.: oltre le opere più note di storia dell'arte, v. in particolare L. Civma, s. v. in Enc. Ital., XXXII, pp. 17-19; e, soprattutto per il materiale illustrativo, A. Colasanti, Volte e soffitti italiani, Milano 1926.

Gilberto Ronci

Informazioni sulla voce

Di Gilberto Ronci

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 894–896.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 537
vol. 11, coll. 893–894
Pagina 538
vol. 11, coll. 895–896

Altre voci di Gilberto Ronci: SCULTURA · SCENOGRAFIA · RESTAURO · PERMOSER, BALTIASAR · MORALES, LUIS DE, DETTO EL DIVINO

Cita questa voce

Chicago

Ronci, Gilberto. “Soffitto.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 894–896. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/soffitto.

MLA

Ronci, Gilberto. “Soffitto.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 894–896. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/soffitto.

BibTeX

@incollection{ec11_soffitto,
  author    = {Ronci, Gilberto},
  title     = {Soffitto},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {XI},
  pages     = {894--896},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1953},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/soffitto}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.