SLOVACCHIA (Slovensko). - Regione storica dell'Europa centrale, già parte dell'Ungheria (906-1918), poi della Cecoslovacchia (1918-39), poi Stato indipendente (1939-45), ora, di nuovo, parte della Cecoslovacchia.
I. GEOGRAFIA
I confini tradizionali della S., che fra il marzo 1939 ed il maggio 1945 costituì un'unità stabile staccata dalla Cecoslovacchia, sono segnati ad occidente (verso la Moravia) dal crinale dei Carpazi bianchi e dal basso corso della Morava, e ad oriente dalla valle dell'Ung, che la divide dalla cosiddetta Russia subcarpatica (oggi annessa con il nome di Transcarpatia all'Ucraina Sovietica). I Beschidì formano a N. la frontiera tradizionale con la Polonia ed a S. la Morava quella con l'Austria, mentre il confine con l'Ungheria è, salvo un primo tratto (Danubio), del tutto convenzionale. La S. è estesa 48.957 kmq. (ca. Piemonte e Lombardia riuniti).La S. consta di una parte settentrionale, più ampia, formata da una serie di rilievi abbastanza elevati (il Gerlachovka, nei Tatra, tocca i 2663 m.), ricoperti di boschi, massicci e monotoni, e tuttavia percorsi da valli longitudinali (alte valli del Vah e dello Hron, correnti al Danubio; del Poprad, tributario della Vistola) e trasversali sui cui fondi sono possibili le colture e gli insediamenti; ed una meridionale, in cui si aprono le pianure, la più importante delle quali si stende lungo il Danubio, tra le foci della Morava e dello Hron.
La popolazione (12,5 milioni di ab.; densità 72 a kmq., 53 nelle regioni di montagna, 110 nella piana di SO), comprende 1/5 di allogeni (Ungheresi, Israeliti); il resto è costituito dagli Slovacchi, affini ai vicini Cechi, e come questi appartenenti agli Slavi occidentali, ma distinti, per il forte influsso subito nei nove secoli di soggezione magiara.
L'economia della S. unisce a modeste risorse agricole (per gli Eger, Szász, Balaton, etc.), che, con la loro attività agricola, ha contribuito a mantenere la stabilità della popolazione e a mantenere la sua attività agricola.
Una sola città, Bratislava, la capitale, supera i 100 mila ab. (185 mila nel 1950); delle rimanenti, le più notevoli sono Komárno (31 mila ab.), altro porto sul Danubio, e Košice (61 mila ab.), nell'alto bacino dello Hernad (Tibisco), centro economico e culturale della S. orientale.
II. STORIA
Prima degli Slavi occuparono il territorio della S. tribù celtiche e germaniche: Marcomanni, Quadi, Boi, Hunni, ecc. L'Impero romano, dal fortificato limes sul Danubio, nel sec. II d. C. si spinse oltre. L'imperatore Marco Aurelio pensava di formare una nuova provincia dell'Impero proprio sul territorio della S. e due volte personalmente guidò le sue legioni nelle guerre d'oltre Danubio (aa. 169-75 e 180). Una legione romana si stabilì sul posto dell'odierna città di Trenčín (allora Laugaritio) e qui incise nella roccia un'iscrizione dedicatoria. Questo è il più antico monumento scritto in terra di S. (a. 179). I primi cristiani furono proprio i soldati romani di Marco Aurelio. I rilievi storici sulla colonna di Marco Aurelio a Roma conservano memoria di una miracolosa pioggia, ottenuta per le preghiere dei soldati cristiani (v. Grisar, Il prof. di della legio fulminata, in Civ. Catt., 1895, 1, pp. 716-24).Gli Slavi (Slovéni, Slovacchi) attraversarono i Carpati nel sec. VI, e posero stanza nella pianura danubiana, ed oltre, nella Pannonia e la tenore stabilmente, benché nei secoli successivi passassero di là una parte dei Croati, poi Avari e finalmente Ungheresi. Nel sec. VII il condottiero Samo tentò di organizzare il primo Stato slavo nel
del card. Pázmány (v.) aver fatto di Trnava il centro dell'irradiazione cattolica per le regioni circostanti.
