PORTOGALLO

**PORTOGALLO - S. Torcia di S. Orsola. Particolare del dipinto del Maestro di S. Aura. Lisboa, Museo.**
**PORTOGALLO - S. Torcia di S. Orsola. Particolare del dipinto del Maestro di S. Aura. Lisboa, Museo.**

fondità battagliera di pensiero è ispirata l'opera, fra gli altri, di António Sérgio (n. nel 1883). La ricerca e la critica letteraria si sono svecchiate, accogliendo, nella tradizione erudita, sistemi di sobrietà e preoccupazioni di obiettività: ne va il merito precipuo al già menzionato F. de Figueiredo (A história literária como ciência, 1912; História literária de Portugal, 1944), mentre anche la filologia, nel senso ristretto della parola, si è fatta cauta e avveduta, fra gli altri con Manuel Rodrigues Lapa (n. nel 1897), o si accompagna a un'ampia informazione culturale, come in Hernán Cidade (n. nel 1887), o a una piacevole rievocazione di ambienti e di uomini, come in Vitorino Nemésio (n. nel 1901); sostanziosità di idee ha assunto il saggio anche fra i molti critici e militanti interessati alla letteratura contemporanea nazionale e straniera, come in João Gaspar Simões (n. nel 1903).

BIBL. F. Denis, Réumé de l'hôt. littér. du Portugal, ecc., Paris, 1826; C. Michaelis de Vasconcellos, Gesch. der portugie- ch. Liter., Strasburgo 1894; T. Braga, Hist. de literat. portu- ge, a voll., Porto 1908-16; E. Carre Aldao, Literat. Gallega (con ampia bibli.), 2a ed., Barcelona 1911; A. F. G. Bell, Por- tugue Literat., Oxford 1922; F. de Figueiredo, Hist. de la literat. portuguesa, Barcellona 1927; A. Forjaz de Sampaio, Hist. da literat. portuguesa ilustrada (scritta da vari autori), 4 voll., Lisboa 1929-32 i primi tre, il 4a ed., M. dos Remédios, Hist. literat. portuguesa desde as origens até à actualidade, 16a ed., Coimbra 1930; G. Le Gentil, La littér. portugaise, Parigi 1935, 2a ed., Lisboa 1936; F. de Figueiredo, Hist. liter. de Por- tugue (secc. XII-XX), Coimbra 1944; O. Lopes e J. Martins, Breve hist. da liter. portuguesa, Lisboa 1945; A. Ribeiro da Cunha, Ilinguua e a literatura portuguesa. Historia e critica, Braga 1948. - In Italia: G. C. Rossi, L'Arcadia e il romanticismo in P., Firenze 1941; id., Stor. della letter. portoghese, 1915; per un orienta- mento sommario sui rapporti fra la letteratura portoghese e l'ita- liana in genere, e, dello stesso autore, la Breve hist. da literat. ital., Lisboa 1946. Giuseppe Carlo Rossi

**A. Arte. - Ruderi di costruzioni romane, fra i quali i resti del tempio di Evora sono l'esempio mag- giore, la chiesa visigota di Balsemão (Lamego) del sec. VIII, il S. Frutuoso di Braga che ha schietto ca- rattere bizantino, la chiesa mosarabe di Laurosa (sec. X), il S. Amaro di Beja e pochi altri edifici più o meno conservati testimonianze della attività artistica in P. in epoca anteriore all'età romanica. Fu allora che le manifestazioni dell'arte si svilupparono dal nord**

verso il sud, come la marcia della «Reconquista», lasciando monumenti insigni nelle cattedrali di Braga, Porto, Lamego, Coimbra e Lisbona che in vario grado riflettono modi derivati dalla Francia del sud. Lo stesso può dirsi delle successive forme dell'architettura gotica di cui la chiesa del monastero cistercense di Alcobaça è l'esempio più puro.

Tali forme gotiche tuttavia spesso si fondono in P. con le precedenti romaniche generando complessi non privi di bellezza, come il S. João di Alporão (Santarem). Ma alla fine del '300 assumono nuovo aspetto nella grande chiesa di S. Maria della Vittoria ad Aljubarrota, meglio conosciuta con il nome di Batalha, opera degli architetti Alfonso Domingues (1388-1402), Onguete (1402-138) e del più tardo Mateus Fernandes. Quest'ultimo, assieme ai figli Pedro e Filippo Enrico, a Diogo e Francisco de Arruda, a Boytac ed a Marcus Pirez, è tra i maggiori architetti attivi durante il regno di don Manuel I. Sono essi che elaborano lo stile detto appunto «Manuelino», perché sviluppati durante il regno di quel monarca, e caratterizzato soprattutto da una intensa e vistosissima decorazione di carattere naturalistico, anche riecheggiante temi asiatici, che dà alle forme architettoniche un senso di opulenza talvolta addirittura barocco. Monumenti essenziali di tale stile sono, con alcune parti di Batalha, il convento di Cristo ed il Santuario dei Templari di Tomar, la Torre di Belem presso Lisbona, nonché un numero notevolissimo di portali e finestre in parte anche posteriori al regno di don Manuel quando sullo stile manuelino influisce anche il plateresco spagnolo di Diego e João de Castilho.

