ROTSVITA

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ROTSVITA. - Benedettina e poetessa sassone, n. ca. il 935, m. probabilmente dopo il 973. Secondo il Seidel, il nome Hrotsvit è abbreviazione di quello laico di Helena von Rossow; altri, come il Gottsched, vi vedono l'etimologia di «rosa bianca»; nella prefazione alla raccolta dei suoi drammi, R. si nomina: «Clamor validus Gandeshemensis».

Di nobile famiglia, entrò giovanetta nel convento di Gandersheim, ove noviva una scuola di latinità. Sotto la guida di Gerberga, nipote di Ottone il Grande, studiò gli autori latini e, dopo tentativi fatti «clam cunctis et quasi furtim», si impraticò della versificazione classica.

Della sua produzione, interamente latina e rimasta ignorata dopo la sua morte, l'umanista Corrado Celte scoprì l'archetipo verso la fine del sec. XV nel convento benedettino di S. Emmerano a Ratisbona e ne diede la prima edizione (Norimberga 1501, con otto silografie del Dürer). Raggruppata cronologicamente in tre sillogi, essa comprende, oltre a un carme in esametri sulle gesta di Ottone I sino al 962 e alla narrazione, pure in esametri, delle origini del suo monastero, 8 poemetti sacri in esametri leonini, 6 atti unici in prosa rimata e un'appendice di 35 versi su episodi dell'Apocalisse. Perduto è il codice dove, per testimonianza del monaco Bodone, erano conteneute le vite, anch'esse in esametri, dei ss. pontefici Anastasio e Innocenzo.

I poemetti, di pregevole fattura, comprendono: la Historia Nativitatis della B. Vergine, desunta dall'apocrifo di S. Giacomo; l'Ascensio Domini, derivata da un testo greco tradotto in latino dall'arcivescovo Giovanni; le Passiones dei ss. Gongolfo e Pelagio (del martirio di quest'ultimo, avvenuto a Cordova sotto i Saraceni, ascoltò

ROTSVITA - ROUEN

1927; parziale quella di G. Bosio con introd. di S. D'Amico, Milano 1927. Studi: E. Panzocchi, Storia R., in Saggi critici, Napoli 1896, pp. 243-55; Ménitius, I, pp. 619-32; F. Ermin, Poreti epici latini del sec. X (con bibl.), Roma 1920, pp. 1-10; M. Rigobon, Il teatro e la latinità di Hrotsvitha, Padova 1932; E. Franceschini, Per una revisione del teatro latino di R., in Riv. ital. del dramma, 2 (1938), pp. 300-16; S. D'Amico, Storia del teatro drammatico, I, Milano 1939, pp. 282-91; C. Grünanger, Einführung in die Geschichte der allgemeinischen und der frühdeutschen Dichtung, ivi 1942, pp. 127-28. Lanfranco Fiore