LAGRANGE, MARIE-JOSEPH

LAGRANGE, MARIE-JOSEPH. - Escegta domenicano, al secolo Albert, n. a Bourg-en-Bresse il 7 marzo 1855, m. a St-Maximin (Provenza) il 10 marzo 1938. È l'esegge più fecondo, più universale e più influente della prima metà del sec. XX. Entrato tra i Domenicani nel 1879, fu incaricato nel 1890 di organizzare una scuola biblica e teologica a Gerusalemme, dove dimorò 45 anni. Nel 1892 fondò la Revue biblique e nel 1900 iniziò la collezione di commenti e di studi, intitolata Etudes bibliques. Alla sua «Ecole biblique» (v.) fu affidata dal governo francese l'Ecole archéologique française.

L. toccò quasi tutti gli argomenti importanti del Vecchio e del Nuovo Testamento. All'inizio, la sua attenzione era rivolta principalmente al Vecchio Testamento, dal quale non si distaccò mai interamente, pur lasciando a più giovani collaboratori la cura di specializzarsi. Dedicandosi al Nuovo Testamento, pubblicò (nella serie di Etudes bibliques): St Marc (1911, 4a ed. rifusa 1929), Epître aux Romains (1916), Epître aux Galates (1918), St Luc (1921), St Matthieu (1923), St Jean (1925), Le canon du Nouveau Testament (1933), Critique textuelle (1935); la Synopsis Evangeliorum (1926) e il libro di sintesi L'Evangile de Jésus-Christ (1928) integrarono questa imponente serie di opere.

La storia delle religioni fu il terzo campo di studio nel quale si approfondì. Vi si connettono: Le judaïsme avant Jésus-Christ (1931), Les mystères: l'orthisme (1937), e molti articoli della Revue biblique. A ciò bisogna aggiungere l'elenco interminabile delle comunicazioni, segnalazioni e recensioni, in cui L. si rivelava promotore degli studi biblici e custode del vero metodo scientifico che deve dirigerli; esse costituiscono uno dei contributi più importanti alla storia dell'esegge contemporanea.

Per l'estensione del suo lavoro scientifico, per l'ampiezza del suo influsso, per la creazione di istituzioni quali l'Ecole biblique e la Revue biblique, L. sorpassa il suo amico can. A. HOONACKER, ALBIN VAN (v.). Ma forse la sua opera non ha sempre la solidità e l'originalità di

sola città di Roma. Senatore nel 1861, ambasciatore a Bruxelles (1868) ed a Costantinopoli (1870), continuò la sua attività anche dopo la caduta del Secondo Impero.

BIBL.: A. Robert-E. Bourloton-G. Coumyn, Dictionnaire des parlementaires français, III, Parigi 1890, p. 272-73; H. Bastgen, Die römische Frage, I, Friburgo in Br. 1917, passim; J. Maurian, La politique ecclésiastique du Second Empire de 1852 à 1869, Parigi 1930, passim.