la Cronaca del diacono Giovanni sulla fine del sec. X a. (cf. G. Monticolo, La Cronaca del diac. Giovanni, Perugia 1890). Cronache precedenti non sono che aridi elenchi più o meno attendibili (G. Monticolo, Cronache veneziane antichissime, Roma 1890); il cosiddetto Chronicon Alitinate (ed. MGH, Script., XIV, pp. 1-69) non è che una farragine di diversa origine ed età, di autorità ben limitata. Su questi dati incerti compilò la sua storia Andrea Dandolo, poi doge, la cui autorità comincia con i tempi suoi (sec. XIV; ed. RIS, XII, 1). Marin Sanudo (v. 1), con la sua vita dei Dogi (ibid., XXII, 1) sino alla fine del sec. XV, quando incominciano i suoi famosi Diarii che giungono sino al 1533. Contemporanei a quelli del Sanudo sono i Diarii veneziani di G. Priuli (RIS, XXIV, II, III, 1). Sul finire del sec. XV l'umanista M. Antonio Sabellico compilò una storia di V. in latino a carattere umanista cui tennero poi dietro quelle di Pietro Bembo. Paolo Paruta ed altri a carattere ufficiale, sinché con il sec. XVIII incominciarono gli studi a carattere erudito del Filiasi, del Galliccioli e di altri; si giunse così alla grande opera d'insieme ancora utile: S. Romanin, Stor. document. di V., 10 voll., Venezia 1842-78, poi ristampata. Seguirono le indagini critiche sul periodo delle origini: A. Gröber, Gesch. Venedig bis 1084, Graz 1872, trad. II. di P. Pinton, 1876-78; H. Kretschmayr, Gesch. von Venedig., 2 voll., Gotha 1905-20; W. Lenel, Venetianische-histor. Studien, Strasburgo 1911; R. Cessi, V. ducale, 2 voll., Padova 1928-1931; id., Le republ. di V. e il problema Adriatico, Napoli 1953. Nello stesso libro le storie delle maggiori famiglie e le indagini su periodi episcopali particolari della storia veneziana dovute al Barozzi, al Fulmin, al Della Santa, al Giorno, al Cessi ed altri molti. Buoni compendi quelli di R. Fulin, Breve sommario di stor. ven., Venezia 1914; Ch. Diehl, Une république patricienne, Venise, Parigi 1915; E. Musat, Stor. di V., 2 voll., Milano 1919; A. Battistella, La repubbl. di V. sec. di stor., Venezia 1921. Per la storia letteraria, lavori di complesso: G. Degli Agostini, Notizie istor.-crit. intorno agli scritti. venes., 2 voll., Venezia 1752-54; A. Cicogna, Iscriz. venes., 5 voll., ivi 1824-43 (opera rimasta incompleta); M. Foscari, Della letter. venes., 2 vol. di I. 1854; P. S. Molmenti, La storia di V. nella vita privata, 5 vol., Bergamo s. a. Pio Paschini.
II. IL PATRIARCATO DI GRADO
Le origini ecclesiastiche di V. sono strettamente legate col AQUILA (v.) Grado (v.), e particolarmente di quest'ultimo, costituiti in seguito Tre Capitoli (v.). L'estinzione di quello scisma (fine del sec. VII) non restituì l'unità e il patriarcato di Grado continuò ad esistere nonostante ripetuti tentativi, legali ed anche violenti, da parte di Aquileia. A Grado obbedivano le comunità costituite lungo il litorale e nelle isole del golfo, quando V. ancora non esisteva; quando poi il centro abitato formatosi a Rialto ebbe preso forza ed importanza politica, il patriarca, che veniva scelto costantemente fra le prime famiglie veneziane, preferì abitarvi, causa anche il progressivo decadere di Grado e le mire dominatrici del patriarca-principe di Aquileia. Così il patriarca Vitale IV Candiano (m. nel 1018) fa-ceva soggiorno in V., presso la chiesa di S. Silvestro, data in giurisdizione al patriarca di Grado fin dal 989; senza per questo trasferirvi ufficialmente la sede. Il patriarca Enrico Dandolo (1131-86), costretto a riparare a V. per l'invasione di Ulderico II patriarca d'Aquileia, vi edificò il Palazzo patriarcale, dietro la chiesa di S. Silvestro; palazzo che poi il papa Bonifacio VIII (1294-1303) rese indipendente dalla giurisdizione del vescovo di Castello. Il doge Vitale Micheli II (1156-1172) ricuperò ben tosto Grado, ma lo stesso patriarca Dandolo ottenne nel 1177 da Alessandro III di trasferire la residenza a V. Curia, i tribunali e la ordinaria giurisdizione diocesana, oltre che sulla parrocchia di S. Silvestro, anche su quelle di S. Giacomo dell'Orio. S. Martino, S. Cassiano, S. Matteo di Rialto, S. Bartolomeo, e sui monasteri di S. Maria dei Crociferi e di S. Clemente in isola. Erano facili le interferenze e le contese fra le due autorità, una metropolita e l'altra suffragana, esistenti nella stessa città o per questioni di diritti, forse non bene determinati, o per le mire di qualche patriarca di allargare sempre più entro V. DIOCESI, o per la indisciplina di ecclesiastici che si dichiaravano dipendenti ora dall'uno ora dall'altro, per non dipendere da alcuno. È vero che lo stesso Alessandro III scriveva il 21 gen. 1178 al doge Sebastiano Ziani esortandolo a volersi prestare affinché la sede patriarcale di Grado fosse trasferita a V.; ma il 31 apr. moriva il doge e non se ne parlò più.Morto nel 1451 il patriarca di Grado, Domenico VI Micheli, Niccolò V, con la bolla Regis Aeterni dell'8 ott. 1451, soppresse il vescovato di Castello (Venezia) ed il patriarcato di Grado; unì le loro rendite, diritti, privilegi, oneri, giurisdizioni e costituì il patriarcato di V., Lorenzo Giustiniani (v.), ultimo vescovo di Castello. La provincia ecclesiastica gradense, con i vescovi suffraganei, fu eretta in provincia patriarcale della Chiesa di V. Il 23 dic. la bolla ebbe esecuzione nella cattedrale di S. Pietro di Castello, e ne risultò così il patriarcato di V. che estendeva la sua giurisdizione diocesana sopra tutte le parrocchie della città (ad eccezione di S. Marco che si reggeva come abbazia nullius), sulle parrocchie di Grado e di Latisana, sulla forania del Campardo (Conegliano) che in seguito sarà costituita da sei parrocchie (S. Giovanni Battista di Fior di sopra; S. Lorenzo di Pianzano; S. Vendemiano; S. Martino di Bibano; S. Pietro di Zoppé; S. Giustina di Fior di sotto), sulla curazia di S. Martino di Torre di Mosto, unica superstite della soppressa diocesi di Era-clea o Cittanova, unita al patriarcato di Grado nel 1440; ed in seguito sulla parrocchia di S. Giovanni Battista di Jesolo, risorta dalle rovine dell'antica diocesi di Equilio, soppressa ed unita al patriarcato di V. nel 1466; e sulla parrocchia di S. Giovanni Battista di Gambarare, antica terra dell'abbazia di S. Ilario. La giurisdizione metropolitana si estendeva sulle diocesi della V. martirita (Caorle, Torcello, Chioggia). Eredità ancora il patriarcato di V. ARA, con le sue suffragane di Veglia, Ossero, Arbe, che Adriano IV, con breve del 22 febbr. 1155, aveva assoggettato al patriarca di Grado; giurisdizione sempre confermata dai Pontefici e sempre combattuta dai zaratini; finché col patriarca Gianfranco Morosini (1644) si giudicò migliore consiglio conservare di tale supremazia almeno il solo titolo.
III. LA DIOCESI DI OLIVOLO O CASTELLO
Si vuole che nel 421 sorgessero a Rialto le prime case e la prima chiesa, soggette nello spirituale al vescovo di Padova che trovava, di quando in quando, rifugio nell'isola marittima di Malamocco. Si arrivò in ogni modo nel sec. VIII ad una comunità di venticinque isole con le rispettive chiese. Stabilitosi a Rialto il Castello ducale, presso la chiesa di S. Teodoro, allora patrono principale della nascente comunità, approdato da Alessandria, nell'828, le reliquie di s. Marco, si votò l'erezione di una sontuosa basilica in onore del Santo evangelista, che divenne il patrono principale e, col suo leone, simbolo vivente di V. Oscure sono invece le vere origini del vescovato di Olivolo che aveva la sua giurisdizione sulle isole ed
Venezia - Salone della scuola grande di S. Giovanni Evangelista. Pareti e soffitto con tele ed affreschi dei secc. xvı-xvII; sull'altare statua di S. Giovanni, di G. M. Morlauer (sec. xvili).
il suo centro più verso il mare con la Cattedrale dedicata a s. Pietro ed il battistero al Battista; col 1091 mutò il nome in quello di vescovato di Castello. Non ostante sommose e ribellioni di diversa natura, nel corso dei secoli sorsero nuove chiese, conventi, monasteri, ospedali, opere pie. Fino al 1450 erano già sorte centoquaranta chiese (delle quali sei più non esistevano); senza tener conto delle ricostruzioni che salirono a ben cinquanta nel solo sec. XII.
