MANIERISMO

MANIERISMO. - Il valore del termine, molto discusso e variamente limitato dalla recente storiografia artistica, è collegato all'altro di «maniera».

Per il Vasari, che visse in pieno m. e che del m. fu uno dei protagonisti, la «maniera» è il modo tenuto dai pittori nell'idealizzare la natura, cioè nel fare dell'arte. Ma già nel Seicento «maniera» significa più che altro consuetudine o formula stilistica, e da tale significato implicitamente dipendono i giudizi che anche la critica moderna ha dato del m. Esso nel tempo viene limitato fra i due fatti nuovi di maggiore interesse, verificatisi durante il ' 500 , nell'ambito della concezione visiva, e che proponevano una nuova poetica figurativa - a parte quanto avvenne a Venezia - ai pittori italiani: la scoperta delle vòlta della Sistina (1512), la rivelazione cioè di uno stile pittorico di Michelangelo, e l'affermarsi della personalità del Caravaggio e dell'accademia dei Carracci.

Questa limitazione nel tempo - ma il m. si inoltra per molti suoi aspetti nei primi decenni del Seicento - è anche valida a caratterizzare il gusto manieristico inizialmente quale una "comune estrosa irrequietezza anticlassica", che, sul finire del xv sec., si risolve o s'adagia in una estesa convenzione espressiva, cui partecipano i pittori di tutta Europa, quasi una accademizzazione dei modi pittorici tenuti dai maggiori artisti che avevano operato nei primi anni del secolo. Su tali temi fondamentali si svolsero variazioni numerosissime, quante si può dire furono gli artisti vissuti in quell'epoca, tanto piena di fermenti e

Article illustration
MANIERISMO - Strage degli Innocenti. Dipinto di Daniele da Volterra (ca. 1545) - Firenze, Galleria degli Uffizi.

spunti poetici di diversissima origine. Onde il m. iniziato con la elaborazione di forme o premesse classificazioni, che erano quelle della cultura umanistica, fu destinato a riflettere le idee ed i sentimenti che, estranei, dosi sempre più dagli ideali stessi dell'umanesimo, profondamente sconvolsero i campi dello spirito dalla prima metà del Cinquecento in poi. Caratteristici esponenti del gusto manierista furono: Daniele da Volterra, Fr. Salviati, G. Vasari, D. Beccafumi, Tadd. e Fed. Zuccari.

Il termine m., che in generale viene usato per indicare i molteplici aspetti del fenomeno sopra accennato nei campi della pittura, può essere agevolmente trasferito anche in quelli della plastica e dell'architettura ove esso assume aspetti analoghi. - Vedi tav. CXXVII.

Bibl.: G. C. Argan, s. V. ENOCH. Ital., XII, p. 126; G. Briganti, Il m. e Pellegrino Tibaldi, Roma

1943. Emilio Lavagnino MANILA, ARCIDIOCESI di

Arcidiocesi e città capitale delle isole Filippine, sulla costa occidentale dell'isola Luzon, alla foce del fiume Pasig. Comprende le provincie di Bataan, Bulacan, Cavite, Nueva Ecija.

Ha una superficie di 2233 kmq. con una popolazione di 2.120.590 ab. dei quali 1.749.316 cattolici. Conta 117 parrocchie servite da 157 sacerdoti diocesani e 332 regolari, un seminario, 27 comunità religiose maschili e 76 femminili (Annuario Pont., 1951, p. 263).

Il fiume Pasig divide la città in due parti; quella a sud fu fondata nel 1575 dagli Spagnoli che l'occuparono dopo la scoperta fattane da Magellano e la fortificarono. Fu più volte attaccata dagli Olandesi che ne tentarono anche il blocco nel 1624. Più tardi fu molestata dagli Inglesi (1762). Alla fine del sec. XIX, con a capo J. Rizal, gli indigeni si sollevarono; nel 1896, in seguito alla guerra ispano-americana, gli Spagnoli si arresero nell'ag. 1898 e fu proclamata l'indipendenza con M. capitale. In seguito alla guerriglia gli Stati Uniti l'occuparono; con la Costituzione del 1935, emendata nel 1940, le Filippine divennero indipendenti il 4 luglio 1946.

Il primo vescovo di M. fu il domenicano D. di Salazar (1579-94) a cui successe il francescano I. de Santisbans (1595). La diocesi fu creata dal papa Gregorio XIII il 6 febbr. 1579 quale suffragana dell'arciidiocesi del Messico, donde ne fu separata dal papa Clemente VIII il 14 ag. 1595, elevando M. alla dignità di metropolitana. Il papa Pio XI con la cost. apost. Ad Christi regnum del 15 luglio 1932, creò la nuova diocesi di Bacolod, quale suffragana di M. (AAS, 25 [1933], pp. 357-360); con la cost. apost. Ad maius religionis incrementum del 20 genn. 1933, fece pure suffragana di M. la nuova diocesi di Cagayan, poi divenuta suffragana del Nome di Gesù (ibid., p. 360); con la cost. apost. Romanorum Pontificum del 28 apr. 1934 dismembrò la provincia ecclesiastica di M. creando la nuova provincia del Nome di Gesù (AAS, 27 [1935], pp. 263-64); il papa Pio XII con la cost. apost. Probe nosicitur dell'11 dic. 1948 separò dall'arciidiocesi di M. una parte del territorio per erigere la nuova diocesi di S. Ferdinando (AAS, 41 [1949], pp. 400-402). Attualmente sono suffragane di M. le diocesi di Lingayen, Lipa, Lucena, Nuova Cáceres, Nuova Segovia, S. Fernando, Tuguegarao, e le prelature nullius di Batanes e Babuyan, Infanta. La Cattedrale, fin dal 1595, è dedicata alla Immacolata Concezione. Altre chiese notevoli sono: quella del Domenicano del 1888; la chiesa degli Agostiniani (1599-1614); dei Gesuiti (1878-99); dei Cappuccini (1898); S. Sebastiano, S. Maria del Rosario, il convento di S. Chiara.

