dell'Ouvèze, oggi nell'arcidiocesi di Avignone in
Francia.
Fu l'antica capitale del paese dei Voconti; divenne
forente residenza dei Romani che vi costruirono teatro,
terme, acquedotti e un ponte ancora in uso. Il cristiane-
nesimo è testimoniato dai suoi vescovi e dai suoi monu-
menti. Fu saccheggiata dai Barbari, rifiutò nel sec. XI
grazie ai suoi vescovi che però furono combattuti nel
VAISON - Chiestro della Cattedrale (sec. XII, restaurato nel sec. XIX).
sec. XII dai conti di Tolosa, che eressero un castello sulla collina situata sulla riva sinistra dell'Ouvèze intorno a cui si venne formando la città feudale nei secc. XIV e XV, abbandonando a poco a poco la sponda destra dove solo nel sec. XVIII ripresero le costruzioni con i conventi dei Cordiglieri e dei Domenicani.
L'amministrazione pontificia del Contado Venoso assicurò prosperità alla cittadina fino alla Rivoluzione franco, che si espresse anche la diocesi. Primo vescovo sembra sia stato quel Daphnus che intervenne nel 314 al Concilio d'Arles (G. Morin, Un écrit de st Césaire d'Arles renfermant un témoignage sur les fondateurs des églises de Gaule, in Revue bénédictine, 46 [1934], pp. 190-205). Il vescovo Auspicio figura ai Concili di Riez del 439, di Orange del 440, di V. del 442; gli successe Fonteio nel 450, che viene ricordato in documenti del 451 e 463 (Jaffé-Watt, tenbach, 479, 557) e da Sidonio Apollinare nel 475 (Ep., VI, 7; VII, 4); poi Gemello che fu nel 517 al Concilio di Epoca, Alezio che intervenne ai Concili provinciali degli anni 527, 529, 533 e a quello di Orléans del 541; quindi Teodosio; Quirino che fu al Concilio di Parigi del 579; Artemio presente ai Concili di Mâcon nel 581 e di Vayence nel 584; Vincenzo a quello di Parigi del 614; Prunio a quello di Chalon-sur-Saône nel 650; egli fondò il monastero di Grasellum (Groseau); il vescovo Elia figura nell'879 tra i presenti alla riunione di Mantille. Fra i vescovi in età più recente è da ricordare il dottor F. M. Suárez (1665-66), m. in Roma il 7 dic. 1677, notevole raccoglitore di iscrizioni cristiane di Roma (cod. Vat. lat. 9136, 9140; Barb. lat. 1804, 2109, 3017, 3084; Chis. I, VI, 205 sgg.; cf. A. Silvagni, Inscr. Chr. Urbis Romae, nova series, I, Roma 1922, pp. XLIX-L).
L'antica cattedrale Notre-Dame sorge su una antireforme costruzione del sec. VI o VII formata da un edificio a tre navate terminanti in tre absidi, dove gli scavi praticati da mons. J. Sautel dal 1949-51 hanno permesso riconoscere che la basilica cristiana fu eretta sul luogo dove era stato un grande edificio pubblico romano; l'abside principale e le due laterali poggiano su avanzi di un edificio romano del sec. I di cui restano 23 tamburi di colonne scanalate, avanzi di capitelli corinzi e grossi blocchi di pietra; l'arco trionfale è sostenuto da colonne marmoree romane con basi quadrate e grandi capitelli antichi come i blocchi marmorei del sedile presbiteriale e la cattedra episcopale. Sotto l'altare si è trovata una tomba ricavata in un blocco d'architrave decorato; più oltre si sono trovati altri cospicui fusti di colonne per un totale di 30 e avanzi di intonaco dipinto, tegole ecc. La basilica, rovinata nel sec. IX-X, venne restaurata all'inizio del sec. XI e rifatta alla metà del sec. XII; ma interrotta, venne ultimata nel sec. XIII e decorata; all'esterno della navatella nord fu incisa un'iscrizione che ne ricorda i lavori; da detta navatella si entra nel chiostro a colonne binate, restaurato nel sec. XIX. Nel chiostro, oltre a notevoli iscrizioni cristiane, è un sarcofago cristiano scolpito (Wilpert, Sarcofagi, p. 325). La chiesa, dedicata al vescovo S. Quirino, fu rifatta da mons. G. M. Suárez (1665-66); essa ha una caratteristica abside divisa da sei colonne in forma pentagonale e con due absidine semicircolari all'inizio; mentre all'esterno ha forma triangolare.
Prezioso è il Museo municipale con statue imperiali tra cui un busto in argento; ma molte statue hanno emigrato fino al British Museum, a St-Germain, ad Avignone, a Marsiglia, a Lione, a Nimes, a Grenoble, a Valenza, ecc.