INDEMONIATI nella BIBBIA. - Nei Vangeli (e Atti) sono narrate numerose guarigioni di i. Con la possessio, demonio (v.) o più demoni animano il corpo (Lesêtre), ma come un motor adventitius (Benedetto XIV) o un esterno principio delle azioni (Leistle): lo penetrano, cioè, vi sussistono ed operano, e possono tormentarlo se non ne sono impediti da Dio (s. Bonaventura).
Ciò è negato dai razionalisti che negano il miracolo,
fino ai moderni (come O. Holtzmann, E. Rasmussen, J. Weiss, A. Harnack, ecc.), che sostengono l'inesistenza degli spiriti, che sarebbero chimere di popoli superstiziosi, un residuo dell'oscurità dei secoli passati, simboli e figure del male morale e fisico; sintomi di possessione demoniaca, descritti nei Vangeli, si riferirebbero a soggetti di malattie nervose (epilettici, isterici, ecc.); le cure sarebbero avvenute per ipnosi e suggestione: Gesù non avrebbe espulso demoni, ma avrebbe curato con la sua virtù psichica siffatti uomini malati.
Di i. veri e propri non si parla nel

INDEMONIATI nella BIBBIA - Liberazione di un i. Minatura del f. 155 del Sacramento d'Ivrea, fatto eseguire dal vescovo Warmondo (fine del sec. x).
Ivrea, Biblioteca capitolare.
Vecchio Testamento. Appare talora un influsso demonico etico (I Reg. 22, 19-23; I Par. 18, 18-22: lo spirito di menzogna inganna i profeti del re Achab) o anche fisico (come nel caso di Giobbe); ma questo influsso è piuttosto esterno. Il caso di Saul (I Sam. 16, 14-23; 19, 9) è inteso da molti (A. Calmet, M. Hagen, L. Janssens) come una forte malinconia causata e fomentata dallo spirito cattivo.
Nel Nuovo Testamento l'intervento di Satana fino alla possessio è connesso con il conato diabolico di far deviare la missione di Cristo per via di seduzione e d'intimidazione (Mc. 1, 12 sg.; Mt. 4, 1-11; Lc. 4, 1-13; Lc. 22, 31), onde ostacolare il Regno di Dio (Lc. 11, 20; Mt. 12, 28).
Il Figlio di Dio, all'opposto, è venuto a disfare l'opera del diavolo (I Io. 3, 8), e gli Apostoli sono a loro volta investiti dal Maestro del potere di « cacciare i demoni » (Lc. 10, 17-19). Gesù ingaggia la lotta finale il dì della Passione (Io. 12, 31 sg.; 14, 30; 16, 11), con una battaglia virtualmente già vinta.
Vari accenni ai miracoli di Gesù pongono accanto ai malati guariti gli i. liberati (Mt. 4, 24; Mc. 1, 32, 34, 39; Mt. 8, 16; Lc. 4, 40 sg.; Mc. 3, 10; Lc. 6, 17-19; 7, 21).
Che Gesù sia immune da errore o da inganno risulta chiaramente dai Vangeli, considerati anche solo come libri storici. Tanto Lui, quanto gli Evangelisti, distinguono chiaramente i malati dagli i., pur ammettendo che certe malattie sono causate da presenza demoniaca.
Inoltre, se è vero che Gesù si adattava al modo di parlare dei suoi contemporanei trattando di fenomeni fisici o di questioni secondarie, ciò non avveniva però in questioni di carattere religioso; anzi, su questo punto intendeva correggere le idee false (cf. Io. 9, 1-3). Ora l'influsso dei demoni sull'umanità costituiva un punto importante della sua missione religiosa; Gesù ne parlava di propria iniziativa (Lc. 11, 21 sg.; 22, 31; Io. 12, 31; 14, 30; 16, 11; Mt. 25, 41 ecc.), non solo a scopo terapeutico.
Si trovano numerosi i., specialmente nei Sinottici, soprattutto in Galilea. Sono posseduti da uno o più « spiriti immondi » o « cattivi » (Mt. 12, 45, e paralleli) che li tormentano (Mc. 5, 2-6), che parlano per bocca loro (Mc. 1, 34;
3, 10 ecc.). La possessione diabolica causa talora mutismo (Mt. 9, 32; 12; 22), cecità (Mt. 12, 22), epilessia (Mt. 17, 14-20), follia (Mt. 5, 1-5). Non tutte le malattie sono però attribuite a possessioni diaboliche, anzi, talora, sono distinte espressamente (Lc. 6, 17-18; 7, 21; 8, 2; 13, 22 ecc.).
Alcuni fatti dimostrano il carattere personale ed intelligente dell'attività satanica negli i. Le più importanti liberazioni di i. sono: «l'uomo posseduto da spirito impuro» nella sinagoga di Cafarnao (Mc. 1, 23-28; Lc. 4, 33-37); l'i. di Gerasa (Mc. 5, 1-20; Mt. 8, 28-34; Lc. 8, 26-39; in bocca all'i. è anticipata la confessione di Pietro); la fanciulla i. sirofenicia (Mc. 7, 24-30; Mt. 15, 21-28; Gesù opera secondo la preghiera e la persuasione della donna); l'epiletto i. (Mc. 9, 18-29; Mt. 17, 14-21; Lc. 9, 37-42; Gesù riconosce la presenza del demonio).
Quanto al modo di espellere i demoni dagli infelici i., Gesù accenna al modo in uso dai Giudei (Mt. 12, 27; Lc. 11, 19); in Act. 19, 13 si parla di esorcisti giudei; alcuni cacciavano i demoni nel nome di Gesù (Mc. 9, 37). A negare la causa divina del miracolo, i Giudei accusavano Gesù di operare il miracolo mediante il principe dei demoni (Mt. 9, 34; 12, 24, 27; Mc. 3, 22; Lc. 11, 15, 19).
Gesù libera gli i. con il solo comando: non segue affatto le terapie empiriche del tempo, che erano spesso a base di magia.
Per gli altri casi di i., V. DEMONIACHE MANIFESTAZIONI.