TOTEMISMO

TOTEMISMO. -

I. DEFINIZIONE, DIVISIONE, ELEMENTI DEL T

Il termine totem (totam, todam, ndodem), è originario della lingua degli Odjibwa (Algonchini), Indiani del Canadà meridionale, e significa la parentela, l'emblema della famiglia, o anche lo spirito protettore personale. Gli studiosi non sono concordi nel determinare quale delle diverse forme di venerazione degli animali e delle cose naturali sia propria del t.; sembra che la definizione più appropriata sia la seguente: il t. consiste in speciali relazioni ideologiche e reverenziali di parentela di un gruppo sociale o di una singola persona con animali, piante, o anche con fenomeni naturali, dalle quali provengono funzionalmente un insieme di prescrizioni e di usi.

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TOTEMISMO - Sepoltura totemistica dei Dakota su piattaforma (America settentrionale) - Roma, Pontificio Museo Missionario Etnologico Lateranense.
(fot. Enc. Cult.)
Si possono distinguere vari tipi di t.: 1) il t. di gruppo o sociale, che si suddivide in: a) t. di clan; b) t. di famiglie, proprio di piccoli gruppi di consanguinei e di gruppi locali; c) t. delle metà di una tribù. 2) Il t. individuale, o personale, che è: a) t. individuale in senso largo; b) la credenza in un alter ego, cioè che un animale o una pianta sia un doppione di se stesso o un portatore di anime. 3) T. dei sessi.

Questa divisione ha solo un valore classificatorio e particolarmente non significa che queste diverse forme di t. debbano essere anche in relazione genetica.

Gli elementi e le caratteristiche, che possono essere più o meno comuni a tutte queste specie di t., sono essenzialmente le seguenti: 1) una costante relazione emozionale, mistica, riverenziale, magica, mitica e parentale di una unità intertribale (clan, gruppo locale, ecc.) o di una persona con animali o cose naturali considerati totem. Il gruppo si trova regolarmente in relazione con tutta una specie di animali o di piante. 2) Il totem è considerato protettore, aiutante, compagno o parente, tuttavia si ha anche timore e paura di lui. Egli possiede spesso forze sovrumane. 3) I nomi e gli emblemi, che si riferiscono al totem. 4) L'identificazione con il totem. 5) Tâbu e leggi di separazione in rapporto al totem (non ucciderlo, non mangiarlo, non toccarlo). 6) Il rituale in relazione al totem.

Altri elementi, che si possono trovare accessoriamente nel t. di gruppo, sono: 1) le interpretazioni e le leggende dei gruppi sull'origine dei totem: a) l'origine del totem, cioè il gruppo della parentela si ritiene proveniente direttamente o indirettamente dal totem. Se il gruppo umano e la specie animale hanno gli stessi antenati, il t. si chiama «t. di gemelli». b) Gli avvenimenti e le esperienze dell'antenato del gruppo con il totem, che fu suo aiutante o amico, oppure dal quale ebbe a soffrire. 2) L'esogamia e determinate relazioni matrimoniali dei gruppi. 3) La tradizione ereditaria del totem nel gruppo, che può essere patrilinea o matrilinea. 4) I gruppi del totem con i nomi (che direttamente o indirettamente si riferiscono al totem), con gli emblemi o simboli totemici e con i tâbu comuni del totem. 5) Le associazioni e le coordinazioni dei totem in base ad analogie reali o fittizie o per altre regioni. Perciò si parla di «totem multipli» (più totem in un gruppo) e di «totem articolati», cioè principali e secondari.

Questi vari elementi e caratteristiche del complesso totemico non esistono sempre tutti insieme presso i singoli popoli, né l'assenza di certi elementi caratteristici significa sempre una decadenza del t. La venerazione di determinati animali o di cose naturali esistenti presso tutta una tribù, come il culto dell'orso, del bue, ecc., non rientra nell'ambito del t., perché forme di culto e credenze di altra natura possono fondarsi su determinate figure di capostipite e esseri mitici in forma animale, di divinità ed esseri superiori con caratteri animali, di animali astrali, ctonici e sacri. La designazione di «t. di tribù» è al più solo allora giustificata, quando si dimostri che la formazione dei gruppi tribali proviene dai clan totemisti dei tempi passati. In ogni caso l'essenziale del t. sociale è nella divisione della tribù in sottogruppi tribali.