Le isole realtime, ormai tutte regolate ed unite da ponti, costituivano la città di V., divisa in settanta contrade (parrocchie) con le rispettive chiese, quasi tutte collegiate, unite in cinque gruppi col titolo di filiali con a capo la chiesa collegiata (parrocchiale matrice o battesimale). Il movimento monastico, iniziato con i Benedettini nell'800, e forse prima, e con le Benedettine nel 727, si fa rapido dopo il Mille; e nel 1450 si trovano ventisette Ordini religiosi con quarantaneve case (19 femminili e 30 maschili) e rispettiva chiesa: Benedettine (9), Benedettini (3), Camaldo-lesi (1), Canonici Regolari di S. Antonio di Vienna (1), Canonici Regolari di S. Spirito (1), Canonici Regolari Lateranensi del S. Molavatore di Lucca (1); Canonici secolari di S. Giorgio in Alga (1), Carmelitani della primitiva osservanza (1), Cavalieri di S. Giovanni (1), Cavalieri Teutonici (1), Certosini (1), Cistercensi (1), Crociferi (1), Domenicane (1), Domenicani (2), Eremitane di S. Agostino (7), Eremitani di S. Agostino (1), Eremitani di S. Girolamo di Fiesole (1), Eremitani agostiniani di Monte Orto (1), Eremiti di S. Girolamo (1), Francescane Clarisse (1), Frati Minori (3), Gesuiti (1), Olivetani (1), Servi di Maria (2), Umiliati (1). Dodici ospedali, di cui sette con chiesa propria ed altre chiese non parrocchiali completano la corona di centotrentaquattro chiese che ornavano V. alla metà del sec. XIV; tutte ricche d'arte e di preziose reliquie portate, in gran parte, dall'Oriente. Primeggiava la basilica di S. Marco, ricostruita nel 1063 nella sua forma definitiva. Essa divenne tosto la cappella ducale col suo primicerio ed il suo clero. Nel 1071 si cominciò ad onorarla di opere musee e di preziosi marmi trasportati dall'Oriente, e fu solennemente consacrata l'8 ott. 1094, nel quale anno si scoprì miracolosamente (25 giugno) il corpo di s. Marco del quale si era perduta ogni traccia. Nel 1053 il ponte-fice Leone IX passava per V., di ritorno dalla Germania; dopo la sua morte una chiesa parrocchiale sarà dedicata al suo nome. Nel 1177 Alessandro III si incontrò a V. con il Barbarossa. Non manca qualche contrasto fra la Repubblica ed il Papato, ma le questioni non toccano mai la religione (interdetto del 1309-13 in occasione della guerra per Ferrara). La serie dei suoi vescovi, salvo trascurabili eccezioni, è una serie di santi pastori. Uno, Angelo Correr, cinse il trigesimo col nome di Gregorio XII (1406-16); l'ultimo, Lorenzo Giustiniani (v.), salì agli onori degli altari. V. ha i suoi santi anche fra i fedeli. Il santo doge Pietro Orseolo I (v.) che nel 978 lasciò il dogado per condurre vita solitaria e penitente, m. il 10 genn. 997; s. Gerardo Sagredo (v. GERARDO DI CSANÀD, SANTO); b. Pietro Acatanto, padre dei poveri, mendico per amore di Dio, m. il 26 ag. 1187; b. SALOMONE (v.), domenicano, m. il 31 maggio 1314. Un altro veneziano (Gabriele Condulmer) diveniva papa col nome di Eugenio IV (1431-47) quando Lorenzo Giustiniani saliva al vescovato di Castello (1433) ed in pieno Rinascimento imprimeva a V. un robusto suggello di spiritualità, per cui, nonostante le molteplici insidie, seppe resistere alla propaganda protestante. Il Concilio di Trento viene accettato in pieno nello stesso anno della sua conclusione (1564).
IV. IL PATRIARCATO A VENEZIA
Dalla metà del '400 alla seconda metà del '700 continua il ritmo di erezioni
di nuove chiese (ben quarantacinque) che, unite alle preesistenti, sono modelli impareggiabili di tutti gli stili: dal bizantino al romanico, al gotico, al rinascimento, al barocco, ed in fine al neo-classico. Si sviluppano gli Ordini religiosi già di stanza a V., trovando sempre buona accoglienza quelli di nuova istituzione, come Cappuccini e Cappuccine, Carmelitani e Carmelitane scalze. Carmelitani della congregazione di Mantova, Fatebenefratelli, Filippini, Minini, Minori Riformati, Gesuiti, Mechi, Chiaristi, Somaschi, Teatini, ecc. che concorrono con nobile gara alla vita spirituale della città. Con la soppressione canonica di sette Ordini (Umiliati, 1462; Priorato veneto dei Cavalieri Teutonici, 1592; Canonici Regolari di S. Spirito e Crociferi, 1656; Canonici secolari di S. Giorgio in Alga; Eremitani di S. Girolamo di Fiesole e Gesuiti, 1668) i cui beni vengono devoluti alla Repubblica per le guerre contro i Turchi, V. conta alla metà del sec. XVIII quaranta Ordini religiosi in ottantuno case. Nella prima metà del sec. XVI dànno in città fulgido esempio di carità e fede Gian Pietro Carafa (Paolo IV) e s. Gaetano Thiene; e la nobiltà veneziana dà agli altari Girolamo Emiliani (v.), m. l'8 febbr. 1537, ed il compagno ed imitatore fedele di s. Gaetano, Giovanni Marinoni (v.), m. il 13 dic. 1562. In questa età due interdetti ecclesiastici clamorosi, causati da controversie di carattere politico interruppero le relazioni pacifiche con la S. Sede: quello sotto Sisto IV nel 1483 in occasione della guerra per Ferrara, e quello del 1509 sotto Giulio II in occasione della Lega di Cambrai, che V. chiuse con la sottomissione quando s'accorse del suo errore politico. L'interdetto di Paolo V nel 1605 ebbe maggiore risonanza nella vita pubblica del tempo. Provocato da ragioni più strettamente di disciplina ecclesiastica, esso colpiva, insieme con la città, tutto il territorio soggetto in terraferma, provocando vere crisi di coscienza. Gesuiti, Cappuccini, Teatini obbedirono al Papa e furono espulsi dagli Stati veneti. Il Senato si accanì, in modo speciale, contro i Gesuiti, con un decreto di sfratto perpetuo: per quanto nel 1657 abbiano trovato la via del ritorno. Il contrasto, pericoloso sotto ogni aspetto, fu risolto grazie alla mediazione del Re di Francia. In occasione della peste del 1630, che fece nella sola città 46.536 vittime, la Repubblica votò il magnifico tempio a S. Maria della Salute. Anche questo secolo ebbe i suoi santi: Brindisi (v.), nato da famiglia veneziana (m. il 22 luglio 1619) e il ven. Gregorio Barbarigo, vescovo di Bergamo e poi di Padova (m. il 18 giugno 1697). La nobiltà veneziana continua nella luminosa scia del Giustiniani, con una serie di ventinove patriarche (l'ultimo, Lodovico Frangini, m. il 29 febbr. 1804), alcuni dei quali morti in concetto di santità, di molti vescovi e cardinali e di altri tre pontefici, Paolo II (1464-71; Pietro Barbo),
Alessandro VIII (1689-91; Pietro Ottoboni), Clemente XIII (1758-69; Carlo Rezzonico).