I principali centri di diffusione di forme rinascimentali furono nel Cinquecento: Thomar, Coimbra ed Evora. A Tomar esse appaiono abbastanza pure nella chiesetta della Concezione, a proposito della quale si è fatto per fini il nome del Sansovino, e nelle costruzioni di impronta serliana e palladiana di Diogo de Torralva specialmente il chiostro dei Filippi; ad Evora e Coimbra, soprattutto ad opera degli scultori italianizzanti e francesi, il principale dei quali è Nicola Chanterène. Poi, nell'ultimo quarto del secolo, l'italiano Filippo Terzi, giunto nel P. nel 1576 quale architetto militare, ma presto attivo anche nei campi dell'architettura ecclesiastica e civile, edificando il S. Vincente de Fora a Lisbona, il Palazzo reale di quella città, completando il chiostro dei Filippi di Tomar, costruendo il Palazzo vescovile di Coimbra e verosimilmente la grande chiesa da Serra do Pilar di Porto, dettate nuovi modelli ai maestri locali che durante tutto il '600 non dimenticarono la sua maniera schietta e solenne di edificare.

Durante l'età barocca nell'architettura portoghese si debbono distinguere due correnti: una vivacissima, specie a Braga, di intonazione quasi popolaresca, caratterizzata da una elegante decorazione che si sviluppa opulenta nelle facciate e negli interni sul fondo bianco delle pareti, e fra gli esempi maggiori si cita quello della chiesa di Falperra e dell'altra dei Congregandos; l'altra di intonazione aulica e che si collega alle forme italiane: a quelle di Guarino Guarini dapprima, che fu attivo anche a Lisbona e poi, nel '700, a quelle di Federico Ludovico, un tedesco italianizzato, autore della grande chiesa e convenuto di Mafra, dei Bibbiena attivi a Lisbona, e infine di Nicolò Nasoni o Nazzoni, un senese vissuto a Oporto fra il 1732 e il 1773 ed autore fra l'altro di quel vero capolavoro che è la chiesa e torre dos Clerigos.

Le vicende della scultura in P. non si differenziano di molto da quelle dell'architettura e riflettono le stesse influenze che nelle tombe dei secc. XIII e XIV esistenti nelle chiese di Evora, di Braga, di Lisbona e di Alcobaça sono soprattutto quelle della scultura francese; e così ancora durante il '400, fin quando sul finire di quel secolo e agli inizi del successivo le forme rinascimentali giungono in P. sia attraverso l'opera di scultori francesi e spagnoli più o meno italianizzati, sia infine per apporti diretti italiani, fra i quali è sempre da rammentare quello del Sansovino, che il Vasari vuole abbia soggiornato a lungo in P. e del quale nella regione, più che opere sicuramente sue,

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Portogallo - Viale Roma - Lisbona.

si possono indicare sculture certo influenzate dalla sua maniera. Tra gli altri importantissimi scultori attivi nel '500 è il già ricordato Nicola Chanterène (attivo tra il 1517 e il 1550) di formazione italiana, attivo soprattutto a Coimbra, ad Evora, a Sintra e
si possono indicare sculture certo influenzate dalla sua maniera. Tra gli altri importantissimi scultori attivi nel '500 è il già ricordato Nicola Chanterène (attivo tra il 1517 e il 1550) di formazione italiana, attivo soprattutto a Coimbra, ad Evora, a Sintra e a Belem; e João de Ruão (m. nel 1580) cui vanno attribuite numerose opere e che esercitò un forte influsso sugli artisti locali. Durante l'età barocca la scultura si svolge soprattutto nelle fastose decorazioni che talvolta rivestono le schiette forme architettoniche, fin quando nella prima metà del secolo sotto il regno di Giovanni X non andò a stabilirsi a Mafra, dove affluivano molti marmi ordinati a Roma dal Ludovici, Alessandro Giusti che appunto a Mafra, fra il 1753 e il 1770, svolse una grande attività anche come maestro di scalpello per molti Portoghesi. Alle più originali attività di costoro si devono assegnare non solo molte immagini devote nelle chiese, ma anche una intensa produzione di figurette di presepe.