II. LE FORME DEL T

a) Il t. di clan. - È la forma più diffusa del t. di gruppo. L'aspetto religioso o ideologico rispetto a quello sociale è talvolta molto ridotto. Questo t. rappresenta per lo più qualche cosa di prettamente profano-sociale, un rigido sistema, in cui solo i nomi, gli emblemi ed i tâbu formali danno al clan una vernice totemistica. Il sentimento di parentela e l'esogamia di clan che ne proviene, non sono sempre determinati dalla credenza in una discendenza dal totem, ma sono spesso fondate solo su una consanguineità reale o fittizia, che per sé non ha niente a che fare con il t. Ma il totem che unisce il gruppo, può dare al sentimento di parentela o alla solidarietà del gruppo una speciale sanzione. Il t. di clan però è solo una delle possibilità per le coordinazioni delle idee della credenza e dei gruppi sociali.

I clan non totemici o le sippi (grandi famiglie economiche) possono essere ideologicamente determinate dal possesso comune degli oggetti di culto, dei santuari, delle tradizioni e dalla credenza negli antenati e negli eroi. Presso le singole tribù i clan totemici sono divenuti anche unità rituali complesse, che, secondo i loro totem e i simboli naturali, compiono azioni magiche nell'interesse di tutta la tribù. Con il t. di clan possono essere congiunte anche diverse forme di religione e di cerimoniale, come il culto degli antenati, le rappresentazioni dei morti e delle anime, la credenza in una forza magica, le feste della fecondità, ecc., le quali concorrono ad una trasformazione del sistema totemico. Il t. di clan nelle sue varie forme si trova principalmente presso i popoli agricoltori dell'Africa orientale, del Sudan, delle foreste del Congo, dell'India anteriore, sporadicamente nell'India posteriore e in Indonesia, Micronesia e Melanesia, Nord-America orientale e sud-occidentale, debolmente rappresentato nel Sud-America; è raro presso le tribù dei pastori e presso i popoli cacciatori (Pigmei africani, Australiani, quelli della Siberia occidentale, del Canadà meridionale, del Venezuela e altri). Una speciale forma ha il t. di culto delle tribù australiane, il quale per la sua relazione con gli antenati ed eroi degli antichi tempi, e per i suoi caratteristici miti e canti, i luoghi sacri, gli oggetti di culto, le pitture sulla sabbia e sulle rocce, la drammatizzazione delle azioni degli antenati totemici, i riti per la moltiplicazione e il controllo magico degli animali e delle piante, i luoghi degli spiriti dei figli (la credenza dell'origine preternaturale dei figli dagli antenati totemici) rappresenta un fenomeno più che mai complesso, ma secondario. Un simile t. di culto esiste anche in Melanesia.

b) Il t. delle metà di una tribù. - Spesso i clan totemici delle due metà di una tribù o di un villaggio, le quali sono per lo più esogame e antagonistiche e di discendenza matrilinea, possono avere caratteristiche totemiche (il dualismo animale). Il sistema duale totemico può esistere anche senza la divisione del clan. Il carattere totemico di queste metà è per lo più debolmente formato. La connessione dei sistemi di metà con i clan totemici portò spesso ad un ampliamento della tendenza insita già nel t. di clan, di

coordinare gli animali e le cose naturali secondo determinati punti di vista, che in questa forma di t. è volta principalmente al principio duale. Quindi, secondo le metà e i clan vengono simbolicamente divise tutte le cose e le forze della natura, i corpi celesti e le regioni del cielo, che sono ritenuti importanti, sicché l'organizzazione della tribù rappresenta una figura del cosmo e ogni clan è considerato simbolicamente e magicamente una parte della natura.

c) Il t. delle famiglie e dei gruppi locali. — È più raro, esiste principalmente presso le tribù australiane, e in alcune regioni dell'Africa e dell'America settentrionale. Nella maggior parte dei casi si tratta delle forme più antiche del t. di gruppo, oppure di forme locali e particolari, le cui componenti sono talvolta ben distinguibili. Vi si possono trovare punti di appoggio per la questione dell'origine del t. di clan.

