Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Letterature

MEREZKOVSKIJ, DMĪTRIJ SERGĒEVIC

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Noto anche come: inglese: Dmitri Merezhkovsky, Dmitry Sergeyevich Merezhkovskii; francese: Merejkovsky

MEREZKOVSKIJ, DMĪTRIJ SERGĒEVIC. - Poeta, scrittore e saggista russo, n. a Pietroburgo il 14 sg. 1865, m. a Parigi il 15 dic. 1941. Di notevole importanza storico-culturale per l'influsso che esercitò sulle lettere del suo paese fra il 1893 e il 1905; decadente per il gusto e l'intonazione della sua opera, va tuttavia considerato uno degli iniziatori del simbolismo russo, cui dette un indirizzo fondamentalmente mistico.

Esordì nel 1888 con Poesie, rivelandosi discepolo di Nadson, ma nel 1892, in una seconda raccolta di versi, Simboli, già preannunciava quella poetica che codificò poi nel saggio Sulle cause della decadenza e sulle nuove tendenze della letteratura russa contemporanea (1893). In opposizione al « volgare realismo utilitario » della critica positivistica, M. proclamava un nuovo idealismo i cui principi, in arte, erano: stile simbolico, contenuto mistico, raffinatezza formale. La concezione mistica di M. si basa su di un rinnovamento della religione cristiana attraverso un sincretismo di paganità e cristianesimo. Vi si contempla un ciclo escatologico di tre fasi o regni: del Padre (Vecchio Testamento), in cui la verità si è rivelata come forza di Dio; del Figlio (Nuovo Testamento), in cui la verità si manifesta come amore; dello Spirito Santo (Terzo Testamento), in cui la verità dovrà avverarsi come libertà. Fra i tre regni del Creatore, del Redentore e del Liberatore, v'è l'interregno dell'Anticristo: l'Avvento di Cam, il « trionfo di Smedjakov » o della volgarità. La teoria dei tre regni, interpretazione mistica della triade hegeliana, è sviluppata in Cristo e Anticristo, trilogia di romanzi storiosofici: La morte degli dèi: Giuliano l'Apostata (1893, vers. it. Milano 1901), La rinurrezione degli dèi: Leonardo da Vinci (1902, vers. it. ivi 1913), L'anticristo: Pietro ed Alessio (1905, vers. it. Torino 1932), i cui protagonisti, come in ogni opera di M., sono figure emblematiche incarnanti tesi e antitesi. Una seconda trilogia è costituita dal dramma Paolo I (1908; vers. it. Milano 1921), e dai romanzi Alessandro I (1911) e 24 dicembre (1917). Sia la costruzione architettonica, come quella psicologica e stilistica poggiano in M. su un principio di polarità, di enfatica contrapposizione di opposti, su antilogismi e antinomie. Anche nella indagine critica M. portò le sue concezioni mistiche, e vide in L'ermontov l'Annunciatore, il Battista; in Püskin la conciliazione dello spirito pagano con il cristiano; in Gögöl l'eterna lotta con il diavolo; in Tolstoj e Dostoevskij, rispettivamente il « criptoveggente della carne » e il « criptoveggente dello spirito ». Il saggio Tolstoj e Dostoevskij (1901) è forse l'opera più duratura di M.

Alla divulgazione del suo pensiero contribuirono, oltre le opere, una rivista da lui diretta, Novyj pus' (La nuova via) e un cenacolo di Riunioni filosofico-religiose che egli fondò a Pietroburgo con la moglie (la poetessa Z. Hippius). V. Rozanov, N. Minskij e D. Filosofov. Dopo i moti del 1905 abbandonò il suo atteggiamento di fautore dello zar, « unto del Signore », per passare alla fronda borghese, sostenendo che « l'autocrazia viene dall'Anticristo »; ma a partire dal 1909, allarmato dall'indirizzo assunto dalle correnti progressiste, ripiegò a destra. Il 1917 lo trovò avversario inconciliabile del comunismo, « regno dell'Anticristo ». Passato all'emigrazione visse a lungo in Francia. Fra le sue ultime opere sono il romanzo La nascita degli dèi (1925) e lo studio su Dante (1937).

