Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Eresie, scismi, deviazioni dottrinali

OFITI

English Cita

NAASSENI rimanda qui.

Noto anche come: inglese: Ophians

OFITI. - Nome di un gruppo di gnostici, che deriva dal rilievo da essi dato al serpente nel racconto del paradiso.

Questi gnostici erano originariamente o giudei o giudei-cristiani, perché furono denominati Naassim dal nome ebraico môhâi del serpente. È dunque sbagliata l'ipotesi di H. Leisegang (in Eranos-Jahrbuch, 1939 [Zurigo 1940], p. 206) che vuole dedurre la setta gnostica degli O. da un ambiente ellenistico. La parentela degli O. con gnostici che parlavano del patriarca Seth (i cosiddetti Sethiani) e con i Perati, che erano ugualmente aderenti a una gnosi giudaica, ci dirige verso una gnosi giudea o giudeo-cristana. Questi gnostici erano conosciuti da Ireneo (v. Haer., I, 30 St=I 28 Harv) che li identifica proprio con i Sethiani; li conosce anche Celso (v. Origene, Contra Cels., VI, 21 sg.) ed Epifanio, Haer., 36 (cf. Ps. Tertulliano, Adv. omnes haer., 2; Filastrio, Haer., 1, p. 2, 9 Marx) parla a lungo di loro. Si tratta sempre della trasmissione della gnosi, cioè della conoscenza, grazie al serpente, del bene e del male che il dio creatore giudaico non aveva voluto rivelare agli uomini nel paradiso. Fa dunque parte integrale di questa gnosi l'opposizione al concetto giudaico di un Dio creatore. Probabilmente questa setta giudaica veniva dalla Mesopotamia, dove ne è rimasto sempre un ramo, ma più tardi si diffuse anche nell'Occidente (a Roma? già nel sec. 11), specialmente in Egitto. Questa gnosi era antecedente a Valentino e sembra che non l'ellenismo, ma una speculazione giudea (o giudeo-iranica) sia stata alla sua base.

Si noti che non il simbolo del serpente, come da principio si era detto (v. Comptes rendus de l'Acad. des Inscript. et Belles Lett., 1948, p. 89), ma la croce ansata era la decorazione della copertura di cuoio su uno dei nuovi manoscritti gnostici di Nag-Hammadi; v. Puech, op. cit. in bibl., p. 95.

Illustration
Bibliografia8 opere
BIBL.: R. A. Lipsius, Über die ophitischen Systeme, in Zeitschr. für wissenschaftl Theol., 1863, p. 410 sg.; Honig, Die Ophiten, Berlino 1899; E. Amann, Ophite, in DThC. XI, 1063 sg.; G. Bornkamm, Ophites, in Pauly-Wissowa, XVIII, 1, 654-58; T. Hopfner, in Charisteria A. Rzach, Reichenberg 1930, p. 86 sg.; G. Scholem, in Zeitschr. für neutest. Wissensch., 1931, p. 170 sg.; H. Ch. Puech, Les nouveaux écrits gnostiques, in Coptic Studies in honour of W. E. Crum, Boston 1950, p. 51 sg.; specialmente p. 146 sg.

Erik Peterson

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 80–81.

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Peterson, Erik. “Ofiti.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 80–81. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/ofiti.

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Peterson, Erik. “Ofiti.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 80–81. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/ofiti.

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