NATAN da ROMA. - Lessicografo ebreo, vissuto a Roma nel sec. XI, m. nel 1106. Fu contemporaneo del talmudista Isacco da Fez (al-Fāṣī) e del grande commentatore Rašī (v.).
L'opera di N., 'Ārīkh (« Preparato ») si stende su tutta la letteratura talmudica, gaonica (v. GE'ONIM) e sciriore. Fu pubblicata a Pesaro nel 1517; ristampata anastaticamente a Berlino nel 1927; ripubblicata da A. Kohut a Vienna nel 1878 e sgg.; infine edita con Additamenta da S. Krauss a Vienna nel 1937.
Nella sua opera N. ricorre per confronti o spiegazioni a varie lingue (arabo, persiano, greco, latino, italiano, provenzale; lingua « grammatica » non significa nell'uso che ne fa N. « latino », ma greco). Preziose sono le citazioni di passi di opere dimenticate o perdute. Lo 'Ārīkh divenne ben presto, e si conservò, uno strumento di lavoro di prim'ordine. I primi additamenta all'opera sono dovuti al medico Beniamino Mussafia (Amsterdam 1655). Ne redasse insieme ai fratelli, oppure da solo, responsi in materia talmudica.