URBANO I, PAPA, santo. - Successe a Callisto (m. nel 222) e governò la Chiesa per ca. 8 anni fino al 230. Dall'autore del Liber Pontificalis è detto romano, figlio di Ponziano, morto il 19 maggio e sepolto nel cimitero di Pretestato.
Effettivamente in questo cimitero era seppellito un U. detto «confessore», ricordato dal Papiro di Monza e dagli Itinerari del sec. VII (la Notitia ecclesiastrum aggiunge anche «vescovo», forse sulla tradizione del Lib. Pont.). Il Papa fu sepolto nel cimitero di Callisto; nella cripta dei papi il De Rossi trovò un frammento di coperchio di un sarcofago con le lettere OPPIANO E (PASSO
URBANO I - URBANO III
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Montfort, egli indugia a pronunciare la scomunica. L'abilità del Papa si mostrò nel modo con cui seppe minare gli intrighi dell'antipapa con la Chiesa greca. Insomma, U. II si guadagnò la simpatia dei principi, il che gli permise di attaccare Enrico IV. La lotta da principio si presentò sotto cattiva stella. L'offensiva scatenata dall'Imperatore contro i possessi della contessa Matilde nell'Italia settentrionale si annunciava vittoria; padroni dei castelli, che cadevano l'uno dopo l'altro nelle loro mani, gli imperiali sembravano pronti a invadere la Toscana. U. II non poteva contare sull'aiuto dei Normanni contro gli invasori e non aveva altra risorsa che rifugiarli nell'Italia meridionale. Ma la contessa Matilde salvò con il suo coraggio la situazione che sembrava disperata; la resistenza opposta da lei nel castello di Canossa obbligò Enrico IV a ritirarsi. Frattanto Roma restava ancor sempre occupata dagli scismatici e il Papa non disponeva di denaro per guadagnarsi il capitano che custodiva il Laterano. Il necessario gli venne fornito dall'abate di Vendôme (1094) e la sua resa fu facilitata.
Vittorioso, U. II cambiò totalmente tattica. Ristabilì i legati permanenti, radunò assemblee conciliari, restaurò la disciplina ecclesiastica. In autunno scomunicò Enrico IV, Clemente III e anche il Re di Francia (16 ott. 1094). Egli stesso percorse la Francia per vegliare alla applicazione delle riforme proclamate nel Concilio di Piacenza. Poi, il 18 nov. 1095, aprì a Clermont una grande assemblea dei vescovi della cristianità. Dopo la promulgazione di una legislazione consona alle idee gregoriane, il Papa prese all'improvviso una decisione: poiché i signori non cessavano dal dichiararsi guerre fratricide, egli si spingeva alla conquista della Terra Santa. Così fu lanciata in Occident: l'idea della Crociata. Di essa non prenderà il comando un re, ma Ademaro di Montel, vescovo del Puy, buon conoscitore della Palestina, in qualità di legato. U. II fece anche di più; organizzò egli stesso la spedizione, trattò con i Genovesi affinché prestassero le loro navi per la traversata e percorse il mezzogiorno della Francia e l'Italia, predicando e facendo predicare la Crociata. Morì il 29 luglio 1099, nel Palazzo di Pierleone, accanto alla chiesa di S. Nicola in Carcere, senza aver potuto conoscere la notizia della presa di Gerusalemme (15 luglio). Il suo culto fu confermato da Leone XIII il 14 luglio 1881.