ZACCHI, ANGELO. - Teologo e filosofo domenicano, n. il 23 nov. 1874 a Raggiolo nel Casentino, m. a Roma il 17 ott. 1927.
Ordinato sacerdote nel 1897, due anni dopo cominciò l'insegnamento della filosofia nel convento di S. Maria del Sasso presso Bibbiena, che continuò (dal 1903) con successo alla Minerva e nell'Ateneo Angelicum. Membro dell'Arcadia, vi tenne dotte dissertazioni (La morale scientifica di Spencer, Del pessimismo, Del progresso umano, Benedetto XI); conferenziere al Circolo universitario cattolico di Roma, svolse un efficace apostolato intellettuale, che ebbe il suo prolungamento in opere di filosofia religiosa, in cui con limpido dettato e vigorosa di pensiero toccò gli argomenti più vivi dell'età moderna: Il problema del dolore (Rom. 1920); L'uomo (2 voll., ivi 1921); Il miracolo (ivi 1922); Lo spiritismo (ivi 1922); Dio (2 voll., Roma 1925); Il neoidealismo di Croce e di Gentile (2ª ed., ivi 1925). Fiaccato dall'intenso lavoro, redasse nei giorni trascorsi in clinica un diario spirituale, che rivela la sua profonda vita interiore (Il diario di p. A. Z., in Memorie domenicane, 45 [1928], pp. 45-56, 204-10).