ARPI (v.) Micanzio (v.) in occasione dell'interdetto del 1606 e della polemica che l'accompagnava, continuò nei consultori in iure che assistettero la signoria nelle controversie ecclesiastiche favorendone le tendenze giurisdizionali. La Sede Apostolica la favorì nel finanziare la lunga guerra di Candia e quella della Morea, concedendo di rivali sul beni ecclesiastici, particolarmente dei religiosi; ma la Repubblica, seguendo la moda dilagante in tutta Europa, pretese di procedere di sua autorità avvalendosi delle teorie politico-religiose che le conferivano un diritto in questa materia; introdusse così la proibizione alle chiese di ricevere eredità testamentarie, restrizioni sulle offerte delle SS. Messe, ecc. Non contenta di questo emetteva dal 1768 in poi una serie di leggi tutte contrarie alla libertà della Chiesa. Clemente XIII protestava invano; V. ECCLESIASTICO, col pretesto che Roma non ci pensava. In realtà la Repubblica agonizzava ed aveva bisogno di denaro. Si cominciò con la riunione e soppressione di vari conventi: sette in città (Carmelitan della Congregazione di Mantova di S. Angelo della Giudecca, 1768; Canonici Regolari Lateranensi di S. Maria della Carità, 1768; Benedettini di S. Niccolò di Lido, Castello, 1771; Camaldolesi di S. Giovanni Battista della Giudecca, 1771; abbazia commendata nella benedettina di S. Gregorio, 1776; Cistercensi di S. Cristoforo, 1787), ma ben più di trecento nello Stato. È la fine della Repubblica. V., che per undici secoli non aveva veduto piede straniero, dovette assistere alla sfilata delle armate repubblicane francesi, proprio nel suo cuore, nella magnifica Piazza di S. Marco (16 maggio 1797). Il governo provvisorio fu la prima tempesta contro le istituzioni religiose. L'avvento dell'Austria, nello stesso anno, dopo il Trattato di Campoformio, portò una relativa calma, e si ebbe l'elezione di Pio VII nell'isola di S. Giorgio Maggiore il 14 maggio 1800, quattro mesi dopo la morte del suo piissimo patriarca, Federico Maria Giovanni (10 genn. 1800). La bufera napoleonica era in pieno. Nel 1806-80 tutte le scuole, le Confraternite, le Fraterne di qualunque genere e scopo (oltre 700 soldi in V.) furono soppresse; nel 1807 furono concentrati e soppressi undici conventi e diciotto monasteri; nel 1808 le settanta parrocchie ridotte a quaranta e poi a trenta; nel 1810 soppressi anche i diciannove conventi e ventidue monasteri superstiti. Eccettuate alcune chiese, che per varie ragioni, in seguito di tempo, furono riaperte al culto, delle sessanta che furono soppresse, ora quasi tutte sono demolite! Furono esenti dalla soppressione: i Monaci Melchitaristi armeni di S. Lazzaro in isola, gli Ospedalieri di S. Servolo in isola, le Monache Basiliane (greche); le Monache Salesiane (francesi) di S. Giuseppe di Castello, S. Giorgio dei Greci, S. Giorgio degli Schiavoni, S. Croce degli Armeni, la Scuola di S. Rocco. Nel 1807 si ordinò di trasporto della sede cattedrale da S. Pietro di Castello a S. Marco con la fusione dei due Capitoli: patriarcale di S. Pietro e ducale di S. Marco, con venti beneficianti, allora viventi, che dovevano man mano scendere a quattordici. Il patriarca, con tutti i suoi uffici, dovette anch'egli portarsi a S. Marco in una provvisoria residenza, fino al 1851, quando ebbe stanza stabile nell'odierno palazzo. Nel 1815 ritornò l'Austria e bisognò pensare a ricostruire la bolla 10 maggio 1818 di Pio VII sopprimeva le diocesi di Torcello e di Caorle e le univa a V. (12 parrocchie) a cui toglieva Grado, Latisana e la forania del Campoardo (6 parrocchie). Così il patriarcato contava 32 parrocchie in città (comprese: Giudecca, Lido, Gambarare) e 12 nelle foranie di Caorle, Murano, Torcello. La stessa bolla assegnava come suffragane le diocesi di Adria, Belluno e Feltre, Ceneda, Chioggia, Concordia, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, e temporaneamente Udine, sistemazione che vige tutt'ora. Dal 1819 al 1859 si riapirono tredici case religiose maschili e quindici femminili e alcune di nuova fondazione. Cominciano le congregazioni, specialmente femminili; è il momento di una intensa attività caritativa che fiorì in particolari istituzioni a pro dell'infanzia e della gioventù.
Con le vicende del 1866 V. entrava a far parte del Regno d'Italia e nel 1867 veniva applicata la legge del 7 luglio 1866. Per somma ventura, pur confinati fra le angustie di pochi locali, poterono rimanere alcuni religiosi, sotto l'egida delle cosiddette «Associazioni religiose» dalla stessa legge riconosciute; le monache rimase nei loro monasteri, pur indennizzati, fino al numero di sei e così le chiese rimase aperte per comodo dei fedeli. L'ultimo trentennio del 1800 segna un'ondata di anticlericalismo settario; ma il clero, tacciato di austriacante e di anti-italiano, lavorava invece per il bene di V. e dell'Italia. Sorge l'Istituto dei minorenni criminali voluto dal grande cuore del giovane sacerdote Carlo Coletti; l'Istituto per la gioventù femminile eretto dal parroco di Giuseppe Solsien; l'Opera dei Patronati serali e festivi fondata dai sacerdoti Giovanni B. Piemonte ed Angelo Bortoluzzi; e l'Opera dei Congressi che preparò e precorse l'attività politica dei cattolici italiani. Si giunge così alla soglia del 1900 col grande Congresso eucaristico (1897) voluto e guidato dal card. patriarca B. Giuseppe Sarto (v. Pio X). L'ultimo cinquantennio con le due guerre mondiali ricorda il card. Pietro La Fontaine ed il card. Adeodato Giovanni Piazza che salvò V. dalle minacce tedesche. Nel 1919 venne unita al patriarcato la parrocchia di S. M. Assunta di Malarmocco con l'isola di Poveglia, smembrata dalla diocesi di Chioggia; e nel 1927 undici parrocchie (fra cui Mestre), smembrate da Treviso.
V. Istituti
Prima fra i più illustri istituti veneziani è certo la Biblioteca Marciana (ora nazionale): contiene un primo fondo della Repubblica, accresciuta con il lascito del card. Bussarione di 900 manoscritti in gran parte greci, vi si aggiunsero in seguito collezioni private diverse, fra le quali, nel sec. XIX, quella dei Domenicani alle Zattere, per cui divenne ricca di numerose edizioni rare, come la raccolta delle Aldine ed in particolare il celebre Breviario miniatore lasciato dal card. Domenico Grimani. Conservata dapprima presso la chiesa di S. Marco, fu trasferita nella celebre «Libreria» che il Senato fece edificare nel 1559 da Jacopo Sansovino. Fu trasferita nel 1812 in Palazzo ducale quando l'edificio fu aggiunto al Palazzo reale (Procuratie nuove). Nel 1904 passò nel locale dell'antica Zecca, opportunamente adattato, e nel 1929 ebbe anche l'antico edificio della Libreria, quando le Procuratie ebbero altra destinazione. L'Archivio di Stato, fondato nel 1815, ebbe stanza nell'antico grande convento dei Conventuali ai Frari e comprende l'Archivio della Repubblica veneziana, purtroppo danneggiato da incendi, come quello disastroso del 1571, i fondi di numerosi monasteri, convertiti, confraternite della Dominante e del dominio; fonte di primissimo ordine non solo per la storia di V. e d'Italia, ma anche per quella di altri Stati del vicino Levante e dell'Oriente. Nel 1869 Giovanni Querini-Stampalia legava alla sua città la sua Biblioteca ricca di manoscritti, cui andava unita una galleria d'arte ed un museo, da lui raccolti per conservare le memorie del passato, sottraendoli così alla dispersione.Una ricca collezione di manoscritti veneziani (fra i quali anche quelli di C. E. Cicogna) e di monete fa parte del Civico Museo Correr, iniziato nel 1836 e che ora ha trovato posto nelle Procuratie nuove sulla piazza S. Marco. Al Museo Correr sta vicino il Museo archeologico, costituito con un primo lascito alla Repubblica del card. Domenico Grimani (m. nel 1523) e di suo nipote Giovanni patriarca. Nel Seminario patriarcale e nella sacrestia della chiesa della Salute fu sistemata nel sec. XIX la ricca Galleria e Museo Manfredini. Nel grandioso Palazzo Rezzonico fu recentemente raccolto un Museo del '700 veneziano; mentre in quello dei Pesaro trovò posto nel 1928 il Museo d'arte orientale e la Galleria d'arte moderna. Una raccolta preziosa è pure quella che il barone Franchetti mise insieme nella restaurata Ca' d'oro, che s'aggiunse alle meravigliose raccolte veneziane.
