WEISSE, Christian Hermann. - Filosofo della destra hegeliana, n. a Lipsia il 10 ag. 1801, m. ivi il 19 sett. 1866. A Lipsia tenne la cattedra di filosofia dal 1844 fino alla morte.
Sub l'influsso di Hegel (v.) e di Schelling (v.). Il suo pensiero, però, vuole essere uno sforzo per utilizzare le posizioni idealistiche e inserirle nella tradizione spiritualistica e cristiana, al fine di salvare il concetto della personalità di Dio (la cui esistenza W. ritiene provata dall'argomento cosmologico: Philos. Dogmatik, I, p. 340). Il punto di partenza è il concetto di libertà; la ne- cessità logica, infatti, con il suo procedere dialettico, permette solo la costituzione di schemi generali, privi di contenuto reale. Perché la realtà sia raggiunta occorre un libero atto creativo, che anzitutto è posto da Dio. In Dio la logicità costituisce le forme della possibilità dell'esistere, e si connette con la fantasia e il volere. La triade dello spirito assoluto è, così, concepita come Vero. Bello, Bene. Nella figura di Cristo il W. vede il Dio umanizzato costituirsi come stimolo al progresso morale dell'umanità, che aspira, come a ideale, alla comunione del regno dei cieli.
Importanti le sue dottrine estetiche. L'estetica è distinta in: 1) dottrina del concetto di bello; 2) dottrina dell'arte, come oggettivazione del bello; 3) dottrina del genio, inteso anche nella sua forma oggettiva, cioè bello naturale, costumi e amore sessuale (Geschlechtsliebe). La facoltà estetica è, nell'uomo e in Dio, la fantasia (Gemüt).
Opere principali: Die Idee der Gottheit (Dresda 1823); De Platonis et Aristotelis in constituendis summis philosophiae principiis differentia (Lipsia 1827); Darstellung der griech. Mythologie (ivi 1829); System d. Ästhetik als Wissenschaft. V. d. Idee des Schönen (ivi 1830); Grundzüge der Metaphysik (Amburgo 1835); Die evangelische Geschichte (2 voll., Lipsia 1838); In welchem Sinne die deutsche Philos. jetzt wieder an Kant sich zu orientieren hat (ivi 1847); Philosophische Dogmatik oder Philosophie des Christentums (3 voll., Lipsia 1855-62).