LIBIA. - Nome classico attribuito in origine (sec. V a. C.) all'intero continente africano (per quanto solo in piccola parte conosciuto) e dopo il 1917 ufficialmente impiegato per indicare i territori passati sotto la sovranità italiana in seguito alla vittoriosa guerra contro la Turchia del 1911-12.
I. GEOGRAFIA
La L., che si affaccia al Mediterraneo per ca. 1800 km., da Ras Agadir al Golfo di Sollum, consta di più regioni naturali distinte: la Tripolitania, pianura costiera dominata dal Gebel, ossia dall'orlo dell'altipiano interno; la Sirtica, lembo litoraneo piatto ed arido, inarcato intorno al Golfo di Sidra; la Cirenaica, tozza penisola costiuita da un altopiano calcareo frangiate da un'esile striscia costiera; e la Marmarica, basso tavolato anch'esso arido e stepposo, che si continua in Egitto. La regione interna è occupata da un ampio deserto roccioso (hammada) o dunoso (ediein), interrotto da oasi, la maggior parte delle quali riunite nel Fezzan, ma talora del tutto isolate (Cufra, Gadames). Il clima è dolce nei lembi litoranei, con estati lunghe e asciutte e piogge invernali (meno scarse sul Gebel e sull'altopiano cirenaico), e dovunque adatto ai bianchi. Mancando fiumi, si ricorre per acqua alle falde freatiche e (in Cirenaica) alle sorgenti; dovunque ciò sia possibile, il suolo è coltivato, per quanto in zone oltremodo rare e limitate: la Gefara (olivo, vite, mandorlo), il Gebel (frutta, cereali e tabacco), l'altopiano bengasino olivo e cereali) e poche altre. In Cirenaica v'è anche del bosco (434 mila ha.). Fra le piante spontanee, notevoli l'alfa e lo sparto, largamente utilizzate (anche cellulosa). I prodotti coltivati più importanti sono l'orzo, il grano, i datteri, il vino, l'olio e gli agrumi. La pastorizia ha carattere transumante; si allevano soprattutto ovini e caprini. Attiva, nelle zone costiere, la pesca del tonno e delle spugne; buona risorsa quella del sal marino, estratto dalle saline costiere. L'industria ha dimensioni modeste ed è volta soprattutto ai prodotti d'uso domestico (tappeti, sapone, laterizi, molitoria, oleifici).La popolazione (817 mila ab. nel 1936, epoca dell'ultimo censimento) è composta per ca. 2/3 di arboreberi parlanti arabo e per il resto da Arabi (250 mila), Cologhli (incroci di indigeni e Turchi, 42 mila), Ebrei (20 mila) e negri (10 mila). Gli Italiani, che erano oltre 120 mila alla vigilia della seconda guerra mondiale, sono ora assai ridotti di numero. L'occupazione alleata (franceste nel Fezzan, inglese nel resto), determinando l'abbandono delle numerose e floride aziende agricole impiantate dagli Italiani (quasi del tutto scomparse in Cirenaica), ha portato un colpo mortale allo sviluppo economico del paese. La L. dovrebbe raggiungere la sua indipendenza nel 1952; nel frattempo sarà retta da una commissione consultiva dell'ONU, nella quale è rappresentata anche l'Italia. Si dà, qui di seguito, la divisione amministrativa d'anteguerra:
LIBIA - 1) Confini di Stato; 2) confini di provincia; 3) confini di circoscrizione ecclesiastica; 4) ferrovie.
| Provincia e territori | Superficie in kmq. | Popolazione |
| Triporli Misurata | 191.200 | 392.564 |
| Bengasi Derna | 152.030 | 113.744 |
| Terr. Sahara libico | 1.205.600 | 48.403 |
| L. | 1.759.470 | 817.376 |
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**LIBIA - 2) Confini di provincia; 3) confini di circoscrizione ecclesiastica; 4) ferrovie.**
**LIBIA - 3) Confini di provincia; 4) ferrovie.**
**LIBIA - 4) Confini di provincia; 5) confini di circoscrizione ecclesiastica; 6) ferrovie.**
**LIBIA - 5) Confini di provincia; 6) ferrovie.**
**LIBIA - 359) Confini di provincia;
Fratelli Maristi (1881). Nel 1859 sorse a Tripoli, che contava allora ca. 2500 fedeli, un primo ospedale aperto a tutti, nel quale si ebbero anche conversioni di musulmani. Dopo l'occupazione della L. da parte dell'Italia (1911-12), fu eretto nel 1913 il vicariato apostolico della L. L'apostolato dei Francescani è dedicato all'assistenza spirituale dei coloni italiani; cura d'anime quindi come nei paesi cristiani, ma cura di fedeli esercitata sotto gli occhi dei maomettani, con istituzioni di carità (ospedali, ambulatori, ricoveri) e scolastiche aperte anche a loro e ai loro figli. Non mancarono in seguito conversioni di musulmani. Il personale missionario insegnante e ospedaliero era formato dai Fratelli delle Scuole cristiane, succeduti nel 1912 ai Fratelli Maristi, dalle Suore di S. Giuseppe (1854), dalle Missionarie francescane di Egitto (1903), dalle Figlie della Carità di S. Vincenzo (1912), dalle Suore dell'Immacolata Concezione (1912), dalle Suore della S. Famiglia (1920), e dalle Francescane missionarie di Maria (1925). Nel 1927 il vicariato apostolico della L. fu diviso in 2 vicariati: Tripolitania (oggi Tripoli) e Cirenaica (oggi Bengasi) affidati ai Francescani. Nel 1939 furono distaccati il vicariato apostolico di Derna, affidato alla Pia Società Salesiana di d. Bosco, e la prefettura apostolica di Misurata, affidata al clero secolare e poi data ai Francescani.