Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

GIOVENCO (GAIUS VETTIUS AQUILINUS IUVENCUS)

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Noto anche come: latino: C. Vettius Aquilinus Iuvencus

GIOVENCO (Gaius Vettius Aquilinus Iuvencus). - È il primo poeta latino cristiano che ci sia dato di incontrare dopo l'Editto di Milano (513 d. C.). Nativo dei Vettoni, antico popolo della Lusitania, sembra sia nato a Cesarobriga, chiamata poi Oliva (odierna Talavera de la Rèina), sulla sponda destra del Tago. Per approfondire la sua cultura, G. andò nella vicina Salamanca, sede arcivescovile e universitaria: centro, quindi, che influì sugli studi letterari e a un tempo sulla vocazione religiosa del poeta. E di Salamanca pare sia stato egli anche vescovo e che ivi sia morto nel 337.

Il titolo dell'opera di G. è Evangeliorum libri quattuor. Essa fu composta intorno al 330 secondo la testimonianza di s. Girolamo e l'indicazione dello stesso poeta che si legge alla fine del poema. Consta di 3211 esametri divisi in quattro libri di ca. 800 versi ciascuno.

Come Omero cantò il mondo greco e Virgilio quello latino, così anche G. volle epicamente esaltare con l'esametro il mondo cristiano. La difficoltà di un tale compito non deve essere stata di poca entità, in quanto il poeta, pur dedicandosi a comporre un'opera letteraria, volle mantenersi il più possibile fedele al racconto biblico. Doveva egli reprimere i suoi slanci di poesia per riprodurre «paene ad verbum» le gesta terrene di Cristo; tuttavia, nella composizione, in cui sempre accurata è l'imitazione dei classici e notevole è pure la scrupolosità nei riguardi della lingua e delle leggi metriche, mirò a fare degli Evangeli opera puramente poetica. Riuscì così a foggare un suo genere carateristico nel quale lingua, verso, stile, e idea del mondo classico sono costretti a manifestare concetti completamente nuovi e del tutto differenti da quelli dell'antico mondo classico. E il poeta riuscì in pieno nel proprio intento, al punto, si può dire, che bisogna riconoscere con l'Hatfield che G. merita un posto notevole non solamente nella poesia cristiana, ma anche nella letteratura latina. Né d'altra parte si deve pensare che arida sia l'imitazione dai poeti classici e tanto meno che sia ridotta a pura trascrizione di versi, di frasi o di semplici parole, poiché essa è in G. determinata da una profonda assimilazione della letteratura classica, sicché il pensiero dell'autore trova la sua più schietta e naturale manifestazione nelle espressioni dei poeti pagani, che, divenute ormai intimo patrimonio del poeta, gli sgorgano quasi inavvertitamente nella composizione dell'opera. Tra gli autori che G. imitò nel suo poema, quegli che più di ogni altro influì sulla sua formazione poetica sia formale sia spirituale fu evidentemente Virgilio; seguono, ma a distanza: Lucrezio, Ovidio, Lucano, Orazio, Silio, Stazio.

Il testo al quale il poeta più si è attenuto è quello dell'Itala del Vangelo di Matteo; il contenuto degli altri Vangeli è compreso solo in una quinta parte dell'opera. G. peraltro riesce a dare al suo poema un contenuto di universalità, che mira a fare accogliere da parte dei Romani, ai quali dedica la sua opera, Cristo quale fondatore della religione cristiana. E il Cristo del poema di G., anche se appare in qualche episodio un po' manchevole, non viene meno alla sublimità della concezione evangelica: esso anzi, riunendo in sé tutte le qualità e tutti gli attributi che gli Evangelisti avevano riconosciuti nel figlio di Dio, si presenta completo, perfetto, più profondamente umano e, in pari tempo, più sovranamente divino.

Bibliografia5 opere
BIBL.: Edizioni: a cura di J. Huemer, in CSEL, 24; G. Frank, in American journal of philology, 44 (1923), pp. 67-70 (ms. Vossianus 286, Regimensis 333). G. Mercati, Opere minori, IV (Studi e testi, 79), Roma 1937, pp. 506-12 (ms. Vst. lat. 57-59); M. Helene, in The class. buch., 15 (1939), pp. 57-59 (derivazioni da Virgilio); H. Kievits, Ad Iuvenci Evang. I. I commentarius exegeticus, Groninga 1940; De Wit, Ad Iuvenci Evang. I. II commentarius exegeticus, ivi 1947.

Flora Laganà

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 396.

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Laganà, Flora. “Giovenco (Gaius Vettius Aquilinus Iuvencus).” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, p. 396. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giovenco-gaius-vettius-aquilinus-iuvencus.

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Laganà, Flora. “Giovenco (Gaius Vettius Aquilinus Iuvencus).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, p. 396. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giovenco-gaius-vettius-aquilinus-iuvencus.

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