Con l'invasione turca anche il Regno d'Ungheria si restringe all'odierna S. con Bratislava (Presburgo) per capitale. Per tutto il sec. XVII vi divamparono le guerre religiose tra la parte cattolica imperiale e la parte protestante, capitanata dai principi di Transilvania (G. Bethlen, G. Rákóczy, Thököly, ecc.). Finirono solo nel sec. XVIII con l'Editio di tolleranza di Giuseppe II del 1781. Conseguenza delle riforme religiose di Giuseppe II (v.) fu lo scioglimento degli Ordini religiosi contemplativi per cui sparrova dalla S. tutti gli Ordini antichi, JAINISMO (v.) che rimasero come Ordine insegnante. Solo più tardi i Benedettini riuscirono a stabilirsi a Komárno. Anche le religiose di clausura scomparvero del tutto. Per la formazione del clero secolare, Giuseppe II istituì nel castello reale a Bratislava un seminario generale. Con il cosiddetto «fondo di religione» (ex-beni gesuitici), Giuseppe organizzò e dotò molte nuove parrocchie; mentre agli istituti di educazione tolti ai Gesuiti sottentrarono quelli degli Scolopi e Premonstratensi. Solo nel 1853 poterono i Gesuiti ritornare a Trnava, e poi a Bratislava.
Invece nel sec. XX si ha una riformatura con la penetrazione delle nuove Congregazioni religiose: Fratelli delle scuole cristiane, Redentoristi, Salesiani, Verbiti, Consolatori, ecc. Durante il sec. XIX, dopo l'Editio di tolleranza, si ha finalmente pace nel campo religioso. Il numero dei protestanti (luterani) da quel tempo rimase stazionario (16%). Le idee rivoluzionarie d'Occidente non ebbero influsso nel campo ecclesiastico e la Chiesa fino al 1918 occupò un posto privilegiato: i vescovi furono trattati da principi e rimase intatto il tradizionale sistema della cura pastorale, essendo il popolo profondamente religioso. Comincia viceversa il risveglio nazionale, capeggiato dai sacerdoti cattolici, raggruppati intorno al sac. Bernolák. Questo movimento, trascurato dapprima dagli Ungheresi

L'Orepa centrale: ma solo dal sec. IX si hanno notizie sull'organizzazione autoctona delle diverse tribù. Il centro più antico in S. fu il principato di Nitra, poi assorbito nella grande Moravia, quando il principe di Nitra Sva-topluk ne divenne il re (870-94). La cristianizzazione degli Slovacchi cominciò dall'inizio del sec. IX con missionari tedeschi, specialmente della diocesi di Passavia. Il principe Pribina fece costruire nel suo castello a Nitra la prima chiesa cristiana, consacrata ca. l'833 dall'arcivescovo di Salisburgo Adalramo. Per contrastare il forte influsso tedesco, il principe Rastislav fece venire in Moravia i ss. METODISMO (v.), i quali diedero origine, col consenso dei papi, alla Chiesa cattolica slava ed allargarono la cultura cristiana presso i popoli Slavi del nord. Lo Stato slovacco però nel 906 fu occupato dagli Ungheresi e poi fino al 1918 la S. politicamente fece parte dell'Ungheria, mentre liturgia e cultura slava furono soppiantate da quella latina occidentale.
Dal sec. XI comincia anche l'opera missionaria degli Ordini monastici; i Benedettini si stabilirono a Zobor (1000), Sv. Beňadik (1075), Opátska pri Košiciach (1143), e in altri dodici monasteri. Poi vennero i Cistercensi (Lipovník 1141, Štiavnikina Spiš 1223); i Premonstratensi (Bzovík 1130, Jasov), i Certosini (Lapis refugii-Skala útočšťa 1299); gli Agostiniani (Velký Šariš 1270); i Paulini (Mariánka 1377); i Francescani (Bratislava 1240, Trnava 1240, Okoličné 1314); i Domenicani (Gelnica 1288, Košice 1300), ecc.
