Dalla insoddisfazione del pensiero moderno fu portato allo studio del pensiero classico, in particolare di quello di Platone e Aristotele dai quali attinse le linee fondamentali della sua concezione organica del mondo, ispirata ad un finalismo costruttivo del reale sia nella natura come nella storia. Sono fondamentali i suoi studi di storia del pensiero classico (spec. Aristotele) e moderno (Leibniz, Spinoza) e in particolare va segnalata l'obbiezione mossa alla dialettica hegeliana che fece epoca: Hegel afferma che la dialettica deve procedere dal pensiero puro senza presupposti empirici (reines, voraussetzungsloses Denken), ma in realtà egli introduce ad ogni punto immagini e concetti presi dall'esperienza come quelli di movimento, «sviluppo», interno e esterno, «tutto e parti», ecc. (Logische Untersuchungen, 2a ed., III, Lipsia 1862, p. 36 sgg.). È questa difficoltà che prima alimentò la critica di Kierkegaard all'idealismo e poi, tramite K. Fischer (System der Logik u. Metaphysik oder Wissenschaftslehre, 3a ed., Heidelberg 1909, p. 199 sgg.), stimolò Spaventa e Gentile alla «riforma» della dialettica hegeliana. Si deve anche a T. in buona parte la ripresa degli studi aristotelici in Germania e della dottrina dell'«intenzionalità» da parte di F. Brentano e della fenomenologia speculativa (1917); discepolo di T. è stato
TREIA - La Madonna del Soccorso, scultura in legno del sec. XV. Accademia Georgica dei Sollevati.
scopalam o con sua Curia, seminario, e con tutti i diritti, onori e prerogative delle città vescovili, e separando il suo territorio dalla sede di Camerino dette all'arcivescovo di questa l'amministrazione perpetua di T., con l'obbligo di soggiornare alcuni mesi dell'anno, di tenervi un vicario generale, e di firmarsi in tutti gli atti con il copulativo nome di arcivescovo di Camerino e amministratore perpetuo di T. Ma data la distanza tra Camerino e T. il papa Benedetto XV, con la cost. apost. Boni Pastoris del 20 febbr. 1920, unì in perpetuo la diocesi di T. con quella di S. Severino, il cui vescovo divenne l'amministratore perpetuo di T.
T. dette i natali al b. Pietro detto di T., celebre predicatore e fautore della pace nelle Marche, sconvolte da discordie interne; morto in Girolo (Ancona), dove il suo sepolcro è venerato. Fu di T. il card. Nicola Grimaldi (1768-1845), che fu governatore di Roma al tempo di Gregorio XVI, che lo creò cardinale, benefattore di T. dove inviò le due statue di marmo degli apostoli Pietro e Paolo, appartenenti alla tomba dell'imperatore Ottone II.
Notevoli in T. la Cattedrale, dedicata alla S. ma Annunziata, e nei dintorni il santuario del Crocifisso e il piccolo santuario della Madonna del Ponte, nella frazione Passo di T. In T. ebbe fama l'Accademia letteraria dei Sollevati (secc. XV-XVI), che risorse nel 1776, con il nome di Società Georgica dei Sollevati per studi ed esperienze agrarie; ha sede in un palazzo, opera del Valadier.