SOCIETÀ CATTOLICA ITALIANA PER GLI STUDI SCIENTIFICI. - Associazione, su base nazionale, costituita tra i cattolici italiani all'inizio del secolo, allo scopo di promuovere «con ogni mezzo la scienza in armonia con la fede e la diffusione della cultura tra i cattolici italiani» e di intensificare una «utile corrispondenza tra i cultori delle singole discipline e fra le varie società scientifiche italiane e straniere» (art. 2 dello Statuto).
Si intendeva con ciò rispondere alla campagna pseudo-scientifica del positivismo imperante (che pretendeva dimostrare la fine delle credenze religiose con il progresso della scienza), riaffermando che «tra la Rivelazione custodita e interpretata dalla Chiesa e i risultati della scienza, non può esistere contraddizione» (Statuto, art. 1). La Società, già auspicata in un voto dell'episcopato lombardo (22 sett. 1896), sorse nel 1899 Callegari (v.) di Padova e Riboldi di Pavia, e del prof. G. Toniolo (v.). La Società era divisa in cinque sezioni: 1) studi religiosi, filosofici e apologetici (da cui fu promossa la Rivista apologetica, fondata e diretta dal p. Antonio da Trobaso, a Vicenza e la Scuola cattolica [v.]); 2) studi sociali, economici, giuridici e politici, promossi dalla Unione cattolica Italia (v.); 3) studi fisici, naturali e matematici (da cui fu promossa, nel 1900, la Rivista di scienze fisiche e matematiche, diretta da mons. Pietro Maffi); 4) studi storici (da cui fu promossa, nel 1904-1908, la Rivista di scienze storiche, diretta da mons. Maiocchi); 5) studi filologici, letterari ed esteri. La Società cessò nel 1910. Promosse la costituzione di biblioteche di cultura scientifica; lavori scientifici, istituendo premi e borse di studio per corsi di perfezionamento.