ORDINI CAVALLERESCHI ED OSPITALIERI

ORDINI CAVALLERESCHI ED OSPITALIERI. - Nel suo senso originario «ordo militaris», in corrispondenza con «ordo ecclesiasticus», cioè con il clero, indica genericamente l'ordinamento laicale. Quando si comincia a parlare di Ordini religiosi, secondo il significato odierno, nel senso di famiglia religiosa organizzata e distribuita in diverse regioni, si comincia a parlare anche di O. militari. Questi cavalleria (v.), costituiscono una cavalleria organizzata sotto regole ecclesiastiche con il compito di trattare le armi e scendere in guerra a difesa della fede, dei poveri, degli oppressi.

Secondo il modello dato dall'organizzazione cluniacense ed anche cistercense, erano sotto la dipendenza della S. Sede, la quale sola poteva permettere che persone religiose potessero «hostem ferire sine culpa» e senza incorrere irregolarità canonica; essa assegnava loro di osservare una delle Regole conosciute ed approvava i particolari ordinamenti che li regolavano. Erano composti ciascuno di «fratres milites» (cioè «equites» = cavalieri) e di «fratres servientes» (cioè sergenti, scudieri, famigli): come «fratres» erano veri religiosi, come «milites» veri combattenti. I chierici, che essi hanno facoltà di aggregarsi nelle loro case, non sono né «milites» né «servientes», ma cappellani incaricati dei servizi religiosi nell'Ordinare stesso.

Mentre i Crociati, prendendo la Croce, si votavano ad un servizio temporaneo, i religiosi militari erano Crociati perpetui perché facevano voto di tutta la loro vita per la lotta armata contro l'infedele musulmano. Alla testa di ciascun O. è un gran maestro eletto dai cavalieri che egli governa ed ha sotto di sé i precettori e commendatori preposti alle singole dimore e godono i redditi di determinati beni dell'O. eretti in commenda a modo di benefici ecclesiastici. Amplissimi possessi in tutta la cristianità vennero infatti ad arricchire gli O. perché fossero in grado di corrispondere al compito per cui erano stati istituiti. Assisterono il gran maestro i dignitari preposti ai singoli uffici ed ebbero particolari denominazioni, oltre quella loro comune di cavalieri di gran croce.

O. militare per eccellenza, sul quale si modellarono gli altri, fu quello del Tempio, da cui Templari (v.).

Nella penisola iberica sorse il maggior numero di O. militari, che tutti assunsero un carattere nazionale con il compito di condurre la guerra contro i musulmani nel loro paese. Per la Spagna: 1) l'O. di Calatrava secondo

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(fel. Alinari)
Ordini architettonici - Esempio di ordine figurato nel campanile di S. Andrea delle Fratte. F. Borromini ( 1636 ) - Roma.

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la Regola cistercense, fondato nel 1158 ed approvato nel 1164 da Alessandro III; 2) l'O. di S. Giacomo della Spada o di Compostella, sorto intorno al 1170 con il compito di proteggere coloro che si recavano in pellegrinaggio a Compostella, ebbe con bolla di Alessandro III nel 1175 l'incarico di combattere contro gli infedeli; 3) l'O. di Alcantara secondo la Regola cistercense, i cui inizi risalgono al 1176. Ai cavalieri di Calatrava e di Alcantara Paolo III nel 1540 concesse di contrarre matrimonio a somiglianza dei cavalieri di S. Giacomo; 4) l'O. di Montesa fu istituito dal Re di Aragona nel 1317, dopo la soppressione dei Templari, per la difesa delle coste dai Saraceni; stette sotto la protezione dell'O. di Calatrava e fu dotato con i beni dei Templari. L'amministratione di questi quattro O. ed il comune gran-magistero passò nel 1523 al re di Spagna per disposizione di Adriano VI; senza che per questo perdessero il carattere religioso.

Nel Portogallo la soppressione dei Templari diede origine all'O. militare di Cristo, costituito sul modello di quello di Calatrava per la difesa dei confini del Regno, ed approvato da Giovanni XXII nel 1319. Anche in questo O. il grande magistero passò al re di Portogallo; esso incorporò quanto rimaneva dell'O. di Avis sorto sino dal 1147 ed approvato dalla S. Sede nel 1162.

