SINAGOGA - Decorazione pittorica della s. di Dura Eûropos (245-56 d. C.).


SINAGOGA - I segni dello zodiaco e il carro del sole. Musaico della s. di Bejt-Alfah (ca. 518-27).
anche quotidiane. La s. era il centro delle varie comunità ebraiche, specialmente nella diaspora. I suoi costruttori erano considerati benefattori di tutto il gruppo (cf. Lc. 7, 4), mentre l'allontanamento di un ebreo da questo luogo di preghiera comune era ritenuto un grave castigo (cf. Io. 9, 22; 12, 42; 16, 2).
ARCHEOLOGIA. - Oltre le numerose menzioni epigrafiche di s., le esplorazioni archeologiche hanno messo in luce anche gli antichi edifici adibiti a s.
Ad Hamman-Lif (Tunisia) si trovò tra il 1883-84 una s. formata da una sala di m. 9 x 5,25, con un pavimento a musaico con decorazioni in parte di animali in mezzo a tralci di piante, in parte di pesci e anatre, in parte ancora di un cantaro ansato a cui si appressano due pavoni; il campo è limitato da due palme dattilifere. Nel mezzo è posta l'iscrizione: « Sancta Sinagoga Naron(itana) pro salutem suam ancilla tua Iulia Nap. de suo proprium teselavit ». L'epigrafe è racchiusa tra due medaglioni con il candeliere eptalieno (a sette braccia) a sinistra sono anche l'etrog e il lulab. In una seconda sala, nel pavimento pure a musaico, è l'iscrizione « Asterius filius Rustici arcosinagogi Margaritari d(omus) D(e)i paterni portici tesselavit ». In un terzo ambiente pure nel pavimento a musaico si legge: « Istrumenta servi tui Naritanus; Istrumenta servi tui Amaroni ». Si ritenne dall'epigrafe che in questo ambiente fossero conservati i rotoli della Thorah. Esplorazioni compiute nel 1908-1909 misero in luce parecchie lampade in terracotta con il candelabro a sette braccia. Nel 1916 H. Kohl e C. Watzinger pubblicarono le esplorazioni di sedici s. del II o III sec. d. C., cioè di Tell Hüm (Cafarnao), Keräzeh (Corozain), Irbid (Arbela), Umm-el 'Amad, Meron, Kefr Bir'im, en-Nebratajn, el-Giš (Giscala) in Galilea; di ed-Dikkeh et Umm el-Kanätir in Transgiordania, di Hirbet Sem-
makah, al Monte Carmelo. Nella s. di Noarah alcune iscrizioni in ebraico-aramaico ricordano i collaboratori come, p. es.: « alla buona memoria di Beniamin Phinees figlio di Giuseppe. Che siano anche in felice memoria coloro che si sono associati, hanno collaborato con doni o hanno preso parte al lavoro per questo luogo santo; gente fortunata, gente di buona volontà, gente di ogni condizione; che sia loro concesso, se a Dio piace, la loro parte in questo luogo santo. Amen »; ancora: « alla buona memoria del presbitero Pinchas, figlio di Iosbah il quale ha dato con i suoi denari il prezzo del musaico e il tetto » (Revue biblique, 30 [1921], p. 581); « alla buona memoria di Khalifon figlia dei rabbi Safrah che ha collaborato a questo luogo santo. Amen » (loc. cit.). « Che siano in felice memoria tutti coloro che si sono associati ed hanno dato o daranno per questo luogo santo sia oro, sia argento, sia non importa quale valore. Che essi non perdano il loro contributo in questo luogo santo. Amen » (ibid., 28 [1919], p. 540).
La s. di Bejt-Alfah, nella Valle ad occidente del Giordano e al sud del Monte Thabor, fu scoperta nel 1929; l'edificio, nel suo complesso, misura m. 27,70 x 14,20; la sala delle adunanze di m. 10,75 x 12,40 è divisa in tre navate da due file di pilastri quadrilateri. L'arca contenente il rotolo della legge e il candelabro a sette braccia stavano nell'abside. Alla seconda colonna ad oriente era il bema, sopraelevato, dove il rabbino dava lettura della legge. Tutto il pavimento della nave centrale era decorato di musaico. Nella parte prossima all'abside era rappresentato il santo armadio (drōn haq-qābēi) tra due candelabri a sette braccia e i simboli del culto giudaico, cioè il lulab, l'etrog, il corno sacro, l'astuccio contenente il rotolo della legge. L'drōn è sormontato da un timpano triangolare e ai due angoli sono posati due uccelli; a guardia dell'arca sono rappresentati due leoni a fauci spalancate. Nel centro del musaico sono rappresentati i dodici segni dello zodiaco, con i loro nomi in ebraico, intorno al carro solare; agli angoli sono i simboli delle quattro stagioni. Al disotto è rappresentato il sacrificio di Abramo, secondo il testo biblico con i due servi (Gen. 22, 3), l'asino, un ariete attaccato all'albero e le parole in ebraico « ed ecco un ariete » (ibid. 22, 12); al disopra di Abramo, distinto con il nome in greco, è la mano divina che lo ferma e le parole pure in ebraico « non portare la tua mano »; (ibid. 22, 13); vicino sono Isacco con il nome in ebraico e l'ara accesa per il sacrificio. Il bordo in musaico che circonda le rappresentazioni citate contiene uccelli ed animali; un paniere di frutta, grappoli d'uva, decorazioni geometriche e due iscrizioni, una in greco l'altra in aramaico.
Nella s. di Noarah si è trovato un musaico con Daniele nella fossa dei leoni; in quella di Geraš in Transgiordania l'uscita degli animali dall'arca; ivi erano rappresentati Sem e Iapheh con i loro nomi in greco e certo gli altri membri della famiglia di Noè.
Quanto alla s. di Dura: V. DURA EUROPOS.