Da parte loro dal sec. XII mercanti e maestri tedeschi, per invito dei re, e grazie ai loro privilegi, si stabilirono nelle zone montane metallifere, fondando fiorenti città (p. es., Kremnica, Banská Štiavnica, Kežmarok, etc.) ricche di importanti monumenti gotici. Molti di questi coloni col tempo si assimilarono alla popolazione slava, gli altri invece, nella regione di Spiš (Zips) e Kremnica rimasero fino al 1945, quando dovettero abbandonare il paese. Le invasioni turche aprirono le porte anche alla riforma protestante, favorita dagli insufficienti ordinamenti ecclesiastici. Il territorio slovacco era ripartito nelle due diocesi di Nitra e Strigonia, e quest'ultima nel momento più critico rimase vacante per ben 34 anni e nel 1543 dovette trasferirsi a Trnava dove rimase per tre secoli. A ristabilire il cattolicesimo lavoro anzitutto l'arcivescovo Nicolao Oláh (1553-68) che chiamò i Gesuiti, i quali nel 1561 si stabilirono a Trnava e nel sec. XVII avevano nel territorio dell'odierna S. 22 case. Essi fondarono nel 1635 l'Università di Trnava (trasferita nel 1776 a Budapest), poi l'Accademia giuridica a Cassovia, diversi col legi, residenze e stazioni missionarie. Nell'opera di restaurazione cattolica subirono parecchi di loro il martirio, ad es., i bb. Cassovia (v.). Fu poi merito particolare
e dopo il 1848 incoraggiato dagli Austriaci, fu invece dopo il 1867 preso di mira dal governo ungherese. E mentre a seguito della Rivoluzione ungherese del 1848 furono in S. nominati vescovi slovacchi, con il 1867 comincia un periodo di prepotenza magiara. I vescovi della S. furono esclusivamente gli Ungheresi. Con il popolo rimase i semplici sacerdoti slovacchi, spesso a causa di questo perseguitati, come, ad es., Radlinský, Slotta, Mišík, Hlinka, Medvecký, Osvald. Questa situazione provocò contro la Chiesa all'inizio del sec. XX una opposizione di carattere laico nazionalista, guidata dalla scuola dei «Hlasisti», discepoli di Masaryk. Se l'opposizione non degenerò in aperta apostasia delle masse dopo il 1918, come in Boemia, si deve alla fermezza cattolica di sacerdoti come Hlinka, Vojtaššák, ecc.
Con la guerra nel 1918 la S. si staccò dal millenario vincolo con l'Ungheria, ed entrò a far parte della Cecoslovacchia. In conseguenza furono espulsi o volontariamente lasciarono il paese sei vescovi e ne rimase uno solo di origine tedesca (Fischer-Colbrie a Cassovia) finché nel dic. del 1920 la S. Sede poté nominare i primi tre vescovi slovacchi, poi altri quattro e così cominciò un nuovo periodo nella vita ecclesiastica. Durante i venti anni della Repubblica cecoslovacca (1918-38) i cattolici slovacchi, organizzati anche nel Partito politico popolare slovacco di Hlinka, efficacemente lottarono per rivendicare i loro diritti. Così furono salvaguardate le leggi matrimoniali, le scuole cattoliche, le organizzazioni giovanili, ecc., e non fu lasciata prender piede la propaganda per una Chiesa nazionale cecoslovacca presso i Latini, e per la ortodossia scismatica presso i greco-cattolici.
Nel periodo della Repubblica indipendente slovacca (1939-45) il Partito popolare cattolico prese la direzione del paese. Anzi il sacerdote Tiso fu eletto presidente dello Stato. Durante questi anni, benché in periodo di guerra, continuò lo sviluppo delle istituzioni cattoliche. A Bratislava risiedeva il rappresentante della S. Sede, e si ebbe in tal modo l'accordo fra lo Stato e la Chiesa sul finanziamento delle scuole slovacche, la fondazione dell'Accademia cattolica delle scienze, dell'Ufficio centrale dell'Azione Cattolica, ecc.
Dopo la guerra (1945-51) la ricostituita Cecoslovacchia entrò nella cerchia dell'U.R.S.S. ed il comunismo si

Slovacchia - Costume femminile di Cičmany.
impadro

Slovacchia - Costume maschile di Cičmany.
nì del potere. I cattolici furono prima esclusi dalla vita pubblica e dopo il colpo di Stato comunista nel febbr. del 1948 si giunse all'aperta persecuzione della Chiesa. Nel 1952 si giunse a tale situazione, che la Chiesa in S. non può avere nessuna relazione con la S. Sede a Roma.
III. L'ORGANIZZAZIONE ECCLESIASTICA
Il territorio della S. dal sec. IX dipendeva dalla diocesi di Passavia. Nell'870 papa Adriano II attribuì alla ricostituita arcidiocesi di Sirnio (Sirmium) tutto il territorio della Moravia e Pannonia sotto la direzione di S. Metodio. Nell'880 papa Giovanni VIII istituì la metropoli di Moravia (Moravensis), con sede probabilmente a Velehrad; altri luoghi in questione sono: Nitra, Devin, Ostrihom (Strigonia) Vyšehrad. Insieme fu istituita la diocesi di Nitra e fu dato il permesso di fondarne un'altra. Ca. l'a. 1000 il re s. Stefano per il suo Regno d'Ungheria istituì la metropoli di Strigonia (il cui territorio si stendeva quasi tutto nella odierna S.), e 10 diocesi. In S. stava solo la diocesi di Nitra, e in parte quella di Agria (Eger). Fu solo nel sec. XVII che il card. Pázmány cominciò a pensare di smembrare le diocesi e di fondarne nuove: così nel 1771 fu istituita la diocesi greco-cattolica di Mukačevo, abbracciante anche tutti i cattolici orientali di S. Nel 1776 dalla arcidiocesi di Strigonia furono formate tre nuove diocesi: Neosolio (Banská Bystrica), Scepusio (Spiš) e Rosnavia (Rožňava). Nel 1804 da Agria fu smembrata la diocesi di Cassovia; nel 1818 da Mukačevo fu staccata la diocesi greco-cattolica di Prešov (sicché sino al 1918 la sede metropolitana di Strigonia aveva come suffragane Neosolio, Nitra, Mukačevo, e Prešov, più le diocesi in Ungheria); quella di Agria aveva suffragane Cassovia, Rosnavia, Scepusio e Satmar.Dopo il 1918 ambedue le sedi arcivescovili rimasero
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SLOVACCHIA

SLOVACCHIA - Croci nel cimitero di Devta (arte popolare).