Una categoria alquanto diversa per origine e scopo è quella degli O. che, sorti come ospitalieri, assunsero in seguito compiti militari. La S. Sede, che li riconobbe da principio come ospitalieri, assegnando loro la Regola di S. Agostino, intervenne poi in seguito quando assunsero il carattere militare. Essi sono: l'O. di S. Giovanni di Gerusalemme, detto ora di Malta (v. SOVRANO MILITARE ORDINE DI MALTA, ORDINE ecc) e l'O. Teutonico (v. ORDINE TEUTONICO, ORDINE).

Si ebbero finalmente nel passato O. cavallereschi che, sorti come ospitalieri, hanno conservato questo loro carattere, sino a che non furono trasformati nei secc. XVI-XVIII o andarono estinti del tutto.

Nel sec. XII si trova esistente come ospitaliere per la cura dei lebbrosi l'O. di S. Lazzaro che Alessandro IV l'11 apr. 1255 riconobbe canonicamente sotto la Regola di S. Agostino: era costituito da principio di cavalieri di altri O., specie Templari, che infatti lo ebbe dovuto lasciare il proprio O.; perciò poté anche passare come militare, ma come tale non ebbe vera importanza. Ebbe sotto il suo governo, oltre che il lebbrosario di Gerusalemme, della dell'O., altri istituti del genere in Europa che vennero perdendo il loro scopo, quando la lebbra fu domata in Occidente. Dopo lunghi negoziati Emanuele Filiberto, duca di Savoia, ottenne nel 1572 da Gregorio XIII, sotto certe condizioni, che i beni dell'O. si situati nel suo territorio fossero attribuiti all'O. di S. Maurizio. Vestivano abito nero con croce verde.

Guido di Montpellier verso il 1180 aveva fondato un ospedale associando a sé alcuni compagni che lo assistessero. Innocenzo III gli affidò con bolla del 19 giugno 1204 la cura dell'ospedale da lui fondato a Roma. Alla morte di Guido, nella primavera del 1208 il Papa stabilì che il magistero dell'O. che, come l'ospedale, fu denominato di S. Spirito in Sassia, spettasse al capo o precettore di quest'ospedale in modo che questi presiedesse a tutti i frati dell'O. In effetti l'O. ebbe annessi alla sua giurisdizione sotto la propria regola ospedali in diversi luoghi d'Italia, dotati di convenienti patrimoni (cf. M. Vanti, Bernardino Cirillo, Roma 1926, p. 76).

Ebbero come insegna la doppia croce bianca sul mantello nero e nello stemma la colomba ad ali spiegate. Ebbero anche il diritto di questura, diritto che in seguito di tempo appaltavano, dando origine a deprecati abusi. Con speciale scopo di provvedere agli infermi, durante il sec. XI sorse a Vienne, in Provenza, l'O. ospitaliero di S. Antonio abate, che dopo un primo ospedale fondato in quella città ne fondò altri in Italia ed a Roma stessa sull'Esquilino; vennero tutti dotati di redditi ed ebbero il diritto di questura. Sul mantello nero gli ospitalieri portavano come insegna il T. bianco.

In Toscana, ad Altopascio fu fondato un ospedale con particolari ordinamenti che furono adottati in altri ospedali che ad esso si aggregarono. Come ospitaliere, nei primi decenni del sec. XIII sorse a Barcellona, per opera di S. Pietro Nolasco, sotto la Regola di S. Agostino e la protezione del Re d'Aragona, una confraternita che divenne ben presto un O., quello di S. Maria della Mercede, con lo scopo di provvedere al riscatto degli schiavi. Il Re concesse di portare le sue insegne con la croce sovrapposta sull'abito bianco (v. MERCEDARI). Benedetto XIII nel 1725 riconobbe definitivamente quest'O. come vero Ordine mendicante equiparandolo in tutto ad essi (cf. A. Serafini, De honorificis titulis conlatis ab Ordine S. Maria de Mercede, ecc., Roma 1936). Con analogo scopo era sorto in Francia l'O. dei Trinitari.