d) Il t. individuale. — Consiste in genere in una stabile relazione di amicizia e protezione tra una persona e un particolare animale o cosa naturale, relazione fortemente accentuata sotto l'aspetto emozionale, mistico e magico. Il totem individuale confense generalmente al suo possessore forze e attitudini speciali. Il t. individuale ha un rafforzamento nella credenza dell'alter ego, che consiste in un legame tra un uomo e un animale o una cosa naturale, un legame di vita e di destino, il quale è tanto intimo e reciproco, che il male, la malattia o la morte di uno è il male, la malattia o la morte dell'altro. Naturalmente questi totem diventano tabù severi in modo speciale. I totem personali di questa specie sono principalmente i totem dei maggiorenti delle famiglie e dei gruppi, cioè dei capi, dei medici-stregoni e di altre persone socialmente importanti. Un ulteriore sviluppo delle idee del t. individuale si possono ritenere i totem « reali » dei sovrani dei regni negri dell'Africa orientale, dove il re o il principe sono legati principalmente con animali insigni rapaci, carnivori, come il leone, il leopardo, ecc. Verosimilmente la venerazione degli animali, nei distretti dell'antico Egitto, si riallaccia ad un vecchio t. individuale dei principi locali. Nello sciamanesimo si constata spesso anche un t. individuale: gli spiriti ausiliari degli sciamani sono talvolta totem personali nel senso di un alter ego. Alle volte esiste la tendenza di trasmettere il totem individuale anche in eredità: da ciò si può avere un indizio dei totem legati a gruppi sociali. Il t. individuale è ampiamente diffuso. Esiste sia presso le tribù dei semplici cacciatori come pure degli agricoltori e dei pastori. È penetrato qua e là anche nelle culture superiori e si trova anche in credenze popolari dell'Europa. Il t. personale, nella sua espressione come credenza in un alter ego, è fondato principalmente su una speciale concezione dell'anima umana, che, anzitutto come « ombra » o « anima esteriore », può essere legata misticamente con animali o cose naturali; su ciò sembra basarsi la stretta connessione di destino tra il singolo uomo e il singolo animale. L'alter ego scaturisce forse nei più occulti meandri dell'anima umana.

Con il t. individuale si collega talvolta la credenza in spiriti protettori che si riscontra presso gl'Indiani nord-americani, secondo la quale si può avere uno spirito protettore personale attraverso le visioni o i sogni ottenuti dai digiuni o dalle meditazioni fatte in solitudine. Ma ciò non sembra sempre giustificato, perché, pur esistendo spesso tra i due fenomeni larghe analogie, tuttavia essi devono essere tenuti come essenzialmente diversi. L'essenza del t. individuale è in un animale, oppure in una cosa naturale concreta, mentre la credenza in uno spirito protettore in senso stretto consiste nell'avere un essere spirituale, che può apparire anche nella forma di un animale o di un oggetto naturale.

e) Il t. dei sessi. — È principalmente delle tribù dell'Australia orientale e sud-orientale. Gli uomini e le donne hanno un proprio totem diverso, per lo più un uccello, che ha un significato principalmente nelle iniziazioni e nei giuochi antagonistici. Vi esiste una certa relazione con il t. individuale e l'idea dello spirito dei figli. Una forma del t. dei sessi, forse quella iniziale, si trova presso i pigmei dei Semang di Malacca.

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TOTEMISMO - Gufa scolpito in legno (totem) proveniente dal sepolcro di un indiano canadese - Roma. Pontificio Museo Missionario Etnologico Lateranense.
(fot. Enc. Catt.)

III. IL SIGNIFICATO STORICO-CULTURALE E STORICO-RELIGIOSO DEL T

Vale anche oggi il risultato, cui giunse l'etnologia storica, che il t. non appartiene al patrimonio culturale della più antica umanità e che non costituisce uno stadio generale dello sviluppo culturale di tutti i popoli (come era ritenuto dall'evoluzionismo). La grande massa dei popoli etnologicamente più arcaici non ha alcun tipico t. di clan. Parimenti l'opinione che il t. fosse alla base della società (esogamia) e della religione, anzi che questa ne fosse provenuta (Robertson-Smith, Durkheim, « complesso di Edipo » di S. Freud), ha trovato piena confutazione nelle indagini soprattutto di W. Schmidt, F. Boas, R. Lowie ed altri.

