STROZZI, BERNARDO

STROZZI, BERNARDO. - Detto il Cappuccino genovese, pittore, n. a Genova nel 1581, m. a Venezia nel 1644. È fra i più notevoli pittori genovesi del primo Seicento.
STROZZI, BERNARDO. - Detto il Cappuccino genovese, pittore, n. a Genova nel 1581, m. a Venezia nel 1644. È fra i più notevoli pittori genovesi del primo Seicento.

Lo S., che ha una formazione quanto mai complessa nonostante la sua quasi popolaresca aggressiva evidenza, è il più tipico esponente nella sua città di quel naturalismo venezianeggiante verso cui lo seguirà G. A. De Ferrari. Fra le opere giovanili toscaneggianti sono la Madonna del Louvre e quella di Genova (collez. Crosa di Vergagni), la S. Caterina di Hartford, il migliore esemplare di un'ampia serie; fra quelle lombarde la Flagellazione della collezione Migone di Genova, la Deposizione dell'Accademia Ligustica. Più vicino alla sensibilità di maestri fiamminghi presenti a Genova, quali l'Aersten, il Beukelaert, il van Roos, e cioè più francamente realistico, un gruppo di dipinti fra cui i Pifferai del Palazzo Bianco di Genova, i Musicanti della collezione Bavesi di Genova e la notissima Cuoca di Palazzo Rosso. Dei pochi affreschi dello S. conservati, sono di grande interesse quelli di Palazzo Carpaneto di Sampierdarena (1623-25), e del perduto Paradiso della chiesa di S. Domenico; notevolissimo il pozzetto dell'Accademia Ligustica, quasi prevenzione nel colore, così come lo sono le tele con il Sogno di Giuseppe, nelle versioni Spinola, Serra e Pallavicino. Tra le ultime opere dello S. del periodo genovese mostrano intensamente riferibili alla sorgente caravaggesca dipinti di grande qualità come la Vocazione di S. Matteo dell'Art Museum di Worcester e il S. Agostino in veste di pellegrino che lava i piedi a Gesù dell'Accad. Ligustica. A Venezia, dove si ritirò nel 1630 e donde non si mosse più sino alla morte, lo S. sviluppò al massimo le sue qualità, non estraneo all'influsso dei grandi cinquecentisti; spunti veronesiani sono soprattutto nell'arioso Ratto d'Europa di Poser e negli sfondi architettonici della Cena delle Gallerie dell'Accademia. La critica gli ha riconosciuto parte preponderante in quel risveglio pittorico che in pieno Seicento diede l'avvio alle grandi conquiste settecentesche di Venezia. Fra i più alti raggiungimenti dello S. le opere di Vienna, l'Annunciata di Budapest, i ritratti di Mosca.

BIBL.: G. Fiocco, s. V. in Thieme-Becker, XXXII (1938), p. 208; M. Goering, Un capolavoro dello S., in L'arte, 42 (1939), pp. 26-28; O. Grosso, Il quadro di Erminia tra i pastori e le pitture di B. S. nel decennio 1620-30, in Genova, gen. 1942; M. Bonzi, Due ined. dello S. in Liguria, Savona 1943; B. C. Heil, B. S., Calling of Matteo, Worcester Art Museum 1946, pp. 33-47; W. E. Suida, The Adoration of the shepherds by B. S., in The Journal of Walters Art Gallery, 9 (1946), pp. 103-105; P. Zampetti, Ined. di B. S., in Emporium, 109 (1949), pp. 17-27; M. Gregori, La Mostra della Madonna nell'arte in Liguria, in Paragone, 1950, n. 35, pp. 58-61. Luisa Mortari