LIBERATORE, Matteo. - Filosofo e teologo n. a Salerno il 10 ag. 1810, m. a Roma il 18 ott. 1892. A 16 anni (9 ott. 1826) entrò nella Compagnia di Gesù a Napoli, dove compì i suoi studi filosofici e teologici. Applicato prima all’insegnamento della filosofia (1837-48) e poi della teologia, nel 1850 partecipò alla fondazione della Rivista *La Civiltà Cattolica* (trasferita quasi subito a Roma) alla cui redazione lavorò indefessamente con numerosi e validi articoli fino alla morte.
Il suo merito principale sta nel forte contributo prestato al rinnovamento della filosofia neoscolastica, particolarmente tomistica, quasi dimenticata e svalutata agli inizi del sec. XIX anche nelle scuole ecclesiastiche. Il L., sotto la guida del Tapparelli e del Sordi, ne penetrò e assimilò con rara profondità il contenuto perenne di verità, lo espone dalla cattedra e soprattutto in molte opere, ampiamente diffuse nelle numerose edizioni, fra cui principali: *Institutiones philosophicae* (2 voll., Napoli 1840-42); *Della conoscenza intellettuale* (2 voll., Roma 1857-58); *Del composto umano* (ivi 1862); *Istituzioni di etica e diritto naturale* (ivi 1863); *Dell’anima umana* (ivi 1875); *Degli universali* (6 opuscoli, ivi 1883); *Del diritto pubblico ecclesiastico* (Prato 1887); *Principi di economia politica* (Roma 1889). Alla luce dei principi della scolastica il L. seppe vagliare i nuovi sistemi filosofici (razionalismo, ontologismo, ecc.), e confutarne gli errori. Fintezza di giudizio e particolare forza ed equilibrio didattico caratterizzano tanto le trattazioni sistematiche, come molti studi particolari sui più vivi e fondamentali problemi teologici, filosofici e di diritto naturale con i quali il L. difese nobilmente la causa della Chiesa e del pensiero cristiano.