Le vicende della pittura in P., a parte l'attività di maestri italiani immigrati nella regione o di portoghesi in Italia (Alvaro Pirez de Evora), hanno inizio con il manifestarsi Gonçalves (v.), attivo tra il 1450 e il 1470, i cui rapporti con la pittura fiamminga e con la razzeria della Francia meridionale sono evidenti, come quelli d'altronde con la contemporanea pittura spagnola. Intorno alla figura veramente grandiosa di questo pittore e alla sua opera massima, il polittico di S. Vincente, gli studiosi sono andati raggruppando opere e figure minori di artisti attivi sul finire del sec. XV e agli inizi del sec. XVI, senza per questo riuscire finora a tracciare i lineamenti di una individuale storia della pittura portoghese. Da ricordare, ad ogni modo, il Maestro di Sardoal, Francisco Henriques, Frei Carlos attivo soprattutto ad Evora, mentre fanno parte della cosiddetta scuola di Viseu e svolsero una notevole attività nel periodo manuelino Vasco Fernandez, il Maestro del Retablo della cattedrale di Viseu e Gaspar Vaz. Allora a Lisbona operavano nella bottega di Jorge Alfonso Crostoforo di Figuereido cui sono attribuiti vari dipinti di notevole valore, Garcia Fernandez e Gregorio Lopes

pittore di corte fino al 1550. Poi durante il '600 la pittura portoghese, i cui modi si confondono con quella spagnola, vanta ancora un artista di notevole interesse, Dominico Vieira, mentre nel sec. XVIII giungono ancora in P. infusis ed opere dall'Italia e dalla Francia, contribuendo alla formazione di quel Francisco Vieira de Matos, più noto come Vieira Lusitano (1690-1783), che fu anche a Roma scolaro del Luti e del Trevisani, di Francisco Vieira Portucense (1765-1805) e di Domingo Antonio de Sequeira (1768-1837), due pittori quest'ultimi di notevolissimo interesse anche per i procrimenti romantici dell'arte loro.

BIBL.: E. Lavagnino, Artisti italiani in P., Roma 1940; R. dos Sanctos, L'Art portugais, Lisbona 1949; Atti del Congr. internaz. di Stor. dell'arte a Lisbona nel 1949, Lisbona 1951. Emilio Lavagnino

VII. ORDINAMENTO SCOLASTICO

L'istruzione si svolge nelle scuole governative e nelle scuole private. Queste ultime sono sottoposte al controllo del Ministero dell'educazione e regolamentate dalla legge n. 2033 del 27 giugno 1949. L'art. 2 di detta legge stabilisce che non spetta al governo di controllare l'insegnamento nei seminari ecclesiastici e quello della religione in quanto per essi valgono le disposizioni contenute nell'art. 20 del Concordato con la S. Sede del 7 maggio 1940. L'educazione fisica, il canto e l'intera educazione femminile vengono controllati dall'Ispettorato dell'insegnamento privato e dalle seguenti associazioni: Gioventù portoghese, Gioventù portoghese femminile, Opera delle Madri OMEN e Visitatrici scolastiche. L'art. 3 della legge 2033 stabilisce inoltre che l'Ispettorato deve vigilare sul modo in cui vengono educati le alunne, esigendo che l'educazione sia orientata verso la conservazione delle virtù della donna e del focolare domestico. A tal scopo è permesso alle Visitatrici scolastiche di sorvegliare e di guidare l'azione educativa nelle stesse famiglie delle alunne.

L'intero sistema scolastico privato e governativo comprende i giardini d'infanzia per i bambini dai 3 ai 6 anni d'età, le scuole elementari da 7 a 11 anni d'età, scuole secondarie e le seguenti università: Coimbra, fondata nel 1291, Oporto, fondata nel 1762, Lisbona, fondata nel 1911. Terminata la scuola elementare l'alunno può scegliere i seguenti tipi di scuola: Ensino primario complementare biennale, Ensino commercial elementare quadriennale, Ensino tecnico elementare quadriennale, Escola de agronomia quadriennale, Liceus centrais o Liceus nacionalis quinquennale. Ultimati gli studi in uno di questi tipi di scuola può accedere all'Ensino commercial secundario, Ensino tecnico secundario, a Letras, Ciencia o al Magistris primario. Ottenuto il diploma accede dalle Letras all'Università, dalle Ciencia all'Istituto superiore tecnico, dal Magistris primario alla Escola normal superior, dall'Ensino commercial secundario all'Istituto delle scienze economiche e finanziarie, dall'Ensino tecnico secundario all'Istituto tecnico. L'istruzione del clero cattolico si svolge in 9 seminari minori, in 5 seminari maggiori e in 10 seminari a plena; presso la Scuola superiore coloniale a Lisbona si impartisce dal 30 sett. 1946, in base alla legge 35.885, l'insegnamento di missionologia cattolica. Vedi tav. CXXII.

BIBL.: Lo Statuto dell'insegnamento privato in P., in Boll. di legislaz. scolastica comparata, Roma 1949, pp. 225-66; Anuario estatistico, Lisbona 1950. Miroslav Stumpf