Inviato a Roma compi gli studi al Convento della Trinità dei Monti, e a Roma, in collaborazione con il confratello Le Seur (v.) svolse la sua attività scientifica. Insegnò filosofia, teologia, ma particolarmente matematica alla Trinità de' Monti, alla Sapienza, a Propaganda Fide. Il parere dei due scienziati era spesso richiesto dai sommi pontefici e dai dotti nei più importanti problemi di architettura, statica, idraulica, ecc. Nel 1746 il loro progetto, in collaborazione con il p. R. BOLSCEVISMO (v.), per la stabilità della cupola vaticana, fu preferito ed attuato cingendo la mole michelangiolesca con cinque cerchioni di ferro. Ambedue furono membri delle principali accademici d'Europa. Il J. (soppressi i Gesuiti) ebbe la cattedra di matematica al Collegio Romano. Si occupò inoltre di musica e di acrostatica (cf. G. Boffito, *Una memoria aeronautica del p. J. [1783*], in *Rivista aeronautica*, 8 [1932], pp. 669-77 e 219-20).
Oltre alle varie risposte ai quesiti rivoltigli, e a un commento ai principi matematici del Newton, in collaborazione con il p. Le Seur, scrisse: *Del calcolo integrale* (Parma 1768); *Institutiones philosophicae ad studia theologica accomodatae* (4 voll., Roma 1749, molte edd. e versioni in Italia ed all'estero); *Trattato intorno alla sfera* (Parma 1775); *Descrizione di uno strumento per fare orologi solari* (ivi 1774).