Invece nella soppressa chiesa della Carità e nel con- tiguo convento trovò posto l'Accademia delle belle arti iniziata sino dal 1750, che con le annesse gallerie costituisce un istituto artistico di prim'ordine e di eccellenti tradizioni.
Nel 1840 teneva la sua prima adunanza l'Istituto veneto di scienze lettere ed arti, che continuò poi inni- terrottamente la sua attività e pubblicò nelle sue Memorie ed Atti importantissimi contributi scientifici e ricerche storiche e letterarie. Una particolare rivista pubblica pure l'Ateneo Veneto. Nel 1871 Riccardo Fulin fondava una Società per gli studi storici, che intraprese la pubblica- zione dell'Archivio veneto (1871-90), divenuto in seguito Nuovo Archivio veneto (1891-1921), Archivio veneto tri- dentino (1922-26) poi di nuovo Archivio veneto (1927-39). Nel 1873 la Società divenne Deputazione di storia patria per la Venezia, proponendosi la pubblicazione di studi e ricerche di maggiori, di cronache, di documenti riguardanti V. e la regione veneta (va però ricordato che Trento e Trieste continuarono per proprio conto le loro pubblicazioni); notevoli in special modo gli 8 voll. di regesti de I libri commemorati della Repubblica di V., per opera di R. Predelli (1876-1913) ed il Diplomatarium veneto-levantinum di G. M. Thomas e R. Predelli (2 voll., 1880-99).
VI. ARTE
La città di V. sorge in mezzo alle acque della Laguna veneta, ad uguale distanza dalla terra ferma (alla quale oggi è unita da due lunghi ponti) e dal mare aperto (con il quale comunica attraverso porti) e che interrom- pono lo stretto cordone litoraneo).Quando le popolazioni delle plaghe prossime al retro- terra cercarono scampo alle scorrerie barbariche e spe- cialmente all'invasione longobarda, alcune isole lagunari, fino allora misere contrade di pescatori, offrirono asilo sicuro e in breve tempo furono portate a grande floridezza (Torcello). L'autorità politica di questi immigrati, che emanava da quella dell'escara bizantino di Ravenna, in un primo tempo risiedette ad Eraclea, quindi a Mala- mocco, sul mare; località questa che si rivelò troppo esposta alle incursioni della flotta dei Franchi. La capitale fu allora (812) trasferita a Rivo Alto (Rialto) nel cuore di un de- dalo di canali, sulle rive di una larga via d'acqua (Canal Grande) che con corso sinuoso bipartisce un fitto arci- pelago di isolete. Di qui cominciò la fortuna di V., città singolarissima.
V., che misura 3800 metri di lunghezza e 2300 di larghezza, comprende oggi, nel perimetro di 11 km. 108 isolete (alle quali si aggiungono quelle di S. Giorgio Maggiore e della Giudecca), separate da 150 canali e "ri" (così si chiamano i canali minori), scarsamente pro- fondi, larghi dai quattro ai dieci metri. Il maggiore è il Canal Grande, che ha un'ampiezza che varia dai trenta ai settanta metri, e che attraversa la città, sboccando nel ba- cino di S. Marco.
Ca. 400 ponti in pietra, in ferro, e, oggi ormai rari, in legno, congiungono le opposte sponde dei canali; maestosi i tre ponti sul Canal Grande: di Rialto, degli Scalzi (in pietra), dell'Accademia (in legno). Un tempo i ponti erano in minor numero (fino al 1854 il solo Ponte di Rialto superava le acque del Canale Grande) e molto più numerosi i ri, dei quali non pochi sono stati interrati (donde il nome di Rio Terra) rendendo necessario l'uso del traghetto, anche nelle zone più in- terne della città. Nel Settecento se ne contava un cen- tinaio. Al servizio di traghetto, oggi limitato alle opposte rive del Canal Grande, è sempre adibita la "gondola", la tipica imbarcazione veneziana. Gli edifici sognano sfrut- tando al massimo lo spazio ristretto, determinando viuzze anguste (calli), senza alcuno schema urbanistico; la pianta della città ha qualche affinità di aspetto con gli empori bizantini. Non poche sono le calli morte che si chiudono improvvisamente o fanno capo sull'acqua. Talora uno stretto margine di terra (fondamenta) veniva rispettato nella fondazione degli edifici lungo i canali. La pavimen- tazione delle strade ebbe inizio solo nel 1676; il nome di "salizzada" (via silicata) ricorda la singolarità delle vie che furono selciate per prime. "Ramo" è chiamato una breve diramazione di calle. Le calli talora si allargano in piazzette dette "campi" e "campielli". Al centro di queste si trovano ancora frequenti le marmoree "vère da pozzo" di ogni epoca e stile, cioè i parapetti che come un anello (véra) recingono il bordo dei pozzi artesiani. "Corte" è detto uno spiazzo chiuso fra edifici. Sotto- portico è una calle ricavata dal corpo di un edificio. "Ruga" (come già nel basso latino), una strada di media larghezza. Il termine "piscina" ricorda bacini d'acqua riservati alla piscicoltura, oggi tutti interrati. Il nome di "piazza" si dà soltanto a quella di S. Marco, e di "piaz- zetta" alle due adiacenti, quella dei Leoncini e quella fra il Palazzo Ducale e la Libreria Marciana.
L'aspetto della città ha continuato a mutare nel corso dei secoli. Ogni stile ha lasciato la sua impronta. Un tempo incantevoli prospettive allietavano V. quando non si erano ancora affacciate sul Canal Grande le costruzioni dello scorso e del presente secolo, quando accanto alla penombra delle calli che si inseguono costrette tra case, appoggiate senza interruzione l'una all'altra, erano numerosi i giar- dini e si aprivano imprevisti spazi luminosi, L'eccesso di costruzioni spesso soffocò edifici, belli soltanto se possono respirare nello spazio e vivere di riverbero atmosferico.
Città di dolcissimi colori, di generazione in genera- zione conservò e trasmise una sensibilità cromatica che sembrò connaturata all'anima veneziana e alla città, onde si crede con facile scambio che la città stessa abbia potuto determinare il senso artistico costantemente volto al co- lore dei suoi artisti maggiori.
Ogni corrente artistica ha contribuito a dare a V. la sua specialissima fisionomia: perdendo forse ogni stile della sua genuinità e piegandosi a collaborare alla sua fantastica scenografia. Dal veneto-bizantino al gotico, dal rinascimento al barocco e al rococo, ogni stile è stato ridotto sotto una costante interpretazione coloristica, quasi mai plastica. Le murature non fanno sentire il peso e lo spessore: finestre e logge si aprono fitte sulle facciate degli edifici avidi di luce, mentre i più sottili accorgi- menti nella decorazione contribuiscono a illeggiatrice, sotto lo svarire lento e dolce del partito luminoso, anche le architetture più severe. Eccezionale quindi questa archi- tettura che sembra sottrarsi ad ogni convenuta definizione. Il rosso "veneziano" degli intonaci, dei mattoni, gli in- fissi, i bassorilievi, le bifore lavorate come trine, i rivesti- menti delle facciate intarsiati di altri marmi più preziosi, l'aggetto impercettibile delle modanature sapienti, l'effi- cacia chiaroscurale dei prospetti dell'età barocca contri- buiscono a creare la suggestione di una vicenda colori- stica, nella loro atmosferica felicità.
Anche la storia della scultura e della pittura è altret- tanto singolare, perché l'arte veneziana poté essere chia- mata pittorica per definizione.
Ogni accentuata predilezione stilistica che abbia par- venza concettuale, come per i valori lineari o per quelli tattili, qui non trovo accoglienza. Genericamente consi- derate, le arti a V. poterono apparire tutte muovere e articolarsi armonicamente nel rispetto di un unico prin- cipio: quello del colore. La città è divisa in sei circo- scrizioni, dette "sestieri" tre al di qua del Canal Grande (S. Marco, Castello, Cannaregio), e tre al di là (S. Polo, S. Croce, Dorsoduro, al quale si aggiunge l'isola della Giudecca, separata dal resto della città da un largo e profondo canale che mette in comunicazione il porto industriale di Marghera col mare). Per ogni sestiere la numerazione anagrafica è unica e progressiva, fatta ecce- zione per il quartiere moderno di S. Elena. Una serie di strade di recente costruzione, ottenute in parte con l'in- terramento dei rii, conduce dalla stazione ferroviaria a S. Salvador dove hanno inizio le Mercerie. L'arteria prin- cipale della città, che sbocca in Piazza S. Marco. Questo è il centro storico e monumentale della città. Qui sorgono il Palazzo Ducale e la chiesa di S. Marco che con le Procuratie Vecchie, quelle Nuove e l'Ala Napoleonica, chiude la celebre Piazza. La chiesa di S. Marco risale nella sua costruzione originaria all'anno 828, nel quale furono furtivamente traslati da Alessandria d'Egitto i resti di S. Marco Evangelista, il quale sostituì nella primazia il vecchio protettore s. Teodoro, mirando i veneziani ad un innalzamento del proprio prestigio nei confronti del
patriarcato di Aquileia, posto sotto la protezione di S. Ermagora, discepolo di Marco.
