RISCHIO (NEI FINANZIAMENTI INDUSTRIALI)

RISCHIO (NEI FINANZIAMENTI INDUSTRIALI). - Merita una particolare menzione in quanto domina il fenomeno basilare dell'economia, risparmio (v.) e la sua trasformazione in capitali.

produttivi. Con la sua crescente frequenza e gravità determina, infatti, il prevalere del consumo di godimento sul consumo di risparmio: e in quest'ultimo la preferenza per gli impieghi speculativi e per quelli a breve e brevissima scadenza, rispetto agli impieghi industriali che sono sempre a lunga scadenza, ma dai quali essenzialmente dipendono la sicurezza dell'occupazione e il diffondersi del benessere.

Il r. nei finanziamenti industriali riveste tre aspetti fondamentali: r. di investimento, cioè di perdita parziale o totale del capitale per dissesto delle aziende e mutamenti radicali nei sistemi produttivi o nei gusti dei consumatori; r. di immobilizzazione, che impedisce il riacquisto senza perdita, quando occorra, della disponibilità dei capitali investiti; r. di svalutazione, il più tenuto e il più certo, che corredo i capitali, sicché una volta disinvestiti non comprano più quanto comparavano al momento dell'investimento.

Può dirsi che ogni progresso della tecnica economico-finanziaria persegua direttamente o indirettamente lo scopo di eliminare o ridurre l'uno o l'altro di tali r. puntando speculmente sulla ripartizione assicurativa del r. (casse di risparmio, crediti fondiari ed edilizi, società mobiliari, holdings, trustees e simili), e sulla perfezione e agilità del mercato dei titoli (borse valori, borse merci, commercialità dei titoli). Contro il r. di svalutazione la tecnica non conosce un rimedio specifico: svalutazione monetaria (v.) è un fenomeno complesso che va contrastato nelle sue cause lontane: lavoro improduttivo, interesse (v.) dei prestiti e disordine monetario.

I tentativi, numerosi e incessanti, diretti a eliminare o ridurre il r. nei finanziamenti industriali, debbono pertanto appoggiarsi non soltanto a perfezionamenti della tecnica economico-finanziaria, ma anche ad un vasto impegno morale che investa la riforma del costume, in vista di una maggiore razionalità nelle attività economiche, e di una più evidente e pratica solidarietà economica tra le nazioni del mondo. L'ordine e la tranquillità che ne seguirebbero, uniti alla serietà del lavoro, costituirebbero il clima favorevole per una massima formazione di risparmio, in massima parte trasformabile in nuovi strumenti di lavoro e in nuova ricchezza per gli uomini.

BIBL.: una vera bibl. manca sull'argomento. Mario Baroncì