TEDESCO-CATTOLICI

TEDESCO-CATTOLICI. - Il clima spirituale in cui sorse questa setta fu il razionalismo di tipo illuminista, ancora abbastanza diffuso in certe sfere dei cattolici tedeschi nella prima metà del sec. XIX, da suscitare larghe ondate di malcontento contro le forme con cui si annunciava proprio allora nel clero e nel popolo il risveglio cattolico della Germania.

La fusione delle comunità scismatiche fondate poco prima (1845) ROSONE (v.) CZERSKI, JOHANN (v.), a cui si aggiunsero presto altri gruppi, fu l'origine concreta della nuova setta, che prese in un primo tempo il nome «Allgemeine christliche Kirche». Il 23 marzo 1845 essa celebrò a Lipsia il suo primo «concilio», munendo anche il nome in quello di «Deutschkatholische Kirche».

Nella Confessio fidei che la nuova setta si dava in tale occasione, prevalse completamente l'indirizzo razionalistico. I suoi punti principali sono: la Scrittura come unica norma di fede (conseguente negazione del magistero ecclesiastico e del Primato), abolizione della Confessione sacramental e delle indulgenze, del celibato ecclesiastico, della venerazione dei santi, delle reliquie e delle sacre immagini, abolizione dei digiuni e dei pellegrinaggi; dei Sacramenti furono conservati solo il Battesimo e la Cena (sotto le due specie), sostituendo alla Messa una liturgia in tedesco priva di Canone. Più che questa confessione quello che tenne unito il movimento fu lo spirito antirromano e nazionalistico. Il movimento, che ebbe sempre il suo nucleo più numeroso nella Slesia, raggiunse il suo apice nel 1847: al «Concilio» di Berlino (25-29 maggio) erano rappresentate 259 comunità con ca. 60-80.000 aderenti. Nel 1846 si diffuse anche fra i Tedeschi dimoranti nell'America settentrionale e dopo il 1848 anche in Baviera e in Austria.

Contemporaneamente però l'unità interna si sfaldava; vari circoli, insoddisfatti dell'indirizzo troppo liberale di Ronge, si distaccarono, fondando il 15 luglio 1846 il gruppo dei «Protestkatholiken». Il movimento di Ronge, sempre più ridotto di numero, e più vuoto di contenuto religioso, si unì nel 1859 all'organizzazione «Bund freier religiöser Gemeinden Deutschlands», che a sua volta nel 1921 si fuse con il «Freienderbund» formando il Volksbund für Geistesfreiheit e continuò in esso la lotta contro ogni cristianesimo positivo e in particolare contro la Chiesa cattolica. La storia dei t.-c. più che in se stessa è interessante perché presenta i caratteri e l'evoluzione tipica delle sette staccatesi dalla Chiesa nel sec. XIX: razionalismo e nazionalismo, per finire nel libero pensiero e nella lotta contro ogni cristianesimo positivo.

BIBL.: E. Bauer, Gesch. der Gründung und Fortbildung der Deutschkath. Kirche, Meissen 1845; J. Günther, Bibliothek der Bekenntnisschriften der deutschkath. Kirche, Jena 1845; W. A. Lampadius, Die deutschkath. Becegung, Lipsia 1846; O. Behnsch, Für Christkath. Leben, Materialien zur Gesch. der christkath. Kirche, 6 voll., Breslavia 1845-48; F. Kampe, Gesch. der religiösen Becegungen der neueren Zeit, 4 voll., Lipsia 1852-60; K. Alger-Missen, Konfessionskunde, Friburgo 1845-48; J. 1930 (con bibl.); id., Deutschkatholizismus, in LThK, III, coll. 237-38. Igino Rogger