Sul tipo degli O. ospitalieri fu istituito a Bologna nel 1261 quello di Maria Vergine gloriosa, detto comunemente dei Frati Gaudenti, confermato da Urbano IV, con lo scopo di comporre le discorde civili e familiari e proteggere giudiziariamente i deboli dalle soperchierie dei potenti. Esso si allargò da Bologna ad altre città dell'Italia centrale e settentrionale ma non ebbe lunga durata. I frati portavano abito bianco con mantello grigio ed una croce vermiglia con due stelle (D. V. FEDERICI, GIACOMO, Istoria dei Frati Gaudenti, Venezia 1787. Cf. Dante, Inferno, XXIII, 103 sgg.). Erano tenuti alla castità coniugale.

Furono poi i principi che presero ad istituire O. cavallereschi per i nobili dei loro regni, conservando loro un carattere religioso ed assegnando uno scopo a modo degli O. militari, particolari costituzioni, redditi corrispondenti, insegne e vesti proprie. Filippo, duca di Borgogna, nel 1431 istituì l'O. del Toscano d'oro, con il distintivo di una pelle d'agnello in oro pendente da una collana e veste rossa. Passata la Borgogna sotto il dominio di casa d'Asburgo, fu il Toscano d'oro la suprema onorificenza in Spagna ed in Austria. Eugenio IV nel 1433 e Leone X nel 1516 approvarono l'O. Luigi XI di Francia nel 1469 costituì l'O. di S. Michele ed Enrico III nel 1578 quello dello Spirito Santo. Amedeo VIII di Savoia istituì con quindici cavalieri nel 1409 l'O. del Collare, detto poi dell'Annunciata, e più tardi, nel 1434, quello di S. Maurizio, quando si ritirò a fare vita ermitica a Ripaglia insieme con altri cinque cavalieri, vedovi come lui. Anche Venezia ebbe i suoi cavalieri che il doge creava fra i nobili più benemeriti. Speciale menzione merita l'O. di S. Stefano che Cosimo I, granduca di Toscana, con l'approvazione del Papa, istituì nel 1562 prendendo a modello l'organizzazione dell'O. di Malta. Lo scopo del nuovo O. fu quello di liberare il Mediterraneo dei corrari musulmani che l'infestavano e rendere sicura la navigazione; la sede fu stabilita a Pisa; e subito i cavalieri con le galere armate da loro tennero valorosamente il mare, partecipando anche alla vittoria di Lepanto (1571).

L'esempio dei principi cattolici fu imitato anche da principi protestanti, che si fecero istituitori di O. cavallereschi per decorarne principi e sudditi; ma con questo si veniva a snaturare il carattere originario e si crearono semplici onorificenze più o meno pompose.

La Rivoluzione soppresse in Francia ogni O. cavalleresco sotto pretesto di uguaglianza così come, del resto, aveva soppresso ogni grado nobiliare. Ma Napoleone, con legge del 19 maggio 1802, per creare «ricompense militari e ricompensare anche i servizi e le virtù civili» costituì una «Legione d'onore», a carattere puramente laicale, senza più menzione alcuna di legami religiosi; conservò in essa una gerarchia con nomi presi dall'antica milizia cavalleresca con grandi ufficiali, commendatori, ufficiali e cavalieri. La Legione fu conservata e modificata sotto il primo ed il secondo Impero e servì di modello ai nuovi O. equestri istituiti di nuovo o trasformati in senso del tutto laicale. Ma in essi è ormai sparito, persino nei nomi, ogni vestigio dell'antica cavalleria medievale.

BIBL.: oltre le opere cit. alle singole voci ricordate, cf. P. Hélyot, Histoire des ordres monastiques religieux et militaires, 8 voll., Parigi 1714-19 (riprodotto dal Migne col titolo: Diet. des ordres religieux, 4 voll., Parigi 1847-59); L. Cibrario, Descrizione storica degli O. c., Torino 1846; M. Heimbucher, Die Ordnungen, Kongregationen, 3ª ed., Paderborn 1934 (v. indice).

Pio Paschini