VELI. - I V. che ornavano le basiliche cristiane derivano certamente dall'uso comune nelle abitazioni patrizie e negli edifici pubblici romani.

(per cortesia di mons. J. P. Frutza).
Altri tipi di v., ciascuno con caratteristiche proprie, erano destinati agli intercolunni delle navate (restano talvolta gli uncini di sospensione o gli anelli laterali), al presbitero, all'altare, al ciborio (sono detti anche cortinae e tetracela), al portico, al nartece e alla sacrestia. Si vuole che sia stato Costantino a donare per primo alla chiesa di Costantinopoli V. bordati d'oro. Certo nell'epoca della pace i pontefici fanno dono di ogni sorta di V. (singoli, doppi, quadrupli, ecc.) alle chiese di Roma e dalla precisa descrizione, che ne fa spesso il Liber Pontificalis, è possibile determinare il numero e in parte la qualità stessa dei tessuti.
Circa il numero non sempre detta fonte è precisa: talvolta i vela destinati agli intercolunni sono in quantità maggiore e allora facilmente s'intendono indicati anche per le porte o per il presbiterio o intorno all'altare. Circa la qualità, una fonte preziosa è l'elenco contenuto nella Charta Cornutiana (Lib. Pont., I, p. CXLVII) che enumera donazioni della seconda metà del sec. V. Il papa Adriano I (772-95) offrì 20 V. de stauracim seu tyrea a ciascuna delle chiese titolari romane (Lib. Pont., I, p. 504). Il papa Pasquale I offrì una serie di V. S. Maria in Domnica, a S. Cecilia in Trastevere e a S. Maria Maggiore (ibid., II, pp. 55-56, 61). I vela erano per lo più di lino o di seta, che a loro volta assumevano denominazioni particolari a seconda della purezza del tessuto (linea pura, olosirica = tutta seta), della qualità più scadente (tramosirica, subserica = mezza seta o derivati della seta?) e degli ornamenti applicati (paragaudata = gallonata, loricata, auroclava paragaudata, paragaudata persica, ro-

Una qualità di V. certo più pregiata o di forma diversa dalla comune dovevano essere i paratura, destinati cioè come addobbo nelle grandi feste; e le cosiddette cortinae, che nella loro ricchissima decorazione (cf., ad es.: Lib. Pont., II, 107, n. 9 sgg.) testimoniano dell'alto grado di perfezione delle manifatture orientali.
Direttamente derivate dall'uso liturgico dei v., ma con intenti puramente ornamentali e in sostituzione di quelli veri, sono le grandi decorazioni con finte drappeggiature sulle pareti laterali delle basiliche, nella zona inferiore dell'abside e del presbiterio e nelle calotte delle cupole. Tra i numerosissimi esempi tuttora superstiti in Oriente e in Occidente, valga per tutti quella di S. Maria Antiqua a Roma, dove si ritrova tutta la gamma dei motivi ornamentali che rendeva ancor più preziosa la finezza dei vari prodotti indigeni e d'importazione.