CUBISMO. - Con tale termine viene indicato uno degli orientamenti più significativi della moderna arte pittorica. Esso ebbe le sue prime manifestazioni agli inizi del nostro secolo e apparve con i IMPRESSIONISMO (v.), al quale movimento, d'altro canto, lo stesso c. può collegarsi. Gli impressionisti, infatti, scegliendo uno degli aspetti della natura quale oggetto della loro rappresentazione avevano già per proprio conto rotto il patto che l'arte pittorica da Giotto in poi aveva creduto di stabilire fra l'oggetto della rappresentazione e la rappresentazione stessa: «arte immutazione della natura». I cubisti, partendo dal concetto che il linguaggio pittorico usato fino al loro tempo era il frutto di una convenzione più o meno accettata, così come le parole che indicano nelle diverse lingue le cose diverse sono esse stesse dei suoni o dei termini convenzionali, comprensibili solo a coloro i quali conoscono quella determinata lingua, hanno voluto rappresentare i fatti quali si conoscono; meglio, quali ciascuno di loro lo conosce.
Quindi, rinnegando in blocco tutte le conquiste della prospettiva e dello scorcio e qualsiasi altro accorgo il primo pittorico e designato, frutto di esperienze e convenzioni ormai secolari ed atto a dare, nelle pitture, il senso della terza dimensione, cioè l'illusione anche delle parti delle cose celate dalla loro accidentale situazione prospettica, i cubisti non hanno esitato a rappresentare gli oggetti stessi ribaltati sulla tela, raffigurando delle cose gli aspetti diversi in una successione determinata solo dalle esigenze della loro conoscenza. Donde l'affermazione che l'ispirazione è l'atto con cui l'artista si immerge nell'oggetto vivendone il moto caratteristico.
Sebbene ai suoi inizi, anche per suggestione di alcuni aspetti della pittura di Cézanne, il cubismo perseguito, nella rappresentazione delle cose, l'aspirazione a forme proprie dei solidi geometrici (donde la denominazione di c.) o, comunque, a ridurre la rappresentazione delle cose ad un denominatore comune, che era quello della loro geometrizabilità, presto il termine servi ad indicare quella pittura pura che è la logica conseguenza dei principi che avevano originato il movimento cubista; quella pittura cioè di invenzione, di creazione, che spesso si risolve in un elegante «giuoco dello spirito», in un decorativismo, per cui la cosa rappresentata si scompone nei suoi aspetti diversi che hanno suscitato l'ispirazione dell'artista, in un gusto molto cromatico o lineare. Rendere, senza mediazione alcuna, più che le cose il senso delle cose, il loro intimo significato, i loro fondamentali caratteristici motivi; questa l'aspirazione dei cubisti.
Il movimento, che ebbe origine in Francia e di là si è propagato in tutta Europa ed in America, se non altro come mediatore per giungere ad altre esperienze, ha avuto quale suo rappresentante maggiore Pablo Picasso, spagnolo. Altri pittori cubisti sono Braque, Derain, Léger. Fra gli italiani ricordiamo G. Severini e R. Guttuso. - Vedi tav. LXVI.