ZOLA, GIUSEPPE. - Giansenista, n. nel 1739 a Concesio presso Brescia, ivi m. nel 1806 confortato dai Sacramenti.
Studiò presso i Filippini, il teatino Scarella, e i Benedettini, fra i quali il Rotigni. Bibliotecario della Queriniana, giovanissimo ancora e insegnante di teologia nel Seminario vescovile, fu intimo TAMBURINI, PIETRO (v.) unendo ben presto le sue alle vicende dell'amico. Perduti gli uffici per lo scandalo destato dal De Summa TAMBURINI, PIETRO (v.) fu successivamente a Roma rettore del Collegio Fuccioli, a Pavia professore nell'Università, a Brescia insegnante nel Liceo e di nuovo a Pavia titolare della cattedra di storia delle leggi e diplomazia. Raccolto, riflessivo, alieno da polemiche, sacrificò vita, ingegno e notorietà nella collaborazione attiva e devozione completa al Tamburini alle cui opere e alle cui controversie lega anonimamente Theologicarum praelectionum specimen (Brescia 1775), De locis theologiae moralis (Pavia 1785), ed altri opuscoli, alcune opere lasciando manoscritte. Seguace nella storia ecclesiastica del Tillemont e del Fleury, in teologia degli «appellanti», in morale dei rigoristi, ebbe rapporti con i diversi circoli giansenisti della penisola, nei quali si distinse per cultura ed esteriore moderazione.