fuori della S. Per la parte stringionese fu istituita nel 1922 l'amministrazione apost. di Tirnava (Trnava). Parimenti nel 1922 l'abbazia premonstratense di Jasov fu eretta in abbazia nullius ma ciò non ebbe esecuzione.
Nel modus vivendi del 1928 la S. Sede si impegnava a delimitare nuovamente le diocesi entro le frontiere dello Stato cecoslovacco e ad istituire due nuove sedi arcivescovi; una di rito latino in S. ed una di rito bizantino slavo nella Rutenia subcarpatica che comprendesse anche i greco-cattolici di S. I due arcivescovi non furono però eretti; invece la S. Sede nel 1937 stabilì che le diocesi delimitate secondo le frontiere le fossero sottoposte immediatamente. Attualmente in S. sono le cinque diocesi latine di Cassovia, Neosolio, Nitra, Rosnavia e Scepusio; quella greco-cattolica di Prešov dei Ruteni; oltre tre amministrazioni apostoliche (Tirnava, Satu Mare, annessa a Cassovia, e Mukačevo annessa a Prešov).
Nel 1950 con la violenza fu distrutta la diocesi greco-cattolica di Prešov ed occupata dagli scismatici. Nella parte dell'amministrazione apost. di Mukačevo sorse la nuova diocesi scismatica di Michalovce.
IV. LETTERATURA SLOVACCA: V. CECOSLOVACCHIA.
V. L'ARTE SACRA
Il più antico monumento sacro in S. è la chiesetta nel castello di Nitra, consacrata a l'833. Si discute ancora se la struttura odierna risalga al sec. IX, oppure al XII (Hodál-Mencl). Dell'arte romanica restano solo pochi esempi: Rotonda di Skalica (sec. XII), chiese benedettine in Deákovec (1228), Biña (1217) e Jánošovce. La chiesa cattedrale di Scepusio (Spišská Kapitula) di romanico conserva solo la parte occidentale con la facciata. Nei villaggi si conservarono alcune chiese e si signorì feudali: Dražovce, Pominovce, Klíž-Hra-dište, ecc.L'arte gotica invece è rappresentata largamente, specie nei centri già abitati dai Tedeschi: le cattedrali di Cassovia, di Bratislava, di Tirnava, le chiese di Levoca, il S. Nicola a Prešov (sec. XVI) il S. Egidio a Bardejov, (sec. XV). Gioielli d'arte gotica sono le due cappelle di famiglia Zápol'ský a Spišská Kapitula ed a Spišský Štvrtok (sec. XV) e a Bratislava le torri dei Francescani (sec. XIV) e delle Clarisse (sec. XVI). Nella provincia di Scepusio ebbe sviluppo il tipo di chiesa gotica a due navate, con una fila di colonne nel centro: Lubica, Vel'ka, ecc. Del periodo gotico si conservano nelle chiese numerosi altari in legno e relative predelle. Il principale artista gotico fu il maestro Paolo da Levoca, la cui opera più importante è l'altar maggiore di S. Giacomo a Levoca (1518).
Più diffusa ancora è l'arte barocca; da notare che solo eccezionalmente il vano centrale delle chiese è coperto con cupola (S.ma Trinità a Bratislava, cappella del Seminario a Tirnava); la chiese in genere hanno svolgimento longitudinale, con imponenti facciate a due torri e guglie caratteristiche. I monumenti barocchi più importanti sono: chiesa dell'Università di Trnava (1640), la cattedrale di Neosolio (B. Bystrica), la chiesa già dei Gesuiti a Trenčín, Cassovia, quella dei Paulini a Šaštín, quella dei Francescani a Prešov e quella dei Premonstratensi a Jasov. Nello stile rococo fu decorata la chiesa gotica di Nove Mesto nad Váhom. Lo stile neoclassico nel sec. XIX, fu usato quasi esclusivamente dai protestanti (Cassovia, Levoca, B. Bystrica). L'arte moderna è ancora poco sviluppata. Gli esempi più significativi sono: la chiesa in Bratislava-Petržalka e S. Maria della Pace a Cassovia.
