GUANTI

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GUANTI. - L'introduzione dei g. (chiriateca) nella liturgia si deve al desiderio di rendere l'abbigliamento episcopale sempre più distinto e solenne. Amalario, all'inizio del sec. IX, nulla ci dice sull'uso dei g. da parte dei vescovi, tuttavia un inventario dell'abbazia di St-Riquier dell'831 ne attesta l'uso: «Wanti castanei auro pàrati». Il Magani (L'antica liturgia romana, III, Milano 1899, p. 170) cita altri documenti del sec. X ed una precisa attestazione liturgica nel Sacramentario di Ratolfo di Corbie (m. nel 986): «Tunc ministrentur ci (— al vescovo che sta parandosi per la Messa) manicate... postea detur

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(per cortesia di mona. A. P. Frutaz)

GUANELLA, LUIGI - Ritratto.

cui bene consacrò tutta la sua opera, ne patrocinò la causa, seguendo con passione lo sviluppo della questione sociale e operaia, quale veniva delineata dalle direttive dei pontefici e nelle opere del suo amico, prof. G. Toniolo (v.) e di quell'altro insigne sociologo, di cui vegliò le ultime ore, mons. G. Sichirollo (cf. F. Giavarini, Mons. G. Sichirollo, Rovigo 1936). Sotto lo sguardo della Madonna del Lavoro egli stesso bonificò la plaga malarica del Pian di Spagna (Sondrio), trasformandola in attivo centro di vita attorno alla chiesa e a un ricovero di minorati fisici e psichici che egli ivi fece sorgere. Continuando la sua opera, che aveva affidata alla Madonna della Divina Provvidenza, offrì alloggio agli sventurati del terremoto di Messina (1908), che numerosi fece affluire nelle sue case l'amico amatissimo P. G. Beccaro, e a quelli del terremoto della Marsica (1915), che egli stesso settantatrecenne raccolse, avviandoli verso le sue case di Roma. Conosci della potenza formativa della stampa, se ne fece apostolo, diffondendola gratuitamente e scrivendo anch'egli una cinquantina di opuscoli su argomenti agografici, storici, apologetici, pedagogici e di devozione. Pensieroso dello sviluppo del movimento migratorio, inviò dapprima nell'America del nord un sacerdote che assistesse gli Italiani colà emigrati e in seguito, dopo un suo viaggio in America, mandò le schiere dei suoi sacerdoti e delle sue suore. Compensò in parte la mancata realizzazione dell'apostolato missionario con l'opera svolta nella Svizzera protestante, affinché fossero riaperte alla penetrazione del cattolicesimo valli, che dalla «riforma» ne erano state escluse. Lo zelo di estendere a tutte le anime la salvezza apportata dalla Redenzione gli suggerì l'idea grandiosa di riunirci il mondo intero in una immensa crociata di preghiera per la salvezza dei moribondi, per i quali nelle diverse parti del globo diecime di migliaia di sacerdoti (Arciconfraternità del Transito di S. Giuseppe, con 9 milioni di iscritti: V. GIUDAIZZANTI) offrono ininterrottamente a Dio il sacrificio di propiziazione. Fu, per la vita feconda di opere e di fede, venerato dal card. FERRARIENSIS (v.) e Pio X (v.), che lo onorava di particolare confidenza.

Non minore affetto e stima ebbe per lui s. Gio- vanni Bosco che gli fu accanto nel triennio (1875-

ei anulus in dextra
manu, desuper ma-
nica ». L’uso per-
tanto appare intro-
dotto in Francia e
passa ben presto a
Roma : nel 1070
Alessandro II ne
concedeva il privi-
legio all’abate di
S. Pietro in Ciel
d’oro di Pavia. Ai
termini ventus e
manica, presto si
sostituì quello bi-
zantino di chirote-
ca, oggi usato.

Nella consacra-
zione del vescovo
vengono consegnati
al termine della
Messa, e sono usati
soltanto dai vescovi
ed altri prelati aventi
il privilegio, nella
Messa pontificale
dall’inizio al Lavabo
(nel rito ambrosiano
sino all’Offertorio) e
quando, alla fine, danno la benedizione papale (S. Congre-
gazione dei Riti, 3605, 9). In origine erano bianchi, gene-
ralmente di seta: dal sec. XIII vennero confezionati anche
negli altri colori liturgici, eccettuato il nero, essendo
proibiti nella Messa per i defunti e nel Venerdì Santo.
Nella parte superiore hanno ricami con simboli di Gesù
Cristo. L’orazione con la quale vengono consegnati al
neo-eletto indica che non hanno lo scopo di riparare dal
freddo, bensì quello di conservare pulite le mani.

Bibl.: X. Barbier de Montault, Les gants pontificaux, Tours 1877; G. Braun, I paramenti sacri, Torino 1914, pp. 137-141; P. Batiffol, Rites et insignes pontificaux, in Revue des jeunes, 19 (1925), p. 135 sqq.