RAPPRESENTAZIONE. - È il termine di un atto conoscitivo quando questo non sia immediatamente apprensivo e presentativo della realtà conosciuta (corrisponde al termine scolastico specie expressa).
R. è termine generico applicabile all'immagine, concetto (v.), ALLUT, JEAN (v.). Diversa è, conoscenza (v.), la funzione, l'importanza, il valore che si attribuisce alla r. Secondo una teoria che domina gran parte della filosofia moderna la conoscenza termina sempre e soltanto a r.; da queste si dovrebbe, poi, secondo alcuni (p. es., Descartes, Locke, Kant, positivismo; V. a queste
voci) inferire l’esistenza di realtà in sé; mentre per altri, p. es., SCHOPENHAUER, ARTHUR (v.) «il mondo è la mia r.» (Die Welt als Wille und Vorstellung, I, § 1). Secondo altre filosofie (Galluppi, Husserl, alcuni neoscolastici), invece, la conoscenza è originariamente apprensione o presenza di una realtà, e la r. è solo il mezzo con il quale in certi casi (anche se nella maggior parte dei casi) perveniamo a conoscere realtà non immediatamente presenti.