SEMPLICE

SEMPLICE. - È ciò che non ha parti e non è pertanto divisibile.

Poiché la indivisibilità è unità (« nihil enim est aliud unum quam ens indivisum »: s. Tommaso, De verit., q. 1, a. 1, c.) e l'unità è convertibile con l'essere (« Unum... convertitur cum ente »: id., De potentia, q. 9, a. 7), la

semplicità o indivisibilità è una perfezione o qualità positiva; ma poiché la conoscenza umana ha inizio dall'esperienza del mondo corporeo, e il corpo è composto, il concetto di s. si ha per negazione della partibilità o composizione: esso è quindi relativo a quello delle parti negate. Assolutamente s. è ciò che non ha parti affatto, ciò che è tutto e puro essere, atto puro: Dio (v.). Ogni ente finito, anche se spirituale, comporta invece una composizione di atto e di potenza (secondo il tomismo, di esistenza e di essenza). La realtà spirituale è però relativamente s. in quanto non ha parti quantitative; e questa semplicità procede, sempre nella concezione tomistica, dal non avere composizione di parti essenziali (materia e forma): dall'essere cioè pura forma. Il corpo, composto di materia e forma, è esteso e come tale composto anche di parti quantitative.

BIBL.: R. Eisler, Einfachheit, in Wörterbuch d. philos. Begriffe, I, Berlino 1927, pp. 305-306; V. Remer, Ontologia, 6ª ed., Roma 1928, pp. 76-95; C. Giacon, Atto e potenza, Brescia 1947. Sofia Vanni-Rovighi
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“SEMPLICE.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 195. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/semplice.