Bibliografia5 opere
BIBL.: Opere, 17 voll., Pietroburgo 1911-13; Mosca 1914. Gli ultimi scritti sono usciti in varie epoche a Praga e Parigi. C. Lundberg: M. und sein neues Christentum (trad. W. Groeger), Berlino 1922; V. Pozner, M., in Littérature russe, Parigi 1929; E. Lo Gatto, Storia della lett. russa, 3ª ed., Firenze 1945, v. indice; id., Storia della Russia, ivi 1946, v. indice.

Leone Pacini

IL M. DAL PUNTO DI VISTA CATTOLICO

Per un migliore giudizio sul pensiero del M. dal punto di vista cattolico, servono le sue due opere: Gesù sconosciuto (vers. it., Firenze 1943) e Tre santi: Paolo, Agostino e Francesco di Assisi (vers. it., Milano 1936).

Da essi traspare sempre il concetto del « terzo regno », quello dello Spirito Santo (in cui si ricollega piuttosto con Gioacchino da Fiore [m. nel 1202], Tertulliano e Montano), per cui il M. non pensa ad un cristianesimo né ortodosso, né tradizionale e storico; ma futuro, di là da venire, pienamente soggettivo; per questo proclama che Gesù è ancora ignorato sotto il vero suo aspetto o mal compreso. Ma cerca di dimostrarlo con antitesi e raccostamenti arbitrari e strani (Maria Vergine raffrontata con Venere o Istar, la croce cristiana con quella cretese, la bellezza e l'arte della Grecia con l'ascetismo umiliante del cristianesimo storico) e con affermazioni contrarie alle verità cattoliche (Gesù è generato da Giuseppe; l'adorazione dei Magi, la fuga in Egitto, tutta l'infanzia di Gesù non sono che mito o mistero, ad ogni modo non certo una storia; Tommaso Didimo è il fratello gemello di Gesù, ecc.; Gesù non ha mai conferito nessun primato a s. Pietro, ecc.). Quanto a Paolo, Agostino e Francesco d'Assisi, il forte del suo studio consiste nel presentarli avulsi dalla Chiesa cattolica, specialmente dalle sue dottrine, e seguaci soltanto di un Verbo a loro rivelato personalmente, per cui piuttosto che cristiani nel senso inteso dai cattolici, sono discepoli di Cristo, ma anteriori al cristianesimo; gli uomini viventi nella Chiesa hanno del Vangelo solo una conoscenza servile ed esteriore, mentre Paolo, Agostino e Francesco intendono il Vangelo come scienza interiore e libera, dettata direttamente da Cristo. Il che equivale al concetto espresso dal M. che non la Chiesa proviene dal Cristo, ma il Cristo dalla Chiesa, che ne ha plasmato il Vangelo. Senza dire che il credere ad una terza Chiesa, dello Spirito Santo, è contrario alla dottrina della indefettibilità dell'unica sola e vera Chiesa di Gesù Cristo. Anche dal punto di vista morale qualche riserva si impone. G. Florovskij (op. cit. in bibl.) osserva che non solo il M. cercava di santificare e trasfigurare la carne, ma anche di « santificare la carne non trasfigurata ».

Bibliografia4 opere
BIBL.: N. von Arseniew, Die russische Literatur der Neuzeit u. Gegenwart, Magonza 1929, p. 248 seg.; G. Florovskij, Le vie della teologia russa (in russo), Parigi 1932, pp. 456; N. Berdjasev, Autoconoscenza. Saggio di autobiografia filosofica (in russo), Parigi 1949, p. 147 seg.; B. Schultze, Pensatori russi di fronte a Cristo, II-III, Firenze 1949, pp. 57 seg.

Celestino Testore - Bernardo Schultze

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Di Leone Pacini, Celestino Testore, Bernardo Schultze

Fonte Leone Pacini: firma a stampa; Celestino Testore: letta dalla scansione; Bernardo Schultze: letta dalla scansione

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 718–720.

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Pacini, Leone, Celestino Testore, and Bernardo Schultze. “Merezkovskij, dmītrij sergēevic.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 718–720. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/merezkovskij-dmitrij-sergeevic.

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Pacini, Leone, Celestino Testore, and Bernardo Schultze. “Merezkovskij, dmītrij sergēevic.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 718–720. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/merezkovskij-dmitrij-sergeevic.

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