Bacelliere nelle scuole domenicana a Oxford nel 1299-1300; maestro reggente di teologia ivi stesso nel 1302-1307. Dopo un'assenza di 7 anni, durante la quale paresi a stato a Parigi, nel 1314-15 è di nuovo a Oxford. Nel 1318 s'adopera a favore di Giovanni XXII; nel 1324, lettore nel convento domenicano di Londra.
Umanista, commentò Livio, Giovenale, i Problema dello pseudo Aristotele, le Declamationes Senecae, le
TRIVETZ, FAMIGLIA - Facciata della cappella T., cretata da B. Suardi, detto il Bramantino (sec. XV) - Milano.
tragedie di Seneca, il De cons. phil. di Boezio e il "De discip. scholarum" dello ps. Boezio. Scrisse anche De astronomia e i Canones de coniunctionibus appositionibus et eelypibus solis et lunae. Storic, scrisse gli Annales sex regum Angliae qui a comitibus Andegav. originem traxerunt (ed. L. d'Achery, Spicilegium, VIII, Parigi, 1669 e Th. Hog, Londra 1845), una Hist. ab orig. munita ad Chr. n., alcune cronache dell'Eparchia. Filosofo e teologo, oltre al commento al De cons. phil. e a un'Extractio ex Politicis Arist., commento varie parti della Bibbia e i primi tre libri delle Sentenze, scrisse sei Quodlibeta e alcune Questiones disputatae, un De officio missae e uno Scutum verit. contra impugnantes statum perfectionis. Fu un deciso propugnatore del tomismo entro e fuori dell'Ordine.