Bibl.: Eubel, III, p. 234; IV, p. 320; F. M. Finegan, s. V. in Cath. Enc., IX, pp. 397-601; anon., s. V. ENOCH. Eur. Am., XXXII, pp. 876-1944. Enrico Joni

L'Università Cattolica di M. - L'arcivescovo denominato di M., Michele de Benavides, fondò nella città, nel 1611, il Collegio di Nostra Signora del Rosario (chiamato presso «Collegio de S. Tomás»), che nel 1619 ebbe da Urbano VIII la facoltà di dare i gradi accademici, riconosciuta poi da Filippo IV di Spagna con decreto 6 sett. 1624; e nel 1645 il breve di Innocenzo X In supereminenti, che la dichiarava università in perpetuum. Nel 1734 si ebbe la codificazione degli Statuti (Estatutos de la Pontificia y Real Universidad), rinnovati negli anni 1785, 1843, 1936, e l'istituzione delle Facoltà di diritto canonico e civile, approvate da Clemente XII. Posto, nel 1680 e 1785, sotto il protettorato della Spagna ed elevato da Leone XIII (1902) a università pontificia, l'Ateneo manifesta, dal 1947, il titolo ufficiale di Universidad de S. Tomás, «The catholic University of the Philippines». L'an-tica Università, distrutta per gli eventi bellici del 1941 e 1945, venne riedificata e comprende ora 16 edifici. Le Facoltà ecclesiastiche sono 3 (teologia, 1611; diritto canonico, 1734; filosofia, 1896); le civili 5 (diritto, 1734; medicina e chirurgia, 1871; farmacia, 1871; ingegneria, 1907; filosofia e lettere, 1896); i collegi sono 4 (arti liberali, 1923; educazione, 1926; commercio e amministrazione, 1933; architettura e belle arti, 1930 e 1935). Inoltre: il conservatorio musicale, 1946; le scuole di maestre, 1941; di infermiere, 1946; le secondarie, 1923; la scuola dei graduandi.

Il corpo insegnante si compone di 556 professori, di cui 35 domenicani. Tra i più celebri si citano: i teologi

Article illustration
MANILA, ARCIDIOCESI di. - Arcidiocesi e città capitale delle isole Filippine, sulla costa occidentale dell'isola Luzon, alla foce del fiume Pasig. Comprende le provincie di Bataan, Bulacan, Cavite, Nueva Ecija.

Ha una superficie di 2233 kmq. con una popolazione di 2.120.590 ab. dei quali 1.749.316 cattolici. Conta 117 parrocchie servite da 157 sacerdoti diocesani e 332 regolari, un seminario, 27 comunità religiose maschili e 76 femminili (Annuario Pont., 1951, p. 263).

Il fiume Pasig divide la città in due parti; quella a sud fu fondata nel 1575 dagli Spagnoli che l'occuparono dopo la scoperta fattane da Magellano e la fortificarono. Fu più volte attaccata dagli Olandesi che ne tentarono anche il blocco nel 1624. Più tardi fu molestata dagli Inglesi (1762). Alla fine del sec. XIX, con a capo J. Rizal, gli indigeni si sollevarono; nel 1896, in seguito alla guerra ispano-americana, gli Spagnoli si arresero nell'ag. 1898 e fu proclamata l'indipendenza con M. capitale. In seguito alla guerriglia gli Stati Uniti l'occuparono; con la Costituzione del 1935, emendata nel 1940, le Filippine divennero indipendenti il 4 luglio 1946.

Il primo vescovo di M. fu il domenicano D. di Salazar (1579-94) a cui successe il francescano I. de Santisbans (1595). La diocesi fu creata dal papa Gregorio XIII il 6 febbr. 1579 quale suffragana dell'arciidiocesi del Messico, donde ne fu separata

del numero dei segni zodiacali; ma anche le altre stelle associate con le zodiacali possono dare influssi parziali; il quarto descrive le influenze che emanano da ogni astro, sia sugli individui (temperamento, attitudini, professione, fortuna o sfortuna) sia sulla terra (clima, razza, civiltà, stagioni, maree, ecc.); il quinto è dedicato alle costellazioni extrazodiacali che spuntano insieme al segno dello Zodiaco: p. es., con il segno zodiacale del Leone spunta la costellazione del Cane e chi nasce sotto questa sarà violento e litigioso.

Tutto il poema è a fondo panteistico e di ispirazione rigorosamente deterministica. I fatti reggono il mondo con legge immutabile e il destino degli uomini è fissato fin dal momento della nascita «nascente morimur, finisce ab origine pendet» (Astron., IV, 14-22).

Meglio di un’inutile ribellione, vale dunque, secondo M., imbeversi di scienza astronomica, la sola che, insegnando a sottometterci alla legge cosmica, ci affrancherà dal peso del destino.

Si capisce che un determinismo così inesorabile e contrario al sentimento della speranza che sempre vive nel cuore dell’uomo, non poteva trovare accoglienza nel popolo il quale cercò scampo dalla morsa del destino o con la preghiera alla divinità che può soccorrere la miseria del singolo o con le pratiche della magia che pretende con

Article illustration
Manipolo - Dittico d'avorio con console che tiene in mano la mappula (secc. v-vi) - Parigi, Museo di Cluny.