La prima formazione del t. di clan si ebbe in ogni caso in tempi molto lontani, verosimilmente già presso quelle tribù, dove gli uomini erano ancora cacciatori, quando le donne praticavano già un'agricoltura semplice. Allora si ebbe una maggiore stabilità, che creò le condizioni per cui dai piccoli gruppi famigliari e locali dei cacciatori e raccoglitori arcaici giunsero a formarsi gruppi di parentela (sippi, clan) ordinati unilateralmente, che poi ricevettero in parte un'impronta totemista. È certo che i totem dei clan furono originariamente animali e che totem di piante, cosmici e di altre specie sono di origine posteriore. Quanto poi alla questione se il t. di clan debba riportarsi ad un'unica origine nel senso del « ciclo culturale totemista » dei Gräbner e di W. Schmidt, o se sia sorto più volte indipendentemente in luoghi e tempi diversi, è un problema, che non si può ancora risolvere con sicurezza. Ma dalle recenti ricerche (Baumann, Haekel), buon numero d'indizi lascia propendere più per quest'ultima possibilità. Il t. di clan si trova in civiltà spesso fondamentalmente diverse, perciò non è più possibile dire quali siano stati gli elementi culturali originari di questo. Il ciclo culturale totemista costituito da Gräbner, e perfezionato da W. Schmidt, secondo cui il t. per prima volta sarebbe sorto nella cultura di una tribù, oggi per molte ragioni non è più sostenibile. A questo ciclo culturale furono, tra l'altro, assegnati i seguenti elementi: la caccia superiore, la lancia e le armi bianche, il gettalancia, la casa con tetto a cupola, prefe-

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(fot. Enc. Cait.) TOTEMISMO - Maschera totemistica della Nuova Guinea - Pontificio Museo Missionario Etnologico del Laterano.
di clan mostrano un'accentuata posizione dell'uomo rispetto alla donna. Si deve all'organizzazione di clan, se presso i popoli totemisti con un più ricco patrimonio culturale si siano potute sviluppare in più ampia misura le specializzazioni artistiche e artigiane nei singoli gruppi totemici. Questa tendenza però si constata anche presso le tribù con clan senza t. Il t. di clan mostra la sua più ricca formazione principalmente nelle cosiddette « culture medie ». Queste sono civiltà con l'agricoltura e la caccia o pesca, talvolta con l'allevamento del bestiame, le quali storicamente stanno tra le civiltà arcaiche dei singoli cacciatori e raccoglitori e le altre civiltà superiori incipienti. Una simile opinione fu espressa da J. G. Frazer, tanto benemerito per le ricerche sul t., già nel 1910. La maggior parte delle civiltà pastorali dimostrano generalmente meno tendenza al t. di clan; nelle alte civiltà iniziali il t. di clan, se eventualmente già esisteva, o finisce del tutto, o viene profondamente trasformato.

Gruppi totemici famigliari e locali si poterono formare sino in seno alle civiltà dei cacciatori; ma anche nelle civiltà agricole talvolta si verifica una trasformazione totemista di piccole società locali e di parentela. Il t. individuale insieme alle credenze dell'alter ego e all'idea dello spirito protettore, la quale è in parte affine ad esso, ma non identica, sembra più antico del t. di gruppo, dato che può esistere anche presso tribù di semplici cacciatori. Il t. individuale però poté continuare ad esistere in tutte le forme di civiltà, comprese quelle alte. Data la spiccata unicità e relativa uniformità dei fenomeni del t. individuale si può forse con buone ragioni ammettere un'unica origine, benché non se ne abbia una piena evidenza. Da parecchi indizi risulta che il t. di gruppo o di clan in alcune regioni giunse a formarsi dal t. individuale per il fatto che il totem individuale di un capo di famiglie o di gruppi locali, o di un antenato fu ereditato dai suoi discendenti e il rispetto verso di esso divenne obbligatorio per tutto il gruppo. Vi sono però anche altre possibilità di origine del t. di clan.

