STANCARO, FRANCESCO. - Eretico italiano della corrente antitrinitaria, n. a Mantova nel 1501, m. a Stobnice in Polonia l'11 nov. 1574.
Irrequieto e passionale, DE EVANGELIO (v.) italiano. Monaco e prete, aveva pubblicato a Venezia nel 1430 una grammatica ebraica; insegnò lingue a Padova; nel 1540 lo si trova in Friuli; fu in prigione a Mantova e Venezia per le sue dottrine religiose. Si decise a lasciare l'Italia; nell'estate 1544 era a Vienna e nel 1545 a Chiavenna in Valtellina, dove già erano il Mainardi, il Curione, Camillo Renato, con i quali, più o meno intensamente, entrò in contrasto; poi nel 1546 a Basilea, dove nel 1547 pubblicò pure una grammatica ebraica. Passò poi a Cracovia in Polonia come maestro di ebraico; qui si palesò eretico per il suo atteggiamento iconoclasta e perciò fu destituito dalla cattedra e incarcerato. Riuscito a fuggire a Königsberg (Prussia), ottenne una cattedra in quell'Università di recente fondata. Volle intromettersi nelle controversie interne luterane circa l'interpretazione della Confessione augustana, contestò ad Osindro (v.) la sua tesi sulla giustificazione, opponendogli la propria, secondo la quale Cristo sarebbe nostro mediatore presso Dio con la sola natura umana; né cessò dalla polemica dopo trasferitosi a Francoforte e non temette di affrontare l'autorevole Melantone. Così anche la Germania luterana gli divenne inospitale e cercò un ambiente meno avverso nell'Ungheria e nella Polonia, già invase dalla propaganda neo-arianna. Ma anche con i teologi a lui più vicini si mise a contrasto per il suo carattere litigioso e per la sua avversione ad accettare qualsiasi disciplina, in nome del libero esame della Bibbia, inteso in senso razionalista. La sua principale opera teologica è De Trinitate et mediatore D. N. Y. Christo (Cracovia 1562).