VILLON, François. - Nome coniato (su quello del suo protettore, il cappellano Giovanni di V.) da François de Montcorbier, detto des Loges, n. a Parigi intorno al 1430 e licenziato da quella Università come *maître ès arts* nel 1452: considerato e riconosciuto, nei tempi moderni, come il maggior poeta lirico del medioevo francese.
Il poco che è noto dai documenti della vita di V. si riferisce quasi soltanto ai conti che ebbe a rendere alla giustizia per la sua poco onorevole attività di goliardo scapestrato, ladro e rissoso. La sera del Corpus Domini, 5 giugno 1455, ferì mortalmente con il pugnale un prete col quale era venuto a diverbio, nei pressi della Sorbona. Fuggì, e riuscì ad ottenere l'anno seguente amnistia dal Re; un nuovo breve soggiorno a Parigi, verso la fine del 1456, gli permise di partecipare a un furto di 500 scudi nel Collegio di Navarra, scoperto due anni dopo. Errabondo nel centro della Francia, fu imprigionato per altre colpe ad Orléans ed a Meung, donde uscì nell'estate del 1461, poi ancora a Parigi per il furto al Collegio di Navarra e per una rissa con ferimenti, che gli valse alla fine del 1462 la condanna capitale, commutata in appello in dieci anni di bando dalla città.
Di queste sue tempestose vicende rimane testimonianza nelle non molte poesie, che a lui si possono attribuire con sicurezza (vennero a lungo stampate insieme con le sue cose, ma non appartengono sicuramente a lui, componimenti comico-satirici della fine del secolo o dei primi anni del seguente, come il *Franc Archier de Bagnolet*, il *Dialogue de Malepaye et de Baillevent*, le *Repues franches*). Sono ballate ed altre brevi liriche nelle forme e secondo il
gusto del tempo; la maggior parte si trova inserita nel poemetto del Testament, dove, come nel più breve Lais, in una serie di lasciti rievocata V. risticamente le proprie scoperte, strataghi e sventure, ed effonde i propri sentimenti più seri e sinceri: l'affetto per la madre, i rimorsi ed i rimpianti per il passato male impiegato, la sofferenza, le invocazioni a Dio.