TURMEL, Joseph. - Teologo modernista, n. a Rennes il 13 dic. 1859, ivi m. il 5 febbr. 1943.
Fu ordinato sacerdote il 3 giugno 1882 e nominato professore di teologia dogmatica nel Seminario di Rennes; nel 1884 incominciò la crisi che doveva allontanarlo dalla fede cattolica. Privato della cattedrale nel 1892, ebbe l'ufficio di cappellano delle Petites Soeurs di Rennes, e continuò la sua attività scientifica scrivendo regolarmente la cronaca di storia della Revue du clergé français e collaborando con studi e note patristiche a numerose riviste francesi ed estere. Anzi gli fu affidato il primo volume delle Bibliothèque de théologie historique dell'Istituto catolico di Parigi; così apparve accanto alla Théologie de St Paul del Prat e alla Théologie de Tertullien del D'Ales, Histoire de la théologie positive del T. (2 voll., Parigi 1924-1906). Non mancarono subito osservazioni da parte di critici e teologi, che ne prepararono la condanna all'Indice (7 marzo 1910 e 2 gen. 1911). Anche altre opere erano state criticate, ma non ne potevano ancora compromettere l'ortodossia. Il T., seguendo una tattica adottata sistematicamente dai modernisti, preferì manifestare la sua opinione in articoli firmati con pseudonimi (fino a 14); così nel 1906 scrisse sullo sviluppo del dogma della Trinità nella Revue d'histoire et de littérature religieuses (con firma A. Dupin) svuotando l'argomento di tradizione. L'anno seguente, nella stessa rivista, apparve un articolo con firma G. Herzog, che negava la tradizione riguardo alla verginità di Maria. T. stesso recensendolo lo riconosceva demolitore, ma si asteneva dal confutarlo col pretesto che ciò esigeva uno specialista.
Il 20 marzo 1908 nel Bulletin de littérature ecclésiastique uscì un articolo di L. Salet, che dimostrava esi
stere una stretta affinità di stile e di pensiero tra lo Herzog e l'Histoire del T., concludendo che il primo aveva plagiato dai manoscritti del secondo. Tutta la stampa cattolica francese fu allarmata dal sospetto che veniva a gravare sull'ortodossia del T. Procedendo con lo stesso metodo il Salter giunse alle medesime conclusioni riguardo all'articolo di A. Dupin, ma T. si chiuse in un silenzio sdegnoso, che scoraggiò i suoi difensori e aggravò i sospetti degli avversari. Sollecitato dall'arcivescovo di Rennes, il T. dichiarò di non conoscere né Herzog né Dupin sottoscrisse una formola generale di adesione e alla dritta integrale della Chiesa. La polemica si chiuse, per allora, a causa del silenzio ostinato del T. e la mancanza di prove dirette e inoppugnabili. Seguirono a breve distanza la condanna delle opere di T. (5 luglio 1909; 7 marzo 1910) il quale scomparve dal mondo teologico trincerandosi dietro vecchi e nuovi pseudonimi con articoli che impegnavano i migliori rappresentanti della teologia e della critica cattolica francese. Per vent'anni il caso Herzog-Dupin rimase un enigma. Nel 1929 il Salter, avute prove decisive, pubblicò un nuovo articolo con l'elenco completo degli pseudonimi e delle opere di T. Il 6 nov. 1930 la S. Sede lo dichiarava scomunicato viando e degradato dallo stato ecclesiastico.
Negli ultimi anni pubblicò un'Histoire du diable (Parigi 1931) nella collezione Christianisme diretta da P. L. Couchoud, un breve studio su l'Apocalisse (ivi 1938) e un attacco contro la Sindone di Torino (ivi 1938), e dal 1930 al 1931 stampò, in 6 voll., una velenosa Histoire des dogmes. Della sua opera demolitrice nulla resta che non sia stato prontamente confutato; della sua persona rimane un giudizio severo per il doppio gioco perseguito sistematicamente per più d'un ventennio.
Le sue opere principali, oltre quelle ricordate, sono: S. Jérôme (Parigi 1905); Histoire du dogme de la papauté des origines jusqu'à la fin du IVe siècle (ivi 1908); (H. Delafosse), Les écrits de St Paul (4 voll., ivi 1925-27); (L. Coulange), Catéchisme pour adultes (2 voll., ivi 1929-30); (C. Indice dei Libri proibiti sotto T., Delafosse, Herzog, Dupin, Coulange).