Lo sfondo ideologico e religioso del t. è indubbiamente in una visione del mondo animale (il protototemismo del Baumann), che era ed è propria soprattutto dei popoli spiccatamente cacciatori. Queste tribù o non hanno alcun t. di gruppo o lo hanno sviluppato od acquisito solo più tardi. L'interesse di questi cacciatori è rivolto completamente agli animali, cui si sentono legati in molteplici relazioni ideologiche e religiose pervase di forti emozioni.

renza per le opere artistiche e per la specializzazione artigiana, il patriarcato, le case degli uomini e della gioventù, le classi di età, la sepoltura su piattaforma (disseccamento del cadavere), il culto del sole, accentuata magia. La tesi della vecchia etnologia storica, che il matriarcato specifico sia originariamente indipendente dal t., risulta valida anche oggi, tuttavia è sempre possibile che, data un'origine poligenetica del t., vadano congiunte con i clan anche tendenze matriline, pur senza una trasformazione di matriarcato.

Da tutto l'insieme appare, tuttavia, che la maggior parte delle tribù con il t.

Queste relazioni si manifestano principalmente nelle seguenti idee e pratiche: l'animale come aiutante e compagno; la parentela tra l'animale e l'uomo; le speciali forze degli animali che l'uomo cerca di appropriarsi; trasformazioni dell'animale; l'entrata dell'anima totemica nell'animale; reincarnazione nell'animale; il patrono degli animali; gli spiriti ispettori degli animali; il capostipite della tribù considerato animale; la riconciliazione della selvaggina uccisa; la conservazione delle ossa degli animali, affinché da esse sorga nuovamente le selvaggina; pantomime animali; la magia della caccia in varie forme.

Queste idee e pratiche non sono ancora in alcun modo sistematizzate e variano nel loro valore e significato presso le singole tribù. In fondo si tratta però di un complesso unitario dei cacciatori superiori, il quale può essere seguito e rintracciato fino al paleolitico superiore dell'Eurasia e dell'Africa. Si deve però rilevare, che questo « animalismo » non forma tutta la religione di questi cacciatori. Esso appartiene principalmente alle sfere « inferiori » dell'attività religiosa, limitata al campo della caccia quotidiana, attività orientata fortemente verso la magia. Vi è anche in parte, come sopravvivenza di uno strato culturale più antico, la credenza in un Essere Sommo, o in una figura del Signore e distributore degli animali quali mezzi di sostentamento, come pure in un capostipite della tribù e portatore della civiltà. Dal più forte orientarsi verso gli esseri inferiori, gli animali ecc., la credenza nel Gran Dio acquista per lo più un carattere di ozoisità. Può avervi il suo influsso anche la credenza in una forza o potenza universale (dinamismo), che per lo più dovrebbe essere considerata come una emanazione dell'Essere Sommo, ma può essere concentrata specialmente nella selvaggina e in determinate cose naturali e negli uomini. Sarebbe però errato, come talvolta avviene, parlare in questo caso di una credenza in una forza « preanimistica », come se non esistesse già l'idea della anime o una semplice animazione o antropomorfismo degli animali e delle cose naturali. Benché non si possa fare sempre una netta distinzione tra credenza nella forza e credenza nello spirito, tuttavia non vi è alcuna ragione di parlare di una religione preanimistica.

Ora, queste idee magiche e religiose dei cacciatori superiori costituiscono il fondamento per la formazione delle varie forme del t. In genere si può dire che il t. nel corso della storia della civiltà non ha dato alcun contributo degno di nota alla religione dell'umanità. Esso si restrinse, in quanto aveva conservato elementi religiosi, soltanto a certe sfere del preterumano, senza influenzare in più larga misura il mondo delle potenze superiori.

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TOTILA - T. visita s. Benedetto a Montecassino. Dipinto di Francesco di Giorgio e Neroccio di Lando (1472) - Firenze, Galleria degli Uffizi.
(fot. Alinari)
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Cite this article

“TOTEMISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 251. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/totemismo.