ZACCHIA, PAOLO

ZACCHIA, PAOLO. - Medico, n. a Roma nel 1584, m. ivi nel 1659.

Compi gli studi inferiori e medi presso i Padri Socoli e i Gesuiti; prese la laurea in medicina a Roma. Nel 1644, essendo papa Innocenzo X, fu da questi nomi-nato protomedico e archiatra pontificio, grazie anche alla chiara fama ormai raggiunta per le sue Quaestiones medico-morales cominciate a pubblicare sin dal 1621. Fu d'ingegno versatile dedicandosi a dipingere e comporre musica e poesie, ma rimane famoso per la cultura e l'abilità pratica di medico; soprattutto è considerato fondatore e, per i suoi tempi, ottimo cultore di medicina legale e pastorale (v. PASTORALE). Fu sepolto nella chiesa di S. Maria in Valicella, a Roma.

Nelle sue opere scrisse dei più differenti argomenti e fu tra i primi a sostenere la contagiosità della tubercolosi. Le sue Quaestiones in 10, 11, destinate ai medici e ai cultori della legge, la cui pubblicazione gli costò a. trent'anni, trattano in particolare dei più svariati argomenti medico-legali, dalla gravidanza al parto, di dietetica e teratologia, della prole e del riconoscimento della paternità, di tossicologia, della simulazione, della contagiosità dei morbi, degli errori professionali, della deontologia medica, della docimasia polmonare, dei posseduti e dei demoniaci. Scrisse inoltre un trattato sulle neuropsicosi a tipo depressivo.

BIBL.: P. Capparoni, Profili bio-bibliogr. di medici e naturalisti celebri ital. dal sec. XV al sec. XVIII, II, Roma 1928, p. 135; 3. A. Castiglioni, Stor. della medie., Milano 1936, p. 436 seq.; C. Gerin, La medie. legale nei suoi momenti stor., in Humana medica, 2 (1942), pp. 45-58; A. Pazzini, Stor. della medie., II, Milano 1947, p. 89 seq.

56. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - XII.