Dopo un primo rifacimento nel sec. x, il quale non dovette alterare le caratteristiche della prima fabbrica, fu dato mano nel 1063 ad una più vasta costruzione per la quale fu adottato uno schema a pianta centrale a croce greca sormontata da cinque cupole e minori calotte, col piedicore circondato da esonartee: schema che si ritiene ideato da Antemio di Tralle, l'architetto giustiniano che in Costantinopoli aveva eretto la chiesa dei SS. Apostoli, pur essa, come S. Marco cappella palatina e non chiesa cattedrale. Subito la nuova Basilica cominciò a venir decorata con specchi marmorei, pavimenti a musaico, sculture che vanno dai bassorilievi con infissi bizzantini, all'arco romano del portale centrale sino al coronamento gotico «fiammeggiante» del primo '400.
Le cupole furono coperte con rivestimenti in piombo, di profilo moresco. Ma S. Marco deve la sua famosa soprattutto ai musaici che, su un continuo fondo d'oro, ne rivestono completamente l'interno. Dal 1071 varie maestranze si susseguirono in quest'opera paziente, sicché ogni secolo lasciò la sua impronta. Anche tra i musaici più antichi (secc. XI-XII) sono ravvisabili differenze di stile, dovute in parte alle epoche e in parte alla diversa tendenza artistica delle maestranze, provenienti forse da Ravenna, da Roma, da Costantinopoli, prima che si formasse una vera e propria scuola veneziana. L'opera di decorazione musiva continuò nei secoli seguenti, e per completare lacune, e per sostituire parti deperite; con risultati tuttavia di minor fascino. Cartoni furono forniti da pittori veneziani e forestieri dal sec. XIV al XIX (M. Giambono, A. del Castagno, T. Vecellio, L. Lotto, P. Veronese, L. Bassano, P. Vecchia, G. B. Piazzetta). Inalterato rimase sempre il programma iconografico, che illustra nelle cupole la Chiesa annunciata, quella militante e quella trionfante; lungo le pareti e sotto gli archi, la vita di Gesù, di S. Marco, di S. Clemente, del Battista, mentre nell'atrio si trovano i musaici con la narrazione dell'Antico Testamento.
Il Palazzo Ducale era sede delle più elevate magistrature e dimora del doge. La sua prima costruzione in forma di castello fortificato risaliva al sec. IX. Dopo varie vicende, al principio del sec. XIV, cessate ormai le ragioni che consigliavano particolari opere di difesa, si cominciò a edificare il palazzo nel suo aspetto attuale, in stile gotico. Ad Antonio Rizzo e alla sua scuola (fine del '400) spettano le facciate rinascimentali sul cortile e sul Rio di Palazzo, e la scala dei Giganti. Una galleria pensile sulle acque (il Ponte dei Sospiri) congiunge il Palazzo Ducale a quello delle Prigioni. All'interno le varie sale sono state decorate dai più famosi pittori della scuola veneta: vi primeggiano i maestri del '500. Fra tutte le sale, splendono quelle dell'Anti-Collegio, del Collegio e del Consiglio dei Dieci, decorate da Paolo Veronese e da Jacopo Tintoretto. Una intera parete della sala del Maggior Consiglio è rivestita da uno dei più vasti dipinti del mondo, opera del Tintoretto: il Paradiso. A sinistra la piazza è chiusa dalle Procuratie Nuove (sec. XVI), al secolo precedente appartengono le Procuratie Vecchie che si elevano di fronte. Esse prendono nome dai procuratori della fabbrica di S. Marco e dai procuratori legali dei Minori che in questi palazzi avevano dimora. La Libreria Marciana che sorge di fronte al Palazzo Ducale è un'altra opera del Rinascimento (Jacopo Sansovino).
Il campanile di S. Marco che sorge all'angolo della piazza ha antichissime origini, fu completato in varie epoche e ricostruito completamente dopo il crollo del 1902, «com'era e dov'era».
Ben pochi elementi originali conservano le chiese più antiche della città; che erano di tipo ravennate a pianta basilicale. Tra le 90 chiese della città, celebri sono particolarmente quelle dei SS. Giovanni e Paolo (principio del sec. XV), vero «pantheon» delle glorie della Secondissima (costruzione in gotico veneziano che si adorano di pitture di Giambellino e di sculture di Antonio Rizzo), e quella coeva dei Frari, che conserva opere di Giambellino, di Antonio Rizzo, e di Tiziano (pala della Assunta e pala Pesaro).
Numerose le chiese gotiche minori, dal caratteristico fastigio mistilineo (S. Stefano, S. Giovanni in Bragora, Carità). Alla fine del '400, Mauro Codussi dà la facciata alla chiesa di S. Zaccaria e costruisce le chiese di S. Michele in Isola, S. Giovanni Crisostomo, S. Maria Fornosa, pittoriche invenzioni sulla base degli insegnamenti di L. B. Alberti. Nel '500 Jacopo Sansovino dà i modelli per molte chiese; appartate, splendono di particolare luce quelle dovute al Palladio: S. Giorgio Maggiore nell'isola omonima di fronte alla piazzetta, e il Redentore alla Giudecca. Al sec. XVI appartiene anche quella di S. Sebastiano, tutta decorata di pitture di Paolo Veronese.
Quale singolare fantasiosa «macchina» sorge sul Canal Grande la barocca chiesa di S. Maria della Salute, opera di Baldassare Longhena.
Al Seicento appartengono anche le facciate di S. Moisè e di S. Maria del Giglio. Nel '700, il barocco si ingentilisce e raffredda nelle chiese dei Gesuiti (pitture del Piazzetta e del Tiepolo), e di S. Stae (S. Eustachio), vera pinacoteca del '700 veneziano.
Tra le architetture religiose vanno ricordate anche quelle delle superstiti scuole di devozione: di S. Rocco, opera dello Scarpagnino, tutta decorata di pitture di Jacopo Tintoretto; e dei Carmini con soffitti di G. B.

Tiepolo. Sulle rive del Canal Grande si affacciano palazzi che consentono di seguire gli stili dell'architettura veneziana in ogni epoca, da quelli veneto-bizantini del sec. XII (Ca' da Mosto, Ca' Loredan, Ca' Farsetti, Fondaco dei Turchi), dalle caratteristiche finestre ad arco rialzato sul piede di imposta, a quelli gotici, tra i quali risplende, oltre il Palazzo Ducale, la Ca' d'Oro.
Nel '400, Pietro Lombardo costruisce palazzi dalle facciate intarsiate di marmi policromi (Palazzo Dario), mentre Mauro Codussi rivela vero genio architettonico nel Palazzo Vendramin-Calerghi. Nel secolo seguente il Sannichelli erige il Palazzo Grimani con senso monumentale, mentre Jacopo Sansovino piega la sua maniera classica alle esigenze specifiche della tradizione veneziana (Palazzo Corner). Nel '600, Baldassare Longhena esalta il pittoricismo del Sannichelli e del Sansovino, imprimendo alle sue architetture un ritmo più vibrante e un più risentito gioco chiaroscuro (Ca' Pesaro, Ca' Rezzonico). Nel '700 Giorgio Massari dà il freddo prospetto di Palazzo Grassi. Il debole L. Santi non si rivela in grado di portare lo stile neoclassico all'altezza della precedente tradizione.
Costante fu nel corso dei secoli l'impianto della casa patrizia veneziana: un porticato che immette sull'acqua; un cortile al cui centro si trova il pozzo; ai piani superiori, in corrispondenza del porticato, il portego, specie di atrio che dissolbaglia le varie stanze. A questo tipo appartengono anche i fondaci, empori riservati alle varie nazioni straniere, come quello dei Tedeschi, probabile opera dello Scarpagnino.