Un'arte autoctona appare nella costruzione di alcune chiese in legno, specialmente presso i cattolici orientali nei Carpazi. La chiesa di legno si compone in genere di tre spazi centrali: coro (diviso dal popolo con l'iconostasi), spazio per il popolo, e spazio sotto la torre. Quasi sempre sopra tutti e tre gli spazi si innalzano caratteristiche guglie orientali.
VI. GLI SLOVACCHI IN AMERICA
Dal 1880 emigrarono verso gli Stati Uniti e il Canada ca. 700.000 slovacchi. Era gente povera, semplice, ma religiosa. Smarriti nel nuovo mondo, ben presto cominciarono a organizzarsi ed ancor prima che avessero sacerdoti costruirono chiese e costituirono parrocchie, offrendo poi il tutto al vescovo purché provvedesse il clero necessario. Oggi gli Slovacchi hanno negli Stati Uniti e nel Canadá 290 parrocchie a ca. 700 sacerdoti. A Cleveland (Ohio) esiste la florentina abbazia benedettina di S. Andrea Svorad, fondata nel 1922. Nel 1951 è stato anche aperto un convento di Benedettine slovacche a Chicago. Esiste, inoltre, una autoctona Congregazione delle religiose slovacche: le Suore dei SS. Cirillo e Metodio, con casa-madre a Danville Pa. Il padre degli emigrati slovacchi, sacerdote Stefano Furdék, fondò nel 1890 l'Associazione «Katolicka Jednota», che conta ca. 170.000 membri.V. anche: CECOSLOVACCHIA.
VII. ORDINAMENTO SCOLASTICO
Le particolari circostanze nazionali hanno avuto grande influsso anche sull'istruzione scolastica. Dal medioevo, la S. entrava nell'orbita dell'influsso culturale ungherese e nel sec. XIX, con progrediente magiarizzazione, la scuola slovacca doveva ad essa soccombere. Nel 1875 furono soppresse le ultime scuole medie (3 ginnasi) e nel 1907, con la legge Apponyi, anche le scuole elementari furono magiarizzate. Così dopo la prima guerra mondiale la S. rinata non aveva nessuna scuola nella lingua nazionale. Tutto l'insegnamento scolastico doveva perciò essere rieditato dall'inizio. Questo cambiamento radicale si è svolto con grande celerità, lasciando alle minoranze le scuole nella lingua loro. Le scuole elementari furono statali e libere. La grande maggioranza apparteneva alla Chiesa cattolica. Le scuole medie - i ginnasi - dopo la prima guerra furono presiquasi tutte dallo Stato, ma lentamente la Chiesa è riuscita a rivendicare i propri diritti su alcune di esse. Così, durante la Repubblica Slovacca su 53 scuole medie, 17 appartenevano alla Chiesa. Tutte le scuole cattoliche furono sussidiate dallo Stato nel breve periodo della Repubblica Slovacca (legge del 1940). Nel 1919 fu fondata a Bratislava l'Università detta di Komenský, più tardi chiamata Università Slovacca. Dal 1936 le fu aggregata anche la Facoltà teologica.
Dopo la seconda guerra mondiale, dal 1945, con l'avvento del regime comunista il sistema scolastico fu molto cambiato; furono soppresse tutte le scuole libere e lo Stato se ne rivendicò il monopolio. Tutte le scuole sono gratuite. L'insegnamento si divise secondo lo schema sovietico in tre gradi: 1) primo grado: scuola elementare che dura 5 anni; 2) secondo grado: scuola media che dura 4 anni; e questi due gradi sono obbligatori per tutti; 3) terzo grado (liceo) che dura 4 anni, e le collaterali scuole professionali; 4) segue l'università.
Dal 1945 accanto all'Università di Bratislava è stata fondata l'Università a Cassovia (Košice). Nel 1949 furono soppressi pure tutti i seminari minori e nel 1950 anche quelli maggiori. Al loro posto lo Stato (comunista) ha aperto un Seminario centrale a Bratislava, però senza intesa con l'autorità ecclesiastica. La scuola nei sistema comunista è un mezzo potente per la propaganda dell'ideologia marxista nella Slovacchia. - Vedi tavv. XLIX-L.
