CRONOLOGIA

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CRONOLOGIA. - Lo studio delle fonti storiche (cronache e documenti) impone allo storico e al diplomatista di controllare la data offerta dal documento o dalla cronaca, al duplice scopo di accertare l'autenticità della datazione e di tradurla in stile moderno (v. ANNO; ERA). Se, ad es., un documento porta la data del 1281, esso potrà, dopo le opportune verifiche, risultare invece del 1280 o del 1282, secondo che sia stato adoperato lo stile ab Incarnatione al modo pisano, o fiorentino. Ugualmente, si INDIZIONE (v.) e corrisponda all'anno, secondo che venga impiegata l'indizione costantinopolitana o la bedana.

La datazione per giorno, mese e anno oggi in uso, non fu adoperata sempre e dovunque. Talvolta, ad es., invece del giorno e del mese, si usò dare il nome di un santo, la ricorrenza di un mercato, la domenica di Pasqua, ecc.; può inoltre accadere che qualche documento indichi, con apparente scrupolo di esattezza, anche il giorno della settimana. In tal caso, occorre accertare se veramente in quell'anno il giorno della settimana indicato coincideva con il giorno del mese che l'accompagna: ove ciò non sia, la discordanza può costituire un indizio di falsità. Altrove, invece dell'anno secondo l'era cristiana, potremo trovare gli anni del regno di un sovrano. Anche qui occorre verificare a quale anno, secondo il computo moderno, appartenga il documento e se veramente quel sovrano regnò in quell'anno, e così via.

A tutti i quesiti di questo genere risponde la c. o arte di verificare le date.

Essa si divide in due rami: il primo, tecnico (cronografia) che studia l'uso dei vari tipi di calendario, delle varie ère, dei vari stili, dei computi cronologici per la determinazione delle feste mobili e fornisce gli elementi atti a tradurre in stile moderno la notazione cronologica data dal documento; il secondo, storico (cronostoria), che fornisce elenchi di persone o di avvenimenti, in rigoroso ordine di tempo.

Già nel medioevo alla c. si dava grande importanza anche per ragioni pratiche e religiose (v. COMPUTO ECCLESIASTICO); basti ricordare il De temporibus e il De temporum ratione del ven. Beda. Nei tempi moderni la c. si sviluppò di pari passo con la diplomatica. Primi saggi ne furono l'Opus emendatione temporum dello Scaligero (Parigi 1583) e l'Opus doctrina temporum del Petau (ivi 1633). Ma il maggior trattato è l'Art de vérifier les dates dei benedettini M. d'Antoine, C. Clémencet e O. Durand, pubblicata in 1a ed. a Parigi nel 1750 e poi riveduta e ripubblicata più volte fino al 1844. Più moderne le opere di L. de Mas-Latrie, Dictionnaire de statistique religieuse (Parigi 1851) e Trésor de chronologie (ivi 1899). Tra le esposizioni della c. tecnica è da ricordare, per chiarezza e perspicuità, quella di A. Giry Manuel de diplomatique, ivi 1894. In Germania si ricordano le opere di H. Grotefend (specialmente pratico lo Handbuch der historischen Chronologie, Hannover 1872, e la Taschenbuch der Zeitrechnung des deutschen Mittelalters

CRONOGRAFO dell'a. 354 - Costanzo II - Biblioteca Vaticana, cod. Barber. XXXI, 39.

fonte, è le documentazioni principale per la conoscenza della topografia antica di Roma.

Bibl.: Le parti della ricca compilazione del C. sono ora disperse in vari codici che devono tutti derivare da un codice di Lussemburgo del sec. VIII, ora scomparso. Furono edite da Th. Mommsen, Über den Chronographen vom Jahre 354 (Abhandlung der König. Sächs. Gesell. der Wiss.; Phil.-Hist. Kl., 1), Berlino 1850, p. 607 sgg., e di nuovo in MGH, Auctores antiquissimi, IX, 1, eccetto il calendario edito in CIL, I, 254 (le figure da I. Strzygowski, Die Kalenderbilder des Chronographen vom Jahre 354, Berlino 1858) e il regionario edito da H. Jordan, Topographie der Stadt Rom, II, Berlino 1871, p. 539 e R. Valentini-G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, I, Roma 1940, p. 63 sgg.