Alla Galleria dell'Accademia si può seguire lo svolgimento della pittura veneziana dalle origini (Maestro Paolo) agli artisti del Quattrocento (Vittore Carpaccio, Giovanni Bellini) che della scuola pittorica diedero le premesse, a Giorgione (La Tempesta), Tiziano, Lorenzo Lotto, Titorello, Paolo Veronese, Jacopo Bassano, fino al Tiepolo, al Guardi, al Canaletto, che chiudono quella gloriosa tradizione. Anche nella Pinacoteca Querini-Stampalia sono raccolte opere per la maggior parte di maestri veneziani (Palma il Vecchio, P. Longhi). Alla Ca' d'Oro è ordinata una ricca collezione di sculture veneziane e di pitture di A. Mantegna, Cima da Conegliano, F. Guardi. Ca' Rezzonico è sede di una mostra permanente del Settecento veneziano (pitture di G. Battista e G. Domenico Tiepolo, Pietro Longhi, Rosalba Carriera; sculture di G. M. Morlaiert).
Ca' Pesaro è sede della Galleria internazionale di Arte moderna. Sono pure notevoli il Museo archeologico (con originali di scultura greca e romana), il Museo storico-navale all'Arsenale, dove sono raccolte memorie dell'offìcia gigantesca nei cui cantieri si apprestavano le opere militari della Repubblica; il Museo di Storia Naturale, dedicato alla flora e alla fauna adriatica. Vedi tavv. CXXVI-CXXIX.
Michelangelo Muraro

65
60
70
80
90
100
110
120
130
140
150
160
170
180
190
200
210
220
230
240
250
260
270
280
290
300
310
320
330
340
350
360
370
380
390
400
410
420
430
440
450
460
470
480
490
500
510
520
530
540
550
560
570
580
590
600
610
620
630
640
650
660
670
680
690
700
710
720
730
740
750
760
770
780
790
800
810
820
830
840
850
860
870
880
890
900
910
920
930
940
950
960
970
980
990
1000
1010
1020
1030
1040
1050
1060
1070
1080
1090
1100
1110
1120
1130
1140
1150
1160
1170
1180
1190
1200
1210
1220
1230
1240
1250
1260
1270
1280
1290
1300
1310
1320
1330
1340
1350
1360
1370
1380
1390
1400
1410
1420
1430
1440
1450
1460
1470
1480
1490
1500
1510
1520
1530
1540
1550
1560
1570
1580
1590
1600
1610
1620
1630
1640
1650
1660
1670
1680
1690
1700
1710
1720
1730
1740
1750
1760
1770
1780
1790
1800
1810
1820
1830
1840
1850
1860
1870
1880
1890
1900
1910
1920
1930
1940
1950
1960
1970
1980
1990
2000
2010
2020
2030
2040
2050
2060
2070
2080
2090
2100
2110
2120
2130
2140
2150
2160
2170
2180
2190
2200
2210
2220
2230
2240
2250
2260
2270
2280
2290
2300
2310
2320
2330
2340
2350
2360
2370
2380
2390
2400
2410
2420
2430
2440
2450
2460
2470
2480
2490
2500
2510
2520
2530
2540
2550
2560
2570
2580
2590
2600
2610
2620
2630
2640
2650
2660
2670
2680
2690
2700
2710
2720
2730
2740
2750
2760
2770
2780
2790
2800
2810
2820
2830
2840
2850
2860
2870
2880
2890
2900
2910
2920
2930
2940
2950
2960
2970
2980
2990
3000
3010
3020
3030
3040
3050
3060
3070
3080
3090
3100
3110
3120
3130
3140
3150
3160
3170
3180
3190
3200
3210
3220
3230
3240
3250
3260
3270
3280
3290
3300
3310
3320
3330
3340
3350
3360
3370
3380
3390
3400
3410
3420
3430
3440
3450
3460
3470
3480
3490
3500
3510
3520
3530
3540
3550
3560
3570
3580
3590
3600
3610
3620
3630
3640
3650
3660
3670
3680
3690
3700
3710
3720
3730
3740
3750
3760
3770
3780
3790
3800
3810
3820
3830
3840
3850
3860
3870
3880
3890
3900
3910
3920
3930
3940
3950
3960
3970
3980
3990
4000
4010
4020
4030
4040
4050
4060
4070
4080
4090
4100
4110
4120
4130
4140
4150
4160
4170
4180
4190
4200
4210
4220
4230
4240
4250
4260
4270
4280
4290
4300
4310
4320
4330
4340
4350
4360
4370
4380
4390
4400
4410
4420
4430
4440
4450
4460
4470
4480
4490
4500
4510
4520
4530
4540
4550
4560
4570
4580
4590
4600
4610
4620
4630
4640
4650
4660
4670
4680
4690
4700
4710
4720
4730
4740
4750
4760
4770
4780
4790
4800
4810
4820
4830
4840
4850
4860
4870
4880
4890
4900
4910
4920
4930
4940
4950
4960
4970
4980
4990
5000
5010
5020
5030
5040
5050
5060
5070
5080
5090
5100
5110
5120
5130
5140
5150
5160
5170
5180
5190
5200
5210
5220
5230
5240
5250
5260
5270
5280
5290
5300
5310
5320
5330
5340
5350
5360
5370
5380
5390
5400
5410
5420
5430
5440
5450
5460
5470
5480
5490
5500
5510
5520
5530
5540
5550
5560
5570
5580
5590
5600
5610
5620
5630
5640
5650
5660
5670
5680
5690
5700
5710
5720
5730
5740
5750
5760
5770
5780
5790
5800
5810
5820
5830
5840
5850
5860
5870
5880
5890
5900
5910
5920
5930
5940
5950
5960
5970
5980
5990
6000
6010
6020
6030
6040
6050
6060
6070
6080
6090
6100
6110
6120
6130
6140
6150
6160
6170
6180
6190
6200
6210
6220
6230
6240
6250
6260
6270
6280
6290
6300
6310
6320
6330
6340
6350
6360
6370
6380
6390
6400
6410
6420
6430
6440
6450
6460
6470
6480
6490
6500
6510
6520
6530
6540
6550
6560
6570
6580
6590
6600
6610
6620
6630
6640
6650
6660
6670
6680
6690
6700
6710
6720
6730
6740
6750
6760
6770
6780
6790
6800
6810
6820
6830
6840
6850
6860
6870
6880
6890
6900
6910
6920
6930
6940
6950
6960
6970
6980
6990
7000
7010
7020
7030
7040
7050
7060
7070
7080
7090
7100
7110
7120
7130
7140
7150
7160
7170
7180
7190
7200
7210
7220
7230
7240
7250
7260
7270
7280
7290
7300
7310
7320
7330
7340
7350
7360
7370
7380
7390
7400
7410
7420
7430
7440
7450
7460
7470
7480
7490
7500
7510
7520
7530
7540
7550
7560
7570
7580
7590
7600
7610
7620
7630
7640
7650
7660
7670
7680
7690
7700
7710
7720
7730
7740
7750
7760
7770
7780
7790
7800
7810
7820
7830
7840
7850
7860
7870
7880
7890
7900
7910
7920
7930
7940
7950
7960
7970
7980
7990
8000
8010
8020
8030
8040
8050
8060
8070
8080
8090
8100
8110
8120
8130
8140
8150
8160
8170
8180
8190
8200
8210
8220
8230
8240
8250
8260
8270
8280
8290
8300
8310
8320
8330
8340
8350
8360
8370
8380
8390
8400
8410
8420
8430
8440
8450
8460
8470
8480
8490
8500
8510
8520
8530
8540
8550
8560
8570
8580
8590
8600
8610
8620
8630
8640
8650
8660
8670
8680
8690
8700
8710
8720
8730
8740
8750
8760
8770
8780
8790
8800
8810
8820
8830
8840
8850
8860
8870
8880
8890
8900
8910
8920
8930
8940
8950
8960
8970
8980
8990
9000
9010
9020
9030
9040
9050
9060
9070
9080
9090
9100
9110
9120
9130
9140
9150
9160
9170
9180
9190
9200
9210
9220
9230
9240
9250
9260
9270
9280
9290
9300
9310
9320
9330
9340
9350
9360
9370
9380
9390
9400
9410
9420
9430
9440
9450
9460
9470
9480
9490
9500
9510
9520
9530
9540
9550
9560
9570
9580
9590
9600
9610
9620
9630
9640
9650
9660
9670
9680
9690
9700
9710
9720
9730
9740
9750
9760
9770
9780
9790
9800
9810
9820
9830
9840
9850
9860
9870
9880
9890
9900
9910
9920
9930
9940
9950
9960
9970
9980
9990
10000
10010
10020
10030
10040
10050
10060
10070
10080
10090
10100
10110
10120
10130
10140
10150
10160
10170
10180
10190
10200
10210
10220
10230
10240
10250
10260
10270
10280
10290
10300
10310
10320
10330
10340
10350
10360
10370
10380
10390
10400
10410
10420
10430
10440
10450
10460
10470
10480
10490
10500
10510
10520
10530
10540
10550
10560
10570
10580
10590
10600
10610
10620
10630
10640
10650
10660
10670
10680
10690
10700
10710
10720
10730
10740
10750
10760
10770
10780
10790
10800
10810
10820
10830
10840
10850
10860
10870
10880
10890
10900
10910
10920
10930
10940
10950
10960
10970
10980
10990
11000
11010
11020
11030
11040
11050
11060
11070
11080
11090
11100
11110
11120
11130
11140
11150
11160
11170
11180
11190
11200
11210
11220
11230
11240
11250
11260
11270
11280
11290
11300
11310
11320
11330
11340
11350
11360
11370
11380
11390
11400
11410
11420
11430
11440
11450
11460
11470
11480
11490
11500
11510
11520
11530
11540
11550
