MÉRIDA

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MÉRIDA. - È l'antica colonia Emerita Augusta, città spagnola situata nella provincia di Badajoz alla destra del Guadiana. Nell'epoca romana ebbe grande importanza, essendo capitale della Lusitania e sede di una diocesi, ora scomparsa.

Il suo primo vescovo conosciuto, un certo Marziale, apostato sotto Decio nel 250. Fu allora che s. Cipriano tenne un Sinodo africano per punire Marziale e sconfessarlo nella sua Ep. 67. Dopo Marziale la lista dei vescovi di M. giunge fino a Massimo nel 759 nel cui tempo gli Arabi occuparono la città. Prima essa aveva visto le incursioni degli Alani (409) e degli Svevi (439). A M. fu proclamato s. Ermenegildo contro suo padre Lcovigildo. In quel tempo M. ebbe dignità di metropoli con 12 suffraganee; la perdette nel 1120 in favore di Santiago. L'ultimo Sinodo tenuto a M. ebbe luogo il 6 nov. 666. Si sa anche che Oronzio, vescovo di M., sottoscrisse ai Concili di Toledo del 646 e 653.

ARCHEOLOGIA. - Prudenzio descrive la basilica di S. EULOGIA (v.) di M. a tetto dorato con le pareti rivestite di marmi preziosi e pavimento in musaico (Peristephanon, 3). Il vescovo Fedele migliorò ancora l'edificio (560-71). La chiesa attuale di S. Eulalia è una ricostruzione eseguita dopo la riconquista (1229). È a tre navate con transetto. Durante il periodo visigoto M. contava più di sei basiliche cristiane (Z. García Villada, Historia eclesiástica de España, II, II, Madrid 1933, p. 225). Una delle basiliche di tale periodo è stata identificata nel luogo dove è l'attuale prigione. Presso il teatro romano è una casa trasformata in basilica cristiana tra il IV e il V sec. (J. R. Mélida, Excavaciones de M., in Archeologia Española, 4 [1929], pp. 189-90).

Oltre il vescovo Marziale e il diacono Elio, ricordati da s. Cipriano (Ep. 67) alcuni nomi del clero di M. sono stati tramandati dalle iscrizioni. Così si conoscono un vescovo di nome Zenone (G. B. De Rossi, Inscriptiones Clurist. urbis Romae, II, I, Roma 1887, p. 256); un presbitero Orbanus dell'anno 518 (J. R. Mélida, Catalogo monumental de España, Provincia de Badajoz, II, Madrid 1912, p. 29, n. 2043); un diacono Ippolito dell'anno 508