11560
11570
11580
11590
11600
11610
11620
11630
11640
11650
11660
11670
11680
11690
11700
11710
11720
11730
11740
11750
11760
11770
11780
11790
11800
11810
11820
11830
11840
11850
11860
11870
11880
11890
11900
11910
11920
11930
11940
11950
11960
11970
11980
11990
12000
12010
12020
12030
12040
12050
12060
12070
12080
12090
12100
12110
12120
12130
12140
12150
12160
12170
12180
12190
12200
12210
12220
12230
12240
12250
12260
12270
12280
12290
12300
12310
12320
12330
12340
12350
12360
12370
12380
12390
12400
12410
12420
12430
12440
12450
12460
12470
12480
12490
12500
12510
12520
12530
12540
12550
12560
12570
12580
12590
12600
12610
12620
12630
12640
12650
12660
12670
12680
12690
12700
12710
12720
12730
12740
12750
12760
12770
12780
12790
12800
12810
12820
12830
12840
12850
12860
12870
12880
12890
12900
12910
12920
12930
12940
12950
12960
12970
12980
12990
13000
13010
13020
13030
13040
13050
13060
13070
13080
13090
13100
13110
13120
13130
13140
13150
13160
13170
13180
13190
13200
13210
13220
13230
13240
13250
13260
13270
13280
13290
13300
13310
13320
13330
13340
13350
13360
13370
13380
13390
13400
13410
13420
13430
13440
13450
13460
13470
13480
13490
13500
13510
13520
13530
13540
13550
13560
13570
13580
13590
13600
13610
13620
13630
13640
13650
13660
13670
13680
13690
13700
13710
13720
13730
13740
13750
13760
13770
13780
13790
13800
13810
13820
13830
13840
13850
13860
13870
13880
13890
13900
13910
13920
13930
13940
13950
13960
13970
13980
13990
14000
14010
14020
14030
14040
14050
14060
14070
14080
14090
14100
14110
14120
14130
14140
14150
14160
14170
14180
14190
14200
14210
14220
14230
14240
14250
14260
14270
14280
14290
14300
14310
14320
14330
14340
14350
14360
14370
14380
14390
14400
14410
14420
14430
14440
14450
14460
14470
14480
14490
14500
14510
14520
14530
14540
14550
14560
14570
14580
14590
14600
14610
14620
14630
14640
14650
14660
14670
14680
14690
14700
14710
14720
14730
14740
14750
14760
14770
14780
14790
14800
14810
14820
14830
14840
14850
14860
14870
14880
14890
14900
14910
14920
14930
14940
14950
14960
14970
14980
14990
15000
15010
15020
15030
15040
15050
15060
15070
15080
15090
15100
15110
15120
15130
15140
15150
15160
15170
15180
15190
15200
15210
15220
15230
15240
15250
15260
15270
15280
15290
15300
15310
15320
15330
15340
15350
15360
15370
15380
15390
15400
15410
15420
15430
15440
15450
15460
15470
15480
15490
15500
15510
15520
15530
15540
15550
15560
15570
15580
15590
15600
15610
15620
15630
15640
15650
15660
15670
15680
15690
15700
15710
15720
15730
15740
15750
15760
15770
15780
15790
15800
15810
15820
15830
15840
15850
15860
15870
15880
15890
15900
15910
15920
15930
15940
15950
15960
15970
15980
15990
16000
16010
16020
16030
16040
16050
16060
16070
16080
16090
16100
16110
16120
16130
16140
16150
16160
16170
16180
16190
16200
16210
16220
16230
16240
16250
16260
16270
16280
16290
16300
16310
16320
16330
16340
16350
16360
16370
16380
16390
16400
16410
16420
16430
16440
16450
16460
16470
16480
16490
16500
16510
16520
16530
16540
16550
16560
16570
16580
16590
16600
16610
16620
16630
16640
16650
16660
16670
16680
16690
16700
16710
16720
16730
16740
16750
16760
16770
16780
16790
16800
16810
16820
16830
16840
16850
16860
16870
16880
16890
16900
16910
16920
16930
16940
16950
16960
16970
16980
16990
17000
17010
17020
17030
17040
17050
17060
17070
17080
17090
17100
17110
17120
17130
17140
17150
17160
17170
17180
17190
17200
17210
17220
17230
17240
17250
17260
17270
17280
17290
17300
17310
17320
17330
17340
17350
17360
17370
17380
17390
17400
17410
17420
17430
17440
17450
17460
17470
17480
17490
17500
17510
17520
17530
17540
17550
17560
17570
17580
17590
17600
17610
17620
17630
17640
17650
17660
17670
17680
17690
17700
17710
17720
17730
17740
17750
17760
17770
17780
17790
17800
17810
17820
17830
17840
17850
17860
17870
17880
17890
17900
17910
17920
17930
17940
17950
17960
17970
17980
17990
18000
18010
18020
18030
18040
18050
18060
18070
18080
18090
18100
18110
18120
18130
18140
18150
18160
18170
18180
18190
18200
18210
18220
18230
18240
18250
18260
18270
18280
18290
18300
18310
18320
18330
18340
18350
18360
18370
18380
18390
18400
18410
18420
18430
18440
18450
18460
18470
18480
18490
18500
18510
18520
18530
18540
18550
18560
18570
18580
18590
18600
18610
18620
18630
18640
18650
18660
18670
18680
18690
18700
18710
18720
18730
18740
18750
18760
18770
18780
18790
18800
18810
18820
18830
18840
18850
18860
18870
18880
18890
18900
18910
18920
18930
18940
18950
18960
18970
18980
18990
19000
19010
19020
19030
19040
19050
19060
19070
19080
19090
19100
19110
19120
19130
19140
19150
19160
19170
19180
19190
19200
19210
19220
19230
19240
19250
19260
19270
19280
19290
19300
19310
19320
19330
19340
19350
19360
19370
19380
19390
19400
19410
19420
19430
19440
19450
19460
19470
19480
19490
19500
19510
19520
19530
19540
19550
19560
19570
19580
19590
19600
19610
19620
19630
19640
19650
19660
19670
19680
19690
19700
19710
19720
19730
19740
19750
19760
19770
19780
19790
19800
19810
19820
19830
19840
19850
19860
19870
19880
19890
19900
19910
19920
19930
19940
19950
19960
19970
19980
19990
20000
20010
20020
20030
20040
20050
20060
20070
20080
20090
20100
20110
20120
20130
20140
20150
20160
20170
20180
20190
20200
20210
20220
20230
20240
20250
20260
20270
20280
20290
20300
20310
20320
20330
20340
20350
20360
20370
20380
20390
20400
20410
20420
20430
20440
20450
20460
20470
20480
20490
20500
20510
20520
20530
20540
20550
20560
20570
20580
20590
20600
20610
20620
20630
20640
20650
20660
20670
20680
20690
20700
20710
20720
20730
20740
20750
20760
20770
20780
20790
20800
20810
20820
20830
20840
20850
20860
20870
20880
20890
20900
20910
20920
20930
20940
20950
20960
20970
20980
20990
21000
21010
21020
21030
21040
21050
21060
21070
21080
21090
21100
21110
21120
21130
21140
21150
21160
21170
21180
21190
21200
21210
21220
21230
21240
21250
21260
21270
21280
21290
21300
21310
21320
21330
21340
21350
21360
21370
21380
21390
21400
21410
21420
21430
21440
21450
trabbando e sul movimento commerciale dei galeoni spagnoli che andavano e venivano dall'Europa (Maracaibo, Puerto Caballo) per l'intero sec. XVII. Verso il 1728 si porrà fine a tale situazione affidando ad una compagnia guipuzcoana l'esclusività del traffico, a patto di combattere il contrabando e la pirateria effettuata da Olandesi (Curaçao) e da Inglesi (Margarita, Trinidad, Isole sotto vento). Sviluppatasi notevolmente la colonia in seguito a tali provvedimenti, si ebbe ragione di due movimenti insurrezionali provocati da proprietari fondiari e da impiegati governativi (1749, 1752), si aprì una università e si stabilì a Caracas la sede dell'arcivescovo (1803). Pur scorso di abitanti (412 mila ca. di cui 12.000 spagnoli; 100 mila spagnoli d'America; 300 mila indigeni, negri e mulatti) sparsi su una superficie di un milione e mezzo di kmq., il V. balzerà all'avanguardia per la sua attività rivoluzionaria contro l'antiquato regime coloniale ibérico. Nell'azione tendente all'indipendenza del paese si notano Francisco de Miranda, precursore della rivoluzione sudamericana (1750-1816), e Simone Bolivar (1783-1830), attuatore di essa.
L'intera storia venezuelana dal 6 maggio del 1830, quando il gen. Paez ed il Bermudez proclamarono al Congresso riunito a Valencia la separazione della regione dalla Grande Colombia e la nascita dello Stato del V., può dirsi racchiusa nella politica dei due partiti - il conservatore ed il liberale - e nell'attività di quattro statisti che, ognuno a suo modo, imposero la propria volontà alla Repubblica; in ordine di tempo essi furono: José Antonio Paez, eroe delle guerre per l'indipendenza; José Tadeo Monagas; Guzman Blanco; Juan Vincente Gomez. Attraverso la multiforme capacità di questi uomini si è svolta, per intero, la vita politica del V. fino ai giorni nostri, nei quali il potere è nelle mani di una giunta militare presieduta dal col. C. Delgado Chabaud che, sciolto il Parlamento, governa dal dic. del 1948. La peculiarità dei ricordati uomini, militari e politici a seconda che le circostanze interne imponevano, non si esplicò soltanto negli anni nei quali questi furono direttamente alla presidenza, ma si protrasse attraverso i successivi presidenti da loro fatti eleggere, imponendo al paese la loro volontà anche per il tramite di terze persone. Fra queste ultime si posero in rilievo altre personalità le quali portarono il paese verso la normalizzazione della vita interna, al riconoscimento da parte delle altre potenze, a porsi decisamente sulla via delle riforme sociali, a risanare il debito pubblico e successivamente a potenziare a fondo, valendosi di capitali esteri, lo sfruttamento del petrolio, principalmente ed incessante ricchezza della regione.
Negli anni più a noi vicini, va ricordato in special modo l'operato del Gomez: alla testa del V. dal 1908, «pressoché il letterato, ma dotato di naturale intelligenza, di astuzia, di rimarchevole senso negli affari», riuscì a mantenere la Repubblica in buone relazioni con l'estero, a liquidare favorevolmente contestazioni in Olanda, Belgio, Stati Uniti, a mantenersi neutrale durante la prima guerra mondiale, ad aderire alla Società delle Nazioni, nel 1920, a definire questioni confinanti con Columbia (1922) e Brasile (1929), a riassorbire nel 1930-35 il complesso del debito pubblico estero. Il suo successore, gen. Lopez Contreras, in carica dal 1936 al 1941, contribuì in modo rilevante alla riforma della Costituzione, rese al popolo la libertà politica, di stampa, di riunione, fu l'anima di un piano triennale per l'incremento dell'économie, della agricoltura, delle migliorie sociali. Dopo di lui divenne presidente il suo ministro della guerra, il gen. Medina Angarita, il quale ruppe le relazioni con i paesi dell'Asse, dopo l'attacco nipponico a Pearl Harbour, fornì ingenti materie prime agli Stati Uniti dai quali fu fortemente aiutato nella industrializzazione e nello sfruttamento delle riserve naturali, intensificò la lotta contro l'analfabetismo, allargò le disposizioni sulla previdenza.

Venezuela - Veduta di Caracas.
sociale, pose fuori legge i comunisti, sciogliendone le leghe (ma nel 1945 dovette riconoscere la legalità di tale partito).
Alla fine del 1945, obbligato il Medina a rifugiarsi negli Stati Uniti col Lopez Contreras da una sollevazione popolare, divenne presidente, dopo un breve interregno di una giunta popolare, l'economista Romulo Bethancourt. Questi, pur avendo compiuti buoni atti durante gli anni di governo, non corrispose all'attesa del paese, tanto da provocare, dopo alcuni movimenti insurrezionali, un colpo di Stato, alla fine del 1948. Da tale anno, come si è detto, il col. Chalbaud è alla testa della Repubblica.
III. EVANGELIZZAZIONE
Un primo tentativo missionario nel V. fu fatto nel 1513 dal domenicano Francisco de Cordoba, che insieme ad un fratello laico partì da Haiti verso la Costa delle Perle, all'ovest dell'Isola di Trinidad. Per colpa dei trafficanti di perle, che vendevano gli indigeni in schiavitù, il tentativo finì con il massacro dei due missionari. Un secondo tentativo, intrapreso dal 1516 al 1519 da Domenicani e Francescani, fallì parimenti dopo i primi successi a causa della caccia agli schiavi da parte degli Spagnoli e si chiuse con l'uccisione dei missionari. La medesima sorte toccò alla colonizzazione della Costa delle Perle, ideata da Bartolomeo de Las Casas.Nel sec. XVI la colonizzazione spagnola e la missione domenicana e francescana si limitarono alla parte nordoccidentale ove sorsero forenti città come Coro e dal 1578 Caracas come sede del governo. Nel 1531 Coro fu eretta a diocesi, trasferita poi a Caracas nel 1637. Il V. orientale invece, come la regione bassa dell'interno, rimasero inesplorato. Dopo vari tentativi falliti, i Francescani riuscirono a fondare un convento nell'Isola di Trinidad, alla fine del sec. XVI. Da lì si spinsero avanti verso il delta dell'Orinoco, al principio senza successo. Solo dopo il 1656 fondarono una forente missione tra le tribù indiane in Piritù e nel corso del sec. XVIII penetrarono anche nelle regioni al sud del fiume Orinoco. Dal 1760 all'incirca le missioni dipendevano dal Collegio apostolico dei Francescani di Piritù.
I Francescani furono aiutati, dal 1650 in Cumaná, dal 1678 nella Guyana, dai Cappuccini, i quali eressero belle riduzioni. Al principio del sec. XVIII i Gesuiti fondarono alcune missioni nella regione dell'Alto Orinoco. Con la cosiddetta « Concordia » del 1734 i vari campi di azione dei Francescani, Cappuccini e Gesuiti ebbero confini ben determinati. Dopo l'espulsione dei Gesuiti nel 1767 subentrarono nelle loro missioni dell'Alto Orinoco i Francescani. Nel 1787 i Francescani resero 68 missioni con ca. 35 mila indiani cristiani, i Cappuccini, nel 1789, 30 missioni con ca. 25 mila indiani cristiani.
Fino alla fine del sec. XVIII Caracas rimase la sola diocesi; nel 1777 la gerarchia fu ampliata con l'erezione della diocesi di Merida, seguita nel 1790 da quella di Guyana. Nel 1803 Caracas fu elevata a metropoli. Durante le lotte per l'indipendenza nelle prime decadi del sec. XIX le forenti missioni francescane e cappuccine furono radicalmente distrutte. Le continue lotte contro la Chiesa nel sec. XIX non permisero la restaurazione delle missioni. È vero che nel 1862 fu stipulato un Concordato con la S. Sede e che furono erette le nuove diocesi di Calabozo nel 1863, di Zulia nel 1897, di Barquisimeto nel 1907 ed inoltre nel 1922 seguirono le diocesi di Coro, Cumaná, Valencia e S. Cristoforo, e Merida fu elevata a metropoli, ma solo nel 1918 i Cappuccini poterono tornare nella loro vecchia missione, dove nel 1922 fu eretto il vicariato apost. Caroní (v.). Nel 1943 fu loro affidato anche il nuovo vicariato apost. Machiques (v.) nel V. occidentale, dove vivono i Motiloni, feroci indiani. I Salesiani nel 1933 iniziarono la missione nella regione dell'Alto Orinoco, che nel 1932 fu eretta in prefettura apost. Nel territorio si trovano numerose tribù indiane ancora pagane.

---
(per cortesia